Nuova tassa sugli ascensori: come si pagherà

In questi giorni si parla tantissimo della nuova “tassa sugli ascensori”, così chiamata perchè il governo sta valutando un decreto che prevederà un nuovo esborso per le famiglie italiane: quello che appunto viene denominato “tassa sull’ascensore”.

In realtà non si tratta di una vera e propria tassa, poichè non è un importo che va pagato direttamente allo Stato, ma va pagato ai “soggetti verificatori”, ossia le aziende e i professionisti abilitati alla verifica della conformità degli ascensori. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Tassazione

Il provvedimento che sta per essere varato dal governo, è un Decreto del Presidente della Repubblica, in cui, all’articolo 2, è previsto che per tutti gli ascensori, in occasione delle classiche verifiche periodiche (quindi già obbligatorie), siano aggiunti ulteriori controlli relativi alla sicurezza, tra cui (l’elenco è esemplificativo, non esaustivo):

  • precisione di blocco tra ascensore e piano;
  • illuminazione del locale macchine;
  • efficacia dei meccanismi di chiusura delle porte e delle porte di cabina,
  • illuminazione della cabina;
  • dispositivo di comunicazione bidirezionale in caso di ascensore bloccato.

In caso di non rispondenza ai requisiti previsti, si dovranno avviare subito i lavori di ristrutturazione. I proprietari degli appartamenti subiranno quindi un ulteriore costo, oltre a quello pagato alle imprese certificatrici, che ovviamente crescerà, essendo più alto il numero di controlli da fare.

Confedilizia, si è opposta a questa norma che, ripetiamo, non è ancora stata approvata, ma rischia di esserlo a breve: l’associazione si rivolge direttamente al governo, chiedendo di non gravare ulteriormente i cittadini, già provati dalla congiuntura economica non florida, con questi costosi interventi non necessari, in quanto, come Confedilizia sottolinea, già ora ogni sei mesi la legge impone un rigoroso controllo degli ascensori e un ulteriore specifico controllo ogni due anni da parte dell’Asl o dell’Arpa

Il Mise  (Ministero dello sviluppo economico) non ha fatto attendere la risposta a Confedilizia, sottolineando che la misura non prevede verifiche straordinarie, ma controlli che vanno eseguiti durante le già obbligatorie verifiche, ad eccezione degli ascensori datati, per i quali una ristrutturazione potrebbe essere necessaria.

Già, controlli che si effettueranno durante quelli che sono comunque previsti. Ma chi ci dice che comunque i professionisti verificatori non aumenteranno il costo del servizio, essendo più specifico?

Arriva quindi la controreplica di Confedilizia, che continua a rivolgersi al governo, chiedendo l’eliminazione del balzello nella bozza del provvedimento.

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