Nuovo regime dei minimi e codice ATECO: le soglie da non superare

Con il vecchio regime dei minimi, occorreva non superare 30.000 euro in un anno. Con il nuovo regime dei minimi, detto anche “forfettario” le cose sono cambiate. Ora per ogni codice ATECO ci sono soglie diverse da non superare: per esempio, chi offre servizi di ristorazione, per rimanere nel regime dei minimi non deve superare i 40.000 euro l’anno; chi invece si occupa di costruzioni e attività immobiliari, non dovrà superare i 15.000 euro annui.

Questo nuovo regime ha suscitato davvero molte perplessità nei giovani imprenditori desiderosi di intraprendere un’attività in proprio, che però si sono sentiti scoraggiati da soglie così basse previste per molti settori. Il Governo ha così permesso di scegliere, almeno per un certo periodo, se aderire ancora al vecchio regime dei minimi, o al nuovo.

Tasse

Ad ogni modo, chi è nel vecchio regime dei minimi, dopo i 35 anni o dopo 5 anni di attività, potrà valutare se esiste la possibilità di entrare nel nuovo regime forfettario, oppure, se aderire al regime ordinario. Tra gli altri requisiti (a questo link tutti i requisiti del nuovo regime dei minimi), per appartenere a questo regime non occorre superare determinate soglie di reddito. Ecco le soglie di reddito stabilite dall’Agenzia delle Entrate, che non possono essere superate, per ogni singolo codice ATECO,

Calcolo del reddito

In base alla tabella dell’Agenzia delle Entrate di cui sopra, è possibile notare che ad ogni codice ATECO corrisponde una soglia di redditività. Inoltre nell’ultima colonna, denominata “redditività” è possibile notare un’altra percentuale. Si tratta appunto del coefficiente di redditività: cosa significa? Significa che, per calcolare l’imposta sostitutiva dovuta (pari al 15%), non si sottraggono più i costi ai ricavi e, sulla differenza, si calcola l’imposta.

Con il nuovo regime, il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi il coefficiente di redditività relativo al proprio codice ATECO. Prendiamo ad esempio, sempre dalla tabella, il codice ATECO relativo ad “Industrie alimentari e delle bevande”: la soglia dei ricavi è pari a 35.000 euro e il coefficiente di redditività è pari al 40%. Come si applicano queste soglie e coefficienti?

Supponiamo che i ricevi dell’anno siano pari a 30.000 euro e quindi si rientra benissimo nella soglia, che è pari a 35.000 euro. A questo punto, ai 30.000 euro non si potrà sottrarre nessun costo (è questa un’altra caratteristica del nuovo regime dei minimi), se non quello dei contributi INPS, che supponiamo pari a 4.000 euro. Il reddito imponibile sarà così pari a 26.000 euro. A questo reddito imponibile si applicherà il coefficiente id redditività del 40%, ottenendo (40% di 26.000 euro) un importo pari a 10.400 euro. E’ su questi 10.400 euro che si calcolerà l’imposta sostitutiva del 15%. Per l’anno quindi, l’imprenditore pagherà un’imposta sostitutiva pari a 1.560 euro (15% di 10.400 euro).

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