Obbligazioni convertibili: cosa sono e come funzionano

Negli anni scorsi le obbligazioni convertibili rappresentavano un prodotto finanziario di forte interesse. Interesse che si è andato poi perso nel tempo, visto che l’attenzione di iinvestitori e risparmiatori si è poi spostata verso i titoli di Stato e i conti deposito, che avevano un buon rendimento.

Ad oggi però, questo rendimento si è molto ridotto e gli investitori sono alla ricerca di nuove opportunità di guadagno. E’ quindi molto importante comprendere pienamente come funziona questa tipologia di obbligazioni. In questa guida approfondiremo cosa sono, come funzionano, nonchè la convenienza reale basata su vantaggi e svantaggi.

Titoli di Stato

Definizione

Le obbligazioni convertibili sono delle particolari tipologie di obbligazioni (dette anche bond). Rappresentano quindi un prestito che si fa a una azienda, quest’ultima poi si occuperà di restituire il prestito con i dovuti interessi.

Si chiamano “convertibili” perchè, permettono, a una certa data (per esempio alla scadenza), di convertire l’obbligazione in azione. Ovviamente non si tratta di un’obbligo, ma solo di una possibilità, che l’investitore può decidere o non decidere di sfruttare.

La possibilità di diventare azionista si chiama “clausola di convertibilità“, è integrata nell’obbligazione e quindi permette, a una determinata scadenza, di diventare titolare di una partecipazione al capitale di rischio.

Esempio

Una società s.p.a. emette un’obbligazione di durata 3 anni, con pagamento mensile di interessi e tasso al 6%. L’obbligazione è convertibile alla scadenza.

Per tre anni quindi il possessore riceverà il pagamento del flusso cedolare (il tasso può essere fisso, come nel nostro esempio, ma anche variabile).

Il tasso di interesse inoltre, è più basso rispetto a quello di un’obbligazione classica (ossia senza clausola di convertibilità), proprio per la presenza della clausola. Si percepisce un interesse minore, ma alla scadenza si ha la possibilità di diventare azionisti.

Convenienza

Dal punto di vista economico, essendo il rendimento inferiore rispetto alle obbligazioni tradizionali, non conviene. Se non sei minimamente interessato a diventare azionista, allora ti conviene optare per le obbligazioni tradizionali.

Se invece la possibilità di diventare azionista ti alletta, puoi prima comprare le obbligazioni convertibili, in modo da addentrarti già nella società e renderti conto di come funziona, come lavora. Poi alla scadenza, se il tuo interesse è confermato, se hai chiarito tutti i dubbi, potrai tranquillamente convertire le tue obbligazioni in azioni.

Attenzione: mentre le obbligazioni sono dei veri e propri prestiti che la società deve restituirti, lo stesso non vale per le azioni. Con le azioni diventi socio della società, titolare del capitale di rischio e quindi ti assumi tutti i rischi dell’impresa (se l’azienda va male potresti persino perdere tutto il tuo denaro!). Ecco perchè è consigliabile prima entrare nella vita di una società come obbligazionista e poi, decidere se convertire la propria posizione in quella di azionista.

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