Part time agevolato

Sei un veterano del lavoro con oltre 20 anni di contributi alle spalle? Sicuramente le tue capacità lavorative saranno diminuite nel tempo. È normale: con l’avanzare dell’età le energie diminuiscono di conseguenza e molto spesso non è possibile sostenere i ritmi lavorativi di ogni giorno. Questo è il tuo caso? Allora richiedi il part time agevolato.

In questa guida ti spiego cos’è il part time agevolato e come funziona, quali sono i requisiti necessari per ottenerlo, quando e se sarà disponibile per i dipendenti pubblici oltre ai privati, come presentare richiesta, come varia lo stipendio e la pensione futura, dunque quali variazioni subiscono gli assegni familiari.

Cos’è

Al fine di promuovere un’uscita più soft dal mondo lavorativo, il Governo ha previsto per i lavoratori dipendenti la possibilità di accedere al part time negli anni precedenti la pensione. Senza diminuzioni sulla pensione futura, nonostante l’orario ridotto (D. L. 7 aprile 2016 ai sensi dell’art. 1, co. 284 Legge 208 del 28/12/2015) ma piuttosto con un incentivo nella busta paga.

Se quindi sei un lavoratore dipendente over 60 o comunque prossimo alla pensione e lavori full time, puoi chiedere in azienda una riduzione dell’orario dal 40 al 60%: la tua pensione futura non subirà modifiche a causa della riduzione dell’orario di lavoro.

Questa possibilità é prevista fino al 2018 (a meno di proroghe). Sono infatti stati stanziati a questo scopo 240 milioni di euro, così ripartiti:

  • 60 milioni sono destinati a chi ne fa richiesta durante il 2016;
  • 120 milioni sono destinati a chi ne fa richiesta durante il 2017;
  • 60 milioni sono destinati a chi ne fa richiesta durante il 2018.

Requisiti

Possono chiedere il part time agevolato i lavoratori in possesso di quattro requisiti:

  • Contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • Orario di lavoro full time;
  • Almeno venti anni di contributi INPS maturati;
  • Età pensionabile raggiunta entro il 31 dicembre 2018.

Se quindi lavori full time, hai almeno 20 anni di contributi INPS ed entro il 31 dicembre 2018 andrai in pensione, in questi ultimi anni di lavoro puoi fare richiesta per lavorare part time.

Dipendenti pubblici

Attualmente il part time agevolato é una misura dedicata solo a:

  • Dipendenti del settore privato;
  • Dipendenti di enti pubblici economici (EPE) che si occupano esclusivamente o almeno principalmente di attività economiche (così come indicata dall’articolo 2082 del codice civile).

Tuttavia, il Decreto Milleproroghe vorrebbe estendere questa possibilità anche agli altri lavoratori statali ma manca ancora la normativa attuativa. Nel frattempo quindi, i dipendenti del pubblico impiego (docenti universitari, insegnanti di tutti i gradi scolastici, dipendenti regionali, comunali, ecc.) possono comunque accedere al part time ordinario o al part time previdenziale.

Part time ordinario

Si può accedere a prescindere dall’età anagrafica e dai contributi INPS maturati. Però al contrario del part time agevolato, lo stipendio é assolutamente proporzionato alla riduzione dei lavoro. Se quindi riduci il tuo orario di lavoro del 50%, il tuo stipendio diminuirà del 50%. Inoltre, non c’è alcun incentivo contributivo e quindi la tua pensione futura subirà una riduzione a causa degli anni lavorati part time.

Part time previdenziale

Il D.M. 331 del 29/07/1997 permette di passare a part time con contemporaneo accesso alla pensione, e solo se si hanno almeno:

  • 41 anni e 10 mesi di contributi INPS versati per le donne;
  • 42 anni e 10 mesi di contributi INPS per gli uomini.

Richiesta: come ottenerlo

Per passare da full time a part time devi presentare all’INPS apposita richiesta di certificazione. L’INPS deve infatti verificare che tu abbia almeno 20 anni di contributi versati e che tu raggiunga entro il 2018 l’età pensionabile. La domanda può essere presentata:

  • Online tramite il sito INPS. Ovviamente devi essere in possesso del PIN INPS per poterti loggare al sito e inoltrare la domanda. Se non hai ancora un PIN INPS a disposizione scopri come richiederlo;
  • Tramite CAF o patronati;
  • Presso gli uffici INPS della tua zona.

Procedura

Una volta ottenuta la certificazione dovrai presentarla al tuo datore di lavoro: insieme potrete quindi accordarvi per una riduzione dell’orario di lavoro dal 40 al 60%. A tal fine dovrete stipulare un nuovo contratto di lavoro denominato “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato” che dovrà specificare:

  • La riduzione dell’orario;
  • La durata del contratto, che ovviamente parte dal giorno in cui passi al part time fino a quello in cui raggiungi l’età pensionabile.

Dopo aver stipulato e firmato il contratto, il tuo datore di lavoro dovrà inviarlo alla Direzione territoriale del lavoro e nuovamente l’INPS affinché rilascino il nulla osta e l’autorizzazione conclusiva (vengono rilasciati entro 5 giorni). Successivamente potrai finalmente iniziare il tuo part time.

Stipendio

A quanto ammonta lo stipendio durante il part time? La pensione subirà delle penalizzazioni a causa di questo ultimo periodo lavorato a orario ridotto? Le risposte sono rassicuranti:

  1. Per quanto riguarda la tua busta paga, non sarà propriamente quella di un part time, perché comprenderà la normale busta paga part time + i contributi INPS a carico del datore di lavoro per l’orario non lavorato. Contributi che quindi non vanno all’INPS ma nella tua busta paga e non vengono assoggettati né a contribuzione INPS né INAIL.
  2. Per quanto riguarda la pensione invece, essa non subirà alcuna modifica: in pratica sarà come se avessi lavorato full time fino all’ultimo giorno. Questo perché lo Stato ti riconoscerà dei contributi figurativi per tutta la durata del part time fino al giorno della tua pensione.

Esempio

Supponiamo che tu decida di chiedere un part time al 50%. Grazie agli incentivi statali non avrai una busta paga del 50% rispetto ad ora, ma di circa il 65%. Quando andrai in pensione inoltre, percepirai il 100% della tua pensione, come se avessi lavorato full time fino all’ultimo giorno.

Assegni familiari

In caso di lavoro part time agevolato, ovviamente il tuo reddito diminuisce. Per cui ti vengono riconosciuti gli assegni familiari in base al tuo nuovo reddito. Quindi, a parità di condizioni ma essendo la tua busta paga ridotta rispetto a prima, quasi certamente avrai diritto a degli assegni familiari di maggiore importo.

Per conoscere gli importi esatti degli ANF a cui hai diritto puoi consultare le tabelle pubblicate annualmente dal sito INPS: a ogni reddito infatti corrisponde un certo importo di ANF, che varia anche in base ai componenti del nucleo familiare a tuo carico.