Pignoramento libretto postale Equitalia

Il “segreto bancario”, il principio secondo cui le banche erano obbligate a tenere segreti i dati dei propri clienti, nonchè l’ammontare delle somme depositate, é ormai decaduto al 100%. Ad esso, il nostro governo, ha sostituito quello della “trasparenza bancaria”, secondo il quale lo Stato, per ogni cittadino, conosce la relativa banca di appoggio e l’ammontare dei suoi risparmi, grazie ad appositi accordi con le banche.

Nel momento in cui quindi il cittadino ha un debito con lo Stato, quest’ultimo ha sin da subito la facoltà di sapere a quanto ammontano i suoi risparmi ed Equitalia, l’ente preposto alla riscossione dei debiti dei, può anche arrivare a procedere al pignoramento dei suoi beni, nonchè di quanto ha sul conto corrente. E per quanto riguarda i libretti postali, Equitalia può pignorare il libretto postale?

Equitalia

Pignoramento libretto postale Equitalia

Considerato che nulla, dunque, sfugge al nostro stato, Equitalia come si comporta con il pignoramento o il blocco dei conti correnti o libretti postali? Equitalia, teoricamente, può procedere al pignoramento di qualsiasi mezzo o bene a disposizione del cittadino debitore, quindi anche alle somme depositate sui libretti postali. Ma in che misura? Può pignorarne il 100% o solo una somma?

L’assenza di norme certe, per un periodo di tempo, ha permesso ad Equitalia, di pignorare conti e libretti postali quasi senza misura e in maniera indiscriminata, gettando nello sconforto tante famiglie italiane e riducendole uno stato di indigenza tale da non poter far fronte neanche alle spese più indispensabili.

Una circolare del direttore dell’Agenzia dell’Entrate, Attilio Befera, ha però finalmente messo fine a questa riscossione smisurata e incontrollata. Nella circolare, è previsto che Equitalia può procedere al pignoramento dei seguenti importi:

– 1/10 dello stipendio/pensione se il reddito del cittadino é inferiore a 2.500,00 netti annui;
– 1/7 dello stipendio/pensione se il reddito é compreso tra i 2500,00 e i 5000,00 annui;
– 1/5 dello stipendio/pensione se il reddito supera i 5000,00 euro annui. Oltre questa soglia inoltre, Equitalia potrà rivalersi anche dei risparmi del cittadino, depositati su conti correnti o su libretti postali.

Ricordiamo inoltre che, in caso di cartelle plurime, è possibile chiedere a Equitalia una rateizzazione del debito.

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