PIL Italia 2013 previsioni

Quali sono le previsioni per questo 2013? Il 2012 non é stato un anno positivo, e non é necessario scomodare dati statistici, numeri e percentuali. Gli italiani lo sanno bene, lo hanno sentito sulla propria pelle: disoccupazione, licenziamenti per chi il lavoro ce l’aveva, cassa integrazione, imprese costrette a chiudere, mercato immobiliare in caduta, pressione fiscale alle stelle. Inesorabilmente, il 2012 si é concluso con il PIL in calo. Cosa aspettarsi per il 2013?

I segnali di ripresa non sono ancora all’orizzonte e sebbene la teoria economica ci insegni che tutti gli eventi sono ciclici, la fase della recessione non sembra ancora dare tregua. È costretta ad ammetterlo anche la Banca d’Italia, le cui previsioni per il PIL 2013 sono state riviste, al ribasso: il calo del prodotto interno lordo é previsto all’1% e non allo 0,2%, come precedentemente stimato.

PIL Italia 2013 previsioni

Nel 2012 il PIL é sceso del 2,1%, mentre quest’anno la discesa é stimata all’1%. La correzione é dovuta, secondo quanto indicato da Bankitalia, al peggioramento dello scenario internazionale e alla debolezza dell’attività negli ultimi mesi. Solo nel 2014 il PIL tornerà a salire lievemente (+0,7%). Queste previsioni tuttavia, sono permeate da un inevitabile velo di incertezza e un clima di fiducia sempre più negativo.

I tecnici di Bankitalia attribuiscono questo calo alle manovre dell’ex governo “dei Professori” che, per evitare «un incontrollato peggioramento» dello spread, hanno aumentato soprattutto la pressione fiscale. Tante erano state le promesse: si era parlato addirittura del CUI, che avrebbe messo il bastone tra le ruote al precariato e invece si é finito con l’articolo 18. E ancora: obbligo del conto corrente per le pensioni sopra i 1000 euro, redditometro, spesometro, impossibilità di ritirare più di 1000 euro in contanti allo sportello, tasse.

Sempre secondo il Bollettino di Bankitalia, anche il tasso di disoccupazione aumenterà: se nel 2012 era salito al 10,6%, nel 2013 raggiungerà il 12%. Forse nel 2014 ci sarà una stabilizzazione ma non un’inversione di tendenza. Aumenta il ricorso alla cassa integrazione guadagni e la disoccupazione giovanile.

I consumi? In ritirata anche questi ultimi. D’altronde é calato anche il reddito delle famiglie, sceso del 4,1% nel 2012. Nel 2013 calerà di un ulteriore 1,9%. Con conseguenze negative sui consumi, gli investimenti, la crescita, l’occupazione, tutto in un circolo vizioso.

Il clima: di sfiducia. Secondo i tecnici di via Nazionale occorre innalzare il potenziale di crescita dell’economia e migliorare l’offerta di credito, affinchè gli operatori economici riacquistino fiducia e riavviino gli investimenti.

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