Prestito personale

Vuoi regalarti una bella vacanza rilassante a Carpi? Vuoi cambiare le piastrelle della tua cucina? Vuoi regalare un computer a tuo figlio? Se in tutti questi casi purtroppo non hai i soldi che ti servono, puoi richiedere subito un prestito personale su misura per te, senza dare troppe spiegazioni alla banca.

In questa guida ti spiego cos’è il prestito personale, come funziona, cosa bisogna fare per ottenerlo, qual è il contratto e cosa significano tutte le voci contenute in esso, cos’è il piano di ammortamento, come è possibile estinguere anticipatamente il prestito e soprattutto cosa succede se non si pagano le rate.

Cos’è e come funziona

Il prestito personale è un finanziamento la cui somma può essere destinata a tutto ciò che ti serve. Non è necessario dare spiegazioni a chi concede il prestito: esso è personale e il denaro può essere destinato a qualsiasi utilizzo.

Quindi per fare dei regali, per trascorrere le vacanze, per effettuare cure odontoiatriche che rimandi da tempo, oppure per le spese quotidiane. I prestiti personali sono erogati dagli istituti di credito (banche e finanziarie).

Affinché possa definirsi tale, la somma chiesta non deve essere superiore a 50.000 euro (per alcune banche anche 60.000), altrimenti non si parla più di prestito personale ma si parla invece di mutuo.

Mediamente gli istituti di credito concedono prestiti personali di circa 30.000 euro da restituire in 72 mesi (6 anni). Questi sono dei parametri standard, ma chiaramente ogni istituto applica condizioni diverse.

Come chiedere ed ottenere

La procedura per la richiesta di un prestito personale è comune a tutti gli istituti di credito. Occorre recarsi presso la banca (o la finanziaria), con i propri documenti (carta di identità o patente, codice fiscale e ultime due buste paga) e fare domanda di un finanziamento direttamente allo sportello di assistenza clienti.

Requisiti e criteri di valutazione

La banca ovviamente non accetterà subito la tua richiesta, che potrà essere accettata o rifiutata. i requisiti che determinano l’accettazione o il rifiuto del prestito sono:

  • Età compresa tra 18 e 70 anni. Di solito le banche non fanno finanziamenti a persone più grandi. Se è il tuo caso, alcune banche hanno delle offerte ad hoc, soprattutto tramite cessione del quinto della tua pensione.
  • Residenza in Italia. Non è necessario che tu sia cittadino italiano, se sei uno straniero è necessario che tu sia residente regolarmente in Italia.
  • Titolarità di un conto corrente. Se non hai un conto corrente la banca te ne aprirà uno contestualmente alla concessione del prestito.
  • Reddito dimostrabile, quindi un lavoro a tempo indeterminato. Va bene anche un contratto a tempo determinato, purché la scadenza del tuo contratto sia successiva a quella del finanziamento.

Esempio

Il tuo contratto di lavoro a tempo determinato scade tra due anni. Puoi ottenere (fermo restando tutti gli altri requisiti) un prestito con scadenza massima di due anni. Molto difficilmente una banca ti concederà un prestito di durata maggiore.

Affidabilità creditizia e il rischio

La banca che ti concede un prestito vuole assicurarsi che tu sia abbastanza “affidabile”. Proprio per questa ragione ti chiederà un reddito dimostrabile (ultime buste paga o in alternativa il CUD). Ma non basta.

Ogni banca, prima di concedere un finanziamento, effettua una verifica del tuo conto sulla Centrale dei Rischi (CRIF), una banca dati in cui vengono iscritti tutti i cattivi pagatori, i protestati, coloro che in passato hanno ottenuto un prestito ma non hanno rispettato le rate di rimborso.

Attenzione

Se in passato non hai pagato le rate di rimborso di un prestito, o le hai pagate in ritardo, probabilmente sei iscritto al CRIF e quindi la banca non accetterà la tua richiesta.

Altro fattore molto importante è il rapporto tra la rata di rimborso e il tuo reddito del richiedente. Solitamente una banca concede un prestito la cui rata di rimborso non sia superiore al 30% del tuo reddito. Se quindi il tuo reddito è di 1.000 euro mensili, non aspettarti che ti sia concesso un prestito con rata di rimborso superiore a 330 euro circa.

Garanzie accessorie

Oltre ai requisiti suddetti, se l’istituto di credito lo ritiene opportuno, ha tutto il diritto di chiederti delle garanzia aggiuntive. Per esempio potrebbe chiederti:

  • Ipoteca (soprattutto se l’importo del prestito è piuttosto alto);
  • Firma di un garante. Il garante è una persona coobbligata, che si assume la responsabilità nel caso in cui tu non dovessi pagare le rate. In pratica, se tu non paghi, sarà il garante a dover pagare per te. Di solito le banche chiedono la presenza di un garante quando il soggetto non ha una busta paga, oppure chiede un prestito di durata più lunga rispetto al suo contratto di lavoro.
  • Copertura assicurativa. In alcuni casi le banche chiedono la stipula di polizze assicurative: se tu non paghi, sarà l’assicurazione a dover pagare per te. Così la banca non corre alcun rischio di perdere il denaro che ti ha prestato.

Contratto

l contratto di prestito personale deve essere scritto e deve contenere le seguenti voci:

  • Importo esatto concesso.
  • T.A.N il tasso annuo nominale, ossia il tasso di interesse puro.
  • T.A.E.G. il tasso annuo effettivo globale; che ti indica in maniera più precisa rispetto al T.A.N quanto ti costerà effettivamente il finanziamento. Il T.A.E.G. infatti comprende non solo il T.A.N. ma anche tutti i costi applicati al prestito (per esempio i costi di apertura, di incasso ella rata, di assicurazione).
  • Modalità di variazione di costi e commissioni del contratto.
  • Elenco di tutti i costi sostenuti per il prestito: spese di apertura, costi accessori, costi dell’eventuale assicurazione).
  • Importo della rata e la scadenza (mensile, bimestrale, semestrale, ecc.).
  • Eventuali garanzie richieste (ipoteca, garante o polizza assicurativa).

Piano ammortamento

Il piano di ammortamento è la frequenza (mensile, semestrale, ecc.) e la modalità con cui vanno versate le rate di rimborso alla banca. Le banche offrono due tipologie di piano di ammortamento:

A rate costanti

Detto anche progressivo o alla francese. E’ il piano di ammortamento più scelto ed è caratterizzato dall’uguaglianza di tutte le rate. Ogni rata è comporta da una quota capitale (che cresce progressivamente) e una quota interessi (che decresce progressivamente).

Esempio

Per due anni devi restituire un prestito con rate costanti pari a 300 euro mensili. Per i primi mesi, di questi 300 euro, 250 sono di quota capitale e 50 di quota interessi. Nei mesi successivi, 260 sono di quota capitale e 40 di quota interessi e così via. In questo modo le rate possono essere tutte uguali.

A quote costanti di capitale

Detto anche all’italiana. La caratteristica di questo piano è l’uguaglianza di tutte le quote capitali. Mentre nel piano alla francese le quote capitali aumentano col tempo e le quote interesse diminuiscono (appunto per far restare la rata costante), in questo caso è la quota capitale che rimane uguale.

Di conseguenza, la rate mensile non sarà mai uguale. Non è molto utilizzato perché la gente preferisce una rata costante per tutta la durata del prestito.

Esempio

Per due anni devi restituire un prestito con ammortamento all’italiana. Ogni mese le quote capitali saranno pari a 200 euro, mentre l’interesse, calcolato sul debito residuo sarà variabile. Le rate quindi non saranno sempre uguali.

Estinzione anticipata

Se hai la liquidità necessaria e preferisci liberarti delle rate che ti mancano da pagare, puoi chiedere l’estinzione anticipata del prestito. Se estingui il tuo debito dovrai pagare alla banca il capitale residuo e gli interessi maturati fino a quel giorno, ma risparmierai sugli interessi maturati da oggi fino alla scadenza del finanziamento.

Esempio

Hai stipulato un prestito di 10.000 euro per 5 anni, di importo pari a 250 euro al mese. Dopo due anni e mezzo hai già restituito la metà del tuo prestito e siccome hai il denaro necessario vuoi liberartene. Alla banca devi ancora 5.000 euro, a cui saranno applicati gli interessi a partire dal giorno della concessione del prestito fino all’estinzione.

L’estinzione anticipata è un tuo diritto previsto dall’articolo 40 comma 1 del Testo Unico Bancario. Alcune banche non prestano fede a questa disposizione e impongono delle penali, oppure che il prestito possa essere estinto dopo 18 mesi dalla concessione del finanziamento. Per contrastare queste abitudini, la legge ha precisato che:

  • Se il debito residuo é minore di 10.000 euro, non si devono applicare penali.
  • Se il debito residuo é maggiore di 10.000 euro, si può applicare una penale massima dell’1% sul debito residuo. Inoltre, se alla scadenza manca un anno o meno, la penale massima si riduce allo 0,5%.

Estinzione anticipata parziale

Come sottolineato dall’articolo 40 comma 1 del Testo Unico Bancario, puoi chiedere un’estinzione totale o parziale del debito. E’ un’alternativa utile se possiedi una certa liquidità e vuoi liberarti di una parte di debito residuo. In questo modo, potrai decidere se:

  • Diminuire gli importi delle restanti rate;
  • Lasciare le rate invariate ma anticipare la scadenza del debito.

Esempio

Hai stipulato un prestito di 10.000 euro per 5 anni, di importo pari a 250 euro al mese. Dopo due anni e mezzo devi ancora restituire 5.000 euro. Hai 3.000 euro disponibili e quindi decidi di darli alla banca, per estinguere parzialmente il tuo debito.

 

A questo punto potrai decidere se, per le rate rimanenti, pagare meno di 250 euro al mese (per esempio solo 100 euro), oppure se continuare a pagare 250 euro al mese, ma ridurre la scadenza del debito (che quindi non sarà più fra due anni e mezzo, ma fra un anno circa).

Attenzione

Non sempre è possibile scegliere tra riduzione della rata o riduzione della scadenza. Di solito le banche optano per l’abbattimento della rata. Leggi quindi le condizioni di estinzione presenti nel contratto che hai firmato.

Cosa succede se non si paga

Se non paghi le rate del tuo debito (anche solamente una rata), andrai incontro a queste conseguenze:

  • Applicazione di una mora. Alla rata non pagata saranno applicati degli interessi di mora. L’importo da pagare quindi aumenterà all’aumentare del tuo ritardo.
  • Segnalazione alla Centrale dei Rischi (CRIF). Alcune banche, già dalla prima rata non pagata, segnalano il cliente al CRIF.

Quest’ultima conseguenza è quanto di peggio possa accadere se credi che in futuro avrai bisogno ancora di prestiti. Una volta che il tuo nome è stato inserito nell’elenco del CRIF infatti, difficilmente troverai altre banche disposte a concederti un prestito. Tutte le banche lo consultano prima di concedere un finanziamento.

Attenzione

Non rimarrai iscritto al CRIF per sempre, ma fino a 36 mesi successivi alla scadenza del tuo finanziamento. Se quindi per esempio il tuo finanziamento scade il 31 dicembre 2017, rimarrai iscritto al CRIF fino al 31 dicembre 2020. Non occorre fare alcuna richiesta di cancellazione: dopo tre anni è automatica.

Recupero forzato

Se non provvedi a pagare la rata o continui anche a non pagare le rate successive, la banca potrà fare richiesta di recupero forzato incaricando le figure competenti.

Le forme più frequenti di recupero forzato sono la cessione del quinto dello stipendio/pensione oppure il pignoramento di beni materiali. Se il tuo prestito prevedeva un garante, la banca non tarderà a rivolgersi a lui per il pagamento.

Tasse

Essendo questo tipo di finanziamento destinato ad esigenze strettamente personali, il fisco non prevede alcuna detrazione fiscale.

Se quindi il tuo obiettivo è quello di richiedere un prestito per ristrutturare la casa, per acquistare qualcosa per la tua azienda, ti consiglio di chiedere un prestito finalizzato o un mutuo, per poter godere delle detrazioni previste.