Quando scatta accertamento redditometro

Se ne parla tanto in questi giorni e le polemiche non sono poche: molti cittadini lamentano di sentirsi troppo osservati e che l'”incursione” del fisco anche nei propri conti correnti é davvero troppo nonchè lesivo della privacy. Dall’altra parte ci sono altri cittadini che affermano di non doversi preoccupare minimamente non avendo nulla da nascondere. In ultimo l’Agenzia delle Entrate e il Fisco italiano tutto, sempre più impegnato nella lotta all’evasione fiscale.

Ma come funziona il nuovo redditometro 2013? Quali sono le voci di spesa che il fisco va a controllare? Quando scatta l’accertamento fiscale redditometro? Sono previste delle soglie? Rispondiamo passo per passo a tutte queste domande.

Cos’è e come funziona il redditometro 2013
Il nuovo redditometro é il nuovo strumento fiscale messo a punto dal Fisco Italiano, allo scopo di scovare gli evasori fiscali o presunti tali. Si tratta di un sistema informatico in grado di incrociare tutti i nostri dati (le spese che effettuiamo e le nostre dichiarazioni dei redditi). Se questo software individua una differenza tra spese sostenute e redditi dichiarati scatta l’allarme.

Quando scatta l’accertamento redditometro?
L’allarme scatta nel momento in cui la differenza tra redditi dichiarati e spese sostenute é maggiore del 25% e questa differenza si evidenzia per due anni. A questo punto il contribuente potrebbe essere contattato per un contraddittorio, dove praticamente il soggetto dovrà dimostrare che i soldi spesi non sono frutto di evasione fiscale. Significa quindi che se scatta questo allarme, non si viene immediatamente etichettati come evasori fiscali, ma l’Agenzia delle Entrate e/o le altre autorità preposte, potranno richiedere degli accertamenti.

Invito al contraddittorio redditometro
Si tratta di un “confronto diretto” tra il Fisco ed il contribuente, dove il risultato standard del redditometro viene verificato. Come detto poc’anzi, il contribuente non viene immediatamente etichettato come evasore fiscale: può infatti dimostrare che quel denaro non sia frutto di evasione. In questo caso il risultato del redditometro sarà quindi corretto nel corso del contraddittorio, sulla base della reale e specifica situazione del contribuente.

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