Quando si insedierà il nuovo Parlamento 2013

Le elezioni sono terminate e il Parlamento italiano, in base ai risultati elettorali, sarà così composto: alla Camera dei Deputati il centro sinistra si aggiudica 340 seggi, il centro destra 124 seggi, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo 108 deputati e Con Monti per l’Italia 45 seggi. Al Senato della Repubblica il centro sinistra ha 113 senatori, il centro destra 116 seggi, il Movimento 5 Stelle 54 seggi e Con Monti per l’Italia 18 seggi.

Quando si insedierà il nuovo Parlamento eletto i giorni 23, 24 e 25 febbraio 2013? Alcuni si aspettavano che i parlamentari sarebbero stati sostituiti da un giorno all’altro, immediatamente dopo le elezioni. Non é così: ci sono dei tempi, anche pratici, affinchè il nuovo Parlamento entri pienamente in funzione. Scopriamo insieme l’iter e le date previste.

1. Il 15 marzo 2013 si insedierà finalmente il nuovo Parlamento, è prevista infatti la sua convocazione.
2. Il nuovo Parlamento convocato é chiamato a eleggere il presidente della Camera e il presidente del Senato.
3. A questo punto partono le consultazioni del presidente della Repubblica, per l’elezione del presidente del Consiglio (detto anche primo ministro o premier). Consulta quindi tutte le forze politiche parlamentari, al fine di individuare una personalità con un largo consenso parlamentare, che possa essere Presidente del Consiglio. Individuata questa figura gli conferisce l’incarico di formare il nuovo governo. Il nuovo governo nomina i nuovi ministri.
4. A quel punto finalmente, il nuovo governo si insedia e può iniziare a operare.

C’è un piccolo però: se nella fase 3, ovvero durante le consultazioni del presidente della Repubblica, quest’ultimo nota incertezza e/o litigiosità tra le forze politiche, può decidere di dare il via al mandato esplorativo, ovvero affida le consultazioni a una terza persona, super partes, che, entro un breve spazio temporale, ha il compito di verificare la possibilità di formare una maggioranza parlamentare.

E se anche con il mandato esplorativo non si arriva a capo di nulla? In questo caso interviene il Presidente della Repubblica, auspicando una maggiore collaborazione tra le forze politiche al fine di individuare una personalità in grado di governare il Paese. Se, nel peggiore dei casi, non si trova un accordo, si é costretti, per evidente crisi di governo (addirittura non ancora formatosi) ad optare nuovamente per le elezioni.

NB: il nostro Presidente della Repubblica é attualmente nel suo semestre “bianco” (ovvero é gli ultimi sei mesi del suo mandato), Durante il semestre bianco, il PdR non può sciogliere le Camere. Per cui, si andrebbe direttamente al voto.

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