Regime minimi 2015 avvocati e altri professionisti

Con il nuovo regime dei minimi, dal 2015, ci sono notizie buone e notizie cattive. La prima novità (cattiva, ma importantissima) è che per avvocati, psicologi, commercialisti, giornalisti freelance e altri liberi professionisti, la soglia di ricavi massima per potersi avvalere del regime dei minimi, scende a 15 mila euro. E, chi è un libero professionista, sa cosa significa.

Rimanere al di sotto dei 15000 euro e, con questi, pagare costi, contributi Inps e tasse (anche se queste ultime a un regime agevolato), significa lavorare per nulla o quasi. Significa che in tasca a fine mese non ti rimane nulla. Il discorso era diverso con il vecchio regime dei minimi, dove anche per i professionisti era prevista una più ragionevole soglia di 30 mila euro annui. Ora le cose sono diverse: vediamo cosa cambia.

Calcolo

Regime minimi 2015: come funziona il regime per gli avvocati e altri liberi professionisti

C’è da precisare, prima di tutto, che chi ha aperto una partita Iva prima del 1 gennaio 2015 aderendo al regime dei minimi, potrà decidere se passare al nuovo o rimanere al vecchio regime (quello con soglia di ricavi a 30 mila euro). Per le nuove partite Iva invece, quelle aperte dal 1 gennaio 2015, é possibile solo scegliere il regime nuovo, oltre ovviamente a quello ordinario.

Requisiti: le soglie di ricavi

Per i professionisti, il limite di ricavi e compensi fissato dal Ddl di Stabilità 2015 é pari a 15.000 euro. Lo stesso limite si applica a partite Iva aperte nel settore delle costruzioni, per le attività scientifiche, sanitarie e dell’istruzione. La soglia sale a 20mila euro per il commercio ambulante e arriva a 35.000 euro per le industrie alimentari, a 40 mila euro per le attività di alloggio, ristorazione, commercio all’ingrosso e al dettaglio. Se i ricavi e i compensi superano queste soglie, si esce dal regime agevolato.

L’aliquota

Passa dal 5% al 15%.

Deduzioni

Altra nota dolente, é che i costi, nel nuovo regime dei minimi, non sono più deducibili. Se quindi nel vecchio regime il 5% si applicava alla differenza tra ricavi e costi, nel nuovo regime si potranno sottrarre solo i costi dei contributi previdenziali Inps o di altra cassa, null’altro.

C’è da dire però, che l’aliquota del 15%, non si applica al totale dei ricavi (a cui sottrarre i contributi previdenziali), ma a un coefficiente di redditività che, per i professionisti é pari al 78%. Vediamo un esempio che può chiarire meglio le idee.

Un avvocato ottiene ricavi annuali per 13 mila euro. Può quindi avvalersi del regime dei minimi. Si applica un’imposta sostitutiva del 15%. Supponiamo che abbia pagato contributi alla cassa forense per 3.000 euro.

Calcolo dell’imposta dovuta

13.000 – 3000 = 10.000 euro

L’aliquota del 15% non andrà applicata su 10 mila euro, ma solo sul 78% di 10 mila euro, quindi su 7.800 euro.
La tassazione dovuta per quell’anno sarà quindi pari a al 15% applicato sul 78 di 10 mila euro, ossia: 7.800 / 100 * 15 = 1.170 euro di imposta dovuta per quell’anno.

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