Registrare una conversazione di nascosto non è reato

Quante volte di é capitato di dire: “quanto avrei voluto registrare quella conversazione per averne una prova!”. Ma poi ti sei chiesto: registrare una telefonata, oppure una conversazione qualunque, è legale oppure costituisce reato? A cosa si va incontro?

In realtà la Corte di Cassazione si è già espressa in merito più di dieci anni fa: con le sentenze n.7239 del 08/06/1999 e la n.36747 del 24/09/2003, la Corte ha stabilito che la registrazione audio o video delle conversazioni non costituisce reato, anzi può essere usata come prova in tribunale. Almeno in determinate occasioni, vediamo quali.

Registrazione

L’ultima delle sentenze sopracitate, chiarisce che le registrazioni (audio o video) di colloqui, riunioni, discussioni anche fatte “di nascosto”, sono assolutamente lecite, anzi, hanno persino lo stesso valore di una nota scritta e rappresentano quindi un valido elemento di prova dinanzi al giudice.

Come la mettiamo quindi con la legge sulla privacy? Ovviamente ci sono dei limiti e anche su questi la Corte di Cassazione é stata chiara: la registrazione audio e video (anche segreta) non è illegale purchè sia fatta da una persona presente alla conversazione. Se quindi stai parlando con una persona e decidi di registrare per usare il dialogo come prova, puoi farlo. Non si possono invece registrare le conversazioni altrui, a cui non si è presenti.

Secondo la Cassazione infatti, tale registrazione diviene patrimonio di conoscenza di coloro che vi ha (non occultamente) assistito e ognuno di loro può quindi disporvi e usarla come mezzo di prova o strumento di difesa, autotutela e garanzia, per esempio in caso di abusi, minacce o ricatti.

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