Riduzione orario di lavoro da parte del datore di lavoro

Il datore di lavoro può ridurre il contratto di un dipendente (a tempo determinato o a tempo indeterminato) da full time a part time? Quali sono le ragioni che giustificano questa riduzione dell’orario di lavoro e quali sono le procedure da seguire per la modifica contrattuale.

La ragione principale per cui un datore di lavoro decide di modificare il rapporto di lavoro, risiedono purtroppo in una crisi aziendale, o comunque in un momento non proprio florido dell’attività e in cui è possibile mantenere occupati i dipendenti solo riducendone l’orario di lavoro.

Lavoro

Purtroppo però, in taluni casi (seppur limite, ma non così rari), la riduzione dell’orario potrebbe essere uno dei primi passi finalizzati all’uscita del lavoratore e celanti comportamenti perfino vessatori. Per questa ragione, per evitare un abuso di questa possibilità, è necessario seguire una determinata procedura per la modifica dell’orario di lavoro.

Comunicazione

La modifica dell’orario di lavoro, può prodursi solo con un accordo scritto tra le parti, da cui si evinca il chiaro consenso del lavoratore alla trasformazione del rapporto di lavoro, in virtù della Legge 183/2011. Prima del 2011, era obbligatoria una procedura di convalida del nuovo accordo presso le Direzioni Territoriali del Lavoro. Con la suddetta legge, questa convalida non è più necessaria ed è sufficiente una scrittura privata tra le parti, la quale deve contenere:

  1. dati del lavoratore, dell’azienda e sede di lavoro;
  2. Tipologia contrattuale;
  3. Data da cui parte il nuovo orario;
  4. Se la modifica ha una scadenza, occorre indicare la data finale;
  5. I nuovi orari di lavoro precisamente (indicando quindi l.ora, se si tratta di part time verticale, orizzontale, etc.) ed eventuali clausole che rendano elastiche gli orari.
  6. Firma delle parti.

Il datore di lavoro può quindi stabilire che la riduzione dell’orario abbia una durata precisa (per esempio dalla data X alla data X), oppure se si tratta di una modifica a tempo indeterminato.

Nel primo caso, ossia se la riduzione è a scadenza, dopo questa data il rapporto di lavoro torna ad essere come prima. Ovviamente è possibile stipulare un ulteriore accordo scritto (sempre come sopra), con il quale prevedere ancora la riduzione dell’orario, secondo la necessità e secondo l’accordo tra le parti.

Se invece la riduzione non ha una scadenza, si possono verificare due situazioni:

  1. Il contratto continua a rimanere part time, le parti non devono fare più nulla;
  2. terminata la crisi aziendale, il datore di lavoro, ha di nuovo bisogno del lavoratore a tempo pieno. In questo caso occorre seguire di nuovo la procedura di modifica scritta tra le parti, poichè si tratta nuovamente di modifica contrattuale, per la quale serve il consenso di entrambi.

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