Tassa sull’ombra che invade il suolo pubblico

Di tasse in Italia, ce ne sono per tutti i gusti e dopo questa, non ci sarebbe da meravigliarsi se qualcuno dovesse inventare anche una tassa sull’aria che respiriamo. La tassa sull’ombra é una realtà: dura e triste da accettare, ma reale: con una semplice delibera comunale, i Comuni d’Italia possono applicare una legge esistente dal 1997. La tassa sull’ombra che invade il suolo pubblico.

Come appena detto, la legge che ne consente l’applicazione esiste dal 1997, ma pochi comuni ne hanno fatto uso. Uno di questi é Pomezia, dove il sindaco, nel 2014, ha inserito una tassa da pagare (dai commercianti), se la sporgenza delle tende o delle insegne di un locale invadono il suolo pubblico.

Tassazione

Esatto: a Pomezia quindi bisogna pagare questa imposta per l’occupazione di suolo pubblico, il cui nome tecnico é “canone patrimoniale non ricognitorio” e colpisce commercianti e artigiani di Pomezia e Torvaianica. La delibera comunale prevede il pagamento di un corrispettivo tra i 2 e gli 8 euro a metro lineare. E non solo: prevede anche un canone per pali della luce, tombini, condotte, per cui alla fine dei conti, l’aumento si ripercuoterà indirettamente anche sulle bollette dei cittadini.

Tante sono state le critiche e le polemiche, di cittadini, commercianti e associazioni di categoria, che chiedono a gran voce che non si peggiorino ancora di più, con questa tassa, le condizioni già critiche del contesto sociale ed economico della zona. Alcuni gruppi del consiglio comunale, che non hanno aderito all’approvazione della tassa, hanno presentato una mozione da discutere in consiglio per chiedere l’annullamento della delibera.

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