Tredicesima

Ogni buon lavoratore ha bisogno di qualche gratificazione, è proprio per questo che nel mese di dicembre tutti i dipendenti hanno diritto ad una busta paga aggiuntiva: la tredicesima. Le origini di questa mensilità sono molto antiche: risalgono agli anni 30 ai tempi del fascismo ed è rimasta attuale fino al giorno d’oggi.

Se sei appena stato assunto e non conosci i tuoi diritti, in questa guida ti spiego come funziona la tredicesima, come si calcola da caso in caso, quando viene corrisposta dal datore di lavoro, come viene tassata, cosa fare nei casi di maternità, disoccupazione o cassa integrazione, infine cosa fare nel caso di tredicesima non pagata.

Cos’è e come funziona

La tredicesima mensilità (o gratifica natalizia) è un riconoscimento economico accreditato in busta paga che spetta al lavoratore dipendente assunto a tempo determinato o indeterminato. La maturazione della tredicesima è obbligatoria, al contrario della quattordicesima, che non sempre è prevista nei contratti o nei CCNL.

La tredicesima matura ogni mese di lavoro. In pratica ogni mese l’azienda accantona una piccola somma (denominata rateo) e l’intero importo viene poi accreditato in busta paga nel mese di dicembre, prima delle festività, ecco perché viene chiamata anche gratifica natalizia.

A chi spetta

La tredicesima spetta a tutti i lavoratori dipendenti, pubblici (insegnanti, dipendenti comunali, ecc.) e privati (metalmeccanici, commercio, turismo, ecc.), assunti con contratto a tempo determinato o indeterminato.

Spetta ai lavoratori domestici (colf, badanti, baby sitter) e ai pensionati anche con pensione minima. Infine, spetta anche a chi percepisce la pensione di reversibilità.

Attenzione

Se percepisci una pensione di reversibilità e sei ancora in attività lavorativa con cui hai diritto già a una tredicesima, l’INPS non ti erogherà una ulteriore tredicesima. Lo stesso vale se percepisci un’altra pensione con tredicesima: in pratica l’INPS accredita una sola tredicesima.

Calcolo

Il rateo accumulato ogni mese in qualità di tredicesima corrisponde esattamente a 1/12 della busta paga mensile. L’importo di tredicesima totale da pagare a dicembre viene calcolato sugli effettivi mesi di lavoro svolti.

Esempio

Se hai lavorato tutto l’anno presso la stessa azienda, ossia da gennaio a dicembre, ti sarà riconosciuta la tredicesima piena, ossia uno stipendio doppio (in realtà non è esattamente il doppio, ma circa l’85%-90% a causa della tassazione. Se quindi il tuo stipendio mensile è di 1.000 euro, a dicembre avrai in più circa 900 euro.

Se invece non hai lavorato per quell’azienda dall’inizio dell’anno, la tredicesima viene calcolata solo per gli effettivi mesi di lavoro e la formula di calcolo è la seguente: (stipendio mensile lordo X mesi di lavoro effettivi / mesi lavorati).

Esempio

Se hai lavorato per quell’azienda a partire da maggio, al mese di dicembre accumulerai solo otto ratei di tredicesima, quindi: [1.000 (stipendio lordo mensile) X 8 (mesi di lavoro effettivi) ] / 12 (totale mensilità) = 666,67 é la tredicesima che ti spetta.

Il calcolo della tredicesima è uguale per tutti i lavoratori, pubblici o privati, per i pensionati e per i lavoratori domestici (badanti e colf).

Quando arriva

La legge non prevede una data precisa entro cui fare l’accredito della tredicesima al lavoratore, né per i dipendenti privati né per gli statali.

Tuttavia, é spesso il CCNL che specifica quando viene pagata, precisando la data. Ad esempio, nel CCNL commercio l’accredito deve essere effettuato entro il 24 dicembre, in altri CCNL l’accredito è previsto entro il 15 dicembre.

Inoltre, anche se non tutti sono a conoscenza di questa possibilità, la legge permette che il datore di lavoro, in accordo con il dipendente, possa accreditare il rateo mensile della tredicesima direttamente nel mese di maturazione e non quindi nel mese di dicembre. In questo caso la busta paga mensile viene maggiorata del rateo spettante.

Tassazione

Alla tredicesima mensilità vengono applicati:

  • I contributi previdenziali INPS;
  • Le trattenute fiscali. Si applicano le aliquote contributive IRPEF.

Succede spesso che la tredicesima sia inferiore allo stipendio. Questo perché viene tassata in maniera “secca” ossia senza le detrazioni previste normalmente. Per questa ragione le trattenute fiscali sono più alte e la tredicesima è un po’ più bassa rispetto al classico stipendio: di solito é pari al 85%-90% dello stipendio.

Maternità

La tredicesima matura anche durante la maternità anticipata e obbligatoria (art. 22 D. lgs. 151 del 2001). Tutti i dipendenti hanno diritto all’importo pieno della tredicesima, senza alcuna decurtazione. Durante la maternità facoltativa invece, non matura la tredicesima, in quanto questo periodo non è assimilabile a lavoro effettivo.

Disoccupazione

L’indennità di disoccupazione NAPSI non rappresenta una retribuzione, tantomeno può essere assimilata a lavoro dipendente. E’ una forma di sostegno del reddito erogata dall’INPS a favore di coloro che hanno perso involontariamente il lavoro, pertanto non matura né tredicesima né altre mensilità aggiuntive.

Cassa integrazione

Durante la cassa integrazione (ordinaria e straordinaria), non si matura tredicesima. Se quindi per esempio hai lavorato fino a marzo e poi da aprile fino a dicembre sei stato messo in cassa integrazione, riceverai una tredicesima pari solo ai ratei maturati da gennaio a marzo, quindi circa 3/12 della tua tredicesima normale.

Esempio

Solitamente ricevi una tredicesima pari a 1.000 euro. Quest’anno sei stato messo in cassa integrazione per 7 mesi durante l’anno. percepirai quindi una tredicesima pari a 5/12 di 1.000 euro, ossia 1.000 / 12 x 5 = 416 euro circa.

Apprendistato

Gli apprendisti hanno diritto alla tredicesima mensilità. Valgono le stesse regole di calcolo previste per tutti i dipendenti di cui ti ho parlato prima.

Mobilità

Se percepisci l’indennità di mobilità non hai diritto alla tredicesima mensilità. Questo perché l’INPS, quando calcola l’importo di mobilità da erogarti, prende come riferimento la retribuzione globale già comprensiva di tredicesima. L’indennità di mobilità è pari all’80% della retribuzione lorda (comprensiva del rateo di tredicesima).

Non pagata

Se il datore di lavoro non accredita la tredicesima, la prima cosa da fare è inviargli una lettera di sollecito. In caso di rifiuto è consigliabile rivolgersi al proprio sindacato affinché siano avviate le procedure per la riscossione di quanto dovuto. Il diritto a ricevere la tredicesima si prescrive entro i tre anni successivi.

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