Videosorveglianza condominio

Purtroppo è successo di nuovo e nel giro di poche settimane: un altro appartamento del tuo condominio è stato scassinato in pieno giorno e nessuno ha visto i ladri. Nessun testimone e poche tracce risultano sempre in indagini inconcludenti da parte delle forze dell’ordine. E’ arrivata l’ora di installare la videosorveglianza nel tuo condominio.

La videosorveglianza nel condominio è il metodo più sicuro per individuare e riconoscere i responsabili dei furti. In questa guida ti spiego come funziona, quali sono le normative che ne disciplinano l’utilizzo, come richiedere l’autorizzazione all’assemblea per l’installazione, come ripartire le spese e quanto costano le varie soluzioni.

Cos’è

Ognuno ha diritto di sentirsi al sicuro in casa propria e uno dei metodi più utilizzati per poter identificare subito le persone che entrano ed escono dall’edificio é proprio l’installazione di un impianto di videosorveglianza.

A quali scopi vengano installato un’impianto del genere é di facile risposta: i furti negli appartamenti sono purtroppo all’ordine del giorno e avere un sistema in grado di riprendere ogni cosa é sicuramente un metodo che identifica e scoraggia i malintenzionati.

Il sistema di videosorveglianza può essere di due tipi:

  1. Privato, ossia per video sorvegliare l’ingresso del singolo appartamento o posto auto.
  2. Condominiale, per tenere sotto controllo le aree comuni condominiali.

Nel primo caso, ossia di un impianto di videosorveglianza privato (ad esempio un videocitofono), non occorre applicare le norme previste dal Codice sulla Privacy, purché ovviamente le telecamere riprendano solo il proprio ingresso e non la strada o altri ingressi.

Nel secondo caso invece, quando si tratta di un impianto di telecamere sulle aree comuni condominiali, occorre seguire le norme dettate dal Codice sulla Privacy, quindi bisogna segnalare la presenza delle telecamere con appositi cartelli, le registrazioni devono essere cancellate dopo 24/48 ore.

Inoltre, le telecamere devono riprendere solo le aree da controllare e devono essere dotate di dispositivi di sicurezza ad accesso consentito solo ai tecnici (e ai proprietari).

Ovviamente in entrambi i casi (videocitofono privato o impianto condominiale) i dati raccolti non devono essere diffusi o essere usati per altri scopi diversi da quelli della sicurezza.

Garante privacy: normativa

Le regole stabilite dal garante, tengono conto anche delle novità introdotte dalla “riforma sul condominio” e rappresentano il giusto equilibrio tra riservatezza e necessità del condomino che desidera sentirsi al sicuro:

  1. Utilizzo immagini. Le immagini e i suoni raccolti devono essere protetti in modo che solo la persona titolare del trattamento dati vi abbia accesso); i dati raccolti non possono essere utilizzati per altri fini oltre quelli della sicurezza;
  2. Presenza telecamere. Il sistema di sorveglianza deve essere opportunamente segnalato, anche tramite l’apposita segnalazione tramite cartelloni messa a disposizione dal garante.
  3. Conservazione registrazioni. Le registrazioni effettuate con le telecamere non possono essere conservate per un tempo superiore a 24/48 ore. Se occorrono tempi maggiori di una settimana, bisogna chiedere l’autorizzazione al Garante.

Attenzione

I videocitofoni in casi specifici possono essere equiparati a un sistema di videosorveglianza (e quindi valgono le regole sopra esposte) ma, generalmente, hanno fini esclusivamente personali e sono installati dalle singole famiglie. In questo caso non si applicano le regole previste dal Garante della Privacy e le telecamere non devono neanche essere segnalate da apposito cartello.

Autorizzazione dell’assemblea

Per l’installazione di un videocitofono privato, decide il singolo condomino e non occorre l’autorizzazione dell’assemblea, purché ovviamente l’impianto non rechi disturbo o danneggi le parti comuni all’edificio.

Per quanto riguarda invece un impianto di videosorveglianza condominiale, la decisione deve essere presa dai proprietari riuniti in assemblea.

La nuova legge post riforma del condominio ha finalmente dettato le regole sull’aspetto videosorveglianza. La legge sancisce che per l’installazione di telecamere occorre un quorum di 50% + 1 dei presenti alla riunione e che costituisca almeno la metà del valore del condominio (valore espresso in millesimi, quindi almeno 500 millesimi).

Ripartizione spese

I costi sostenuti per l’installazione e la manutenzione delle telecamere e di tutto l’impianto di videosorveglianza, vanno divisi tra i condòmini in base alle tabelle millesimali (articolo 1123 del codice civile).

Sono ammissibili deroghe solo nei seguenti casi:

  1. Il bene comune é installato per servire non tutti i condòmini ma solo alcuni. In tal caso la spesa si dive solo tra i condòmini che ene traggono utilità.
  2. L’assemblea delibera una ripartizione delle spese diversa, per esempio in parti uguali.

Attenzione

La delibera che individua una modalità di suddivisione diversa rispetto a quello previsto dall’art. 1123 c.c. é valida solo se approvata dall’unanimità dei condomini.

Attenzione

In caso di citofoni e videocitofoni, l’impianto porta identico vantaggio a tutti i condòmini, indipendentemente dal valore dell’appartamento. Le spese di allacciamento, di manutenzione e riparazione vanno quindi ripartite in maniera uguale tra tutti, tranne ovviamente per l’apparecchio che ognuno ha nel suo appartamento (che ognuno paga per sé).

Costo

Esistono in commercio varie tipologie di impianti di videosorveglianza, ognuno adatto a specifiche esigenze e, chiaramente, con prezzi diversi:

  1. Telecamere a circuito chiuso (TVCC), sono telecamere che trasmettono le immagini a monitor e possono avere dei raggi infrarossi per la visione notturna e dei sistemi meccanici per metterle in movimento. Un kit di questo tipo parte dai 50 ai 170 euro.
  2. Videosorveglianza con sistema wifi. Si tratta di telecamere senza cavi di collegamento. In questo caso non occorre fare cablaggio perchè le telecamere funzionano tramite internet wifi. I costi sono però più alti: per un kit si parte dai 100 fino ai 400 euro.
  3. Impianto di videosorveglianza classico. Poco costoso, occorre installare dei sistemi filari a cui collegare una o varie telecamere. Può essere collegato anche un sistema computer – web cam. I costi per un kit vanno dai 70 a 100 euro.
  4. Impianto per le parti comuni del condominio. L’impianto deve essere installato a norma, seguendo le regole dell’Authority. le telecamere vengono installate tramite LAN o cavo schermato ein un locale comune poi viene inserito lo schermo video che mostra le riprese. I prezzi vanno dai 200 ai 500 euro.

Chiaramente in caso di installazione occorre considerare, a parte, anche i costi della manodopera, che variano in base alla complessità dell’impianto.