L’amore per i bambini è un sentimento che porti avanti da parecchio tempo: lavorare con i piccoli è, probabilmente, il sogno della tua vita, però non sai da dove cominciare, quali sono i rischi che comporterebbe questa attività, cosa realmente occorre e la normativa da rispettare per essere completamente in regola.

In questa guida completa su come aprire un asilo nido ti indico cosa serve, i requisiti necessari, il titolo di studio ma anche come farlo senza laurea, come aprire un micronido privato in casa, come associazione culturale o in franchising, infine ti fornisco una stima di costi e guadagni.

Come

L’asilo nido non è il luogo dove “parcheggiare” i bimbi mentre i genitori sono al lavoro. Non è neanche una ludoteca dove si gioca soltanto: è il luogo dove i bambini iniziano a socializzare e apprendere. Proprio per questo, un asilo nido deve rispettare determinate caratteristiche: deve essere accogliente, altrimenti il bimbo non ci rimane neanche mezzo istante, e deve essere sicuro e a norma di legge, perché i bimbi sono sempre in movimento e occorre prevenire ogni possibile incidente

Per aprire un asilo nido dunque, occorre avere determinati requisiti, sia personali in termini di titoli di studio, che oggettivi ossia in termini di caratteristiche della casa che deve ospitare l’attività.

Cosa serve

Normativa

Innanzitutto occorre un appartamento, una casa dove accogliere i bambini. In questo caso ti consiglio di consultare il regolamento comunale o regionale, perché le caratteristiche variano da zona a zona. Ad ogni modo i requisiti dell’immobile sono solitamente questi:

  1. Immobile pulito, areato e luminoso. Non è possibile aprirlo quindi in un seminterrato dove entra poca luce.
  2. Impianti elettrici, dell’acqua e del gas a norma;
  3. Arredamento funzionale: tavoli, mobili e sedie devono avete tutti i paraspigoli;
  4. Zona riposo con lettini, che può essere sia all’interno dell’area gioco che in un luogo separato (è chiaro che la seconda opzione è preferibile);
  5. Bagno con fasciatoio. Se stai aprendo un asilo in casa privato, è necessario che ci sia un ulteriore bagno da dedicare all’asilo nido rispetto a quello che usate in famiglia.

Attenzione

Prima di iniziare l’attività, se abiti in condominio, consulta anche il regolamento condominiale perché potrebbero esserci specifiche regole che impediscono l’accesso a troppe persone per evitare di disturbare gli altri condomini.

A questo punto ti consiglio ti consultare i regolamenti comunali, riguardo a:

locali dovranno in linea di massima rispettare le regole riguardo:

  • Numero massimo di bambini da ospitare in casa;
  • Dimensioni della casa (vedi anche il DPGR n° 47/R /2003);
  • Dimensioni dei servizi igienici;
  • Apertura minima (di solito minimo 42 settimane all’anno e 5 giorni a settimana).

Requisiti

Ecco invece i titoli di studio occorrenti per assumere il ruolo di educatore di un asilo nido:

  • Diploma di Liceo pedagogico oppure Magistrale oppure Maestra di asilo oppure Tecnico dei servizi sociali o Tecnico dei servizi sociali;
  • Laurea in scienze dell’educazione;
  • Laurea in scienze della formazione primaria.

Come quindi hai notato, puoi aprire un asilo anche senza laurea, basta che tu possegga un diploma a indirizzo pedagogico. Se sei senza laurea e non hai neanche il diploma a indirizzo pedagogico (per esempio sei diplomata in ragioneria o come stilista di moda), puoi aprire lo stesso il tuo asilo nido, ma assumendo la carica di direttore: come educatori dovrai assumere personale qualificato.

Documenti e permessi

Una volta che sei in possesso del titolo di studio e del locale idoneo ad essere asilo nido, devi intraprendere l’iter burocratico:

  1. Apertura partita IVA. Un asilo nido è un’attività economica a tutti gli effetti, quindi dovrai pagare le tasse. A tal riguardo ti rimando alla guida Partita IVA: costi e tasse.
  2. Apertura posizione INPS.
  3. Autorizzazione al Comune presso lo Sportello per le Attività Produttive. Il Comune verificherà gli standard del tuo immobile e gli altri requisiti. L’autorizzazione va rinnovata ogni tre anni. Informati presso lo Sportello per le Attività Produttive del tuo Comune per conoscere le regole e i requisiti precisi per la tua città.

Costi e guadagni

Ecco una tabella che ti riassume i principali costi da sostenere per aprire un asilo nido:

Attenzione

I costi rappresentano una stima media, giusto per darti un’idea, ma possono variare sensibilmente da zona a zona, da commercialista a commercialista, ecc.

Quanto costa

Costi da sostenere
Voce di costoSpesa annuale
Costo commercialista apertura P. IVA e posizione INPS300 € (da spendere solo all’inizio)
Costo commercialista per tenuta contabilità1/2.000 €
INPS4.000 € circa (per pagarti i contributi)
Pasti per i bimbi5.000/7.000 €
Giochi, attività, attrezzature1.000 €
TOTALE11.000/14.000 €

I costi annuali, dunque, si aggirano sugli 11.000/14.000 euro.

Per quanto riguarda invece i ricavi, non si può fare una stima: tutto dipende da prezzi che applicherai e dal numero di bambini che potrai seguire: i prezzi variano da zona a zona, da città a città, quindi il migliore consiglio che posso darti è quello di andare a vedere i listini della concorrenza: da lì potrai capire più o meno quanto potrai guadagnare e quali prezzi applicare, visto che sei all’inizio.

Tasse. Capitolo a parte lo meritano le tasse da pagare: anche in questo caso dipendono dai guadagni.

In casa

Un asilo nido in casa, domiciliare, si chiama micronido oppure un nido famiglia. Tante sono le ragazze ma anche le donne più mature che decidono di mettere a disposizione il proprio immobile, la propria casa, per accogliere dei bambini. Chiaramente in caso di asilo nido privato in casa, non si può pensare di poter accogliere tantissimi bambini, ma al massimo un numero pari a quattro o cinque. È consigliabile consultare il regolamento comunale per conoscere nel dettaglio:

  • Caratteristiche dell’immobile;
  • Numero di bambini da poter accogliere;
  • Numero di ore al giorno, giorni a settimana e giorni all’anno;
  • Titolo di studio.

In franchising

Il franchising è un modo di fare impresa che ha conosciuto un grande successo negli ultimi anni. Inizialmente, alcuni erano diffidenti, soprattutto per il fatto che il franchising “lega” l’imprenditore a versare ogni anno una percentuale sui guadagni.

Questo aspetto col tempo è stato superato: sempre più franchising oggi offrono soltanto la fornitura iniziale e l’arredamento e poi chiedono solamente una somma forfait, ossia del tutto svincolata dai ricavi dell’asilo nido. Per esempio ci sono franchising che chiedono circa 500 euro l’anno ai propri affiliati e nulla di più.

Aprire un asilo nico, un micro nido oppure un nido famiglia, con la formula del franchising rappresenta quindi una reale opportunità se desideri essere “accompagnato” in quest’avventura da un marchio esperto del settore, che ti aiuti non solo nell’arredamento, nella scelta e nel montaggio delle attrezzature, ma anche nelle questioni burocratiche e informative.

Come associazione

Aprire un asilo nido in qualità di associazione culturale forse, non è la cosa migliore da fare: un’associazione è infatti un ente non profit e se hai deciso di aprire un asilo nido lo farai sicuramente perché intendi guadagnare e non per la gloria o per mera passione.

È chiaro che la passione e l’amore per questo lavoro sono indispensabili, ma sicuramente desideri avere anche il tuo ritorno economico che ti permetta di vivere dignitosamente e di mandare avanti l’attività con orgoglio.

Bisogna però precisare che non c’è nessuna normativa che vieti di aprire un asilo nido come associazione culturale: quindi in teoria è possibile. Quello che però non è lecito è aprirlo come associazione solo per beneficiare di vantaggi e sgravi fiscali e poi perseguire fini lucrativi.

Proprio per questa ragione, nell’associazione devono prestare servizio dei volontari non retribuiti; si possono anche assumere dipendenti retribuiti, ma entro alcuni limiti. L’associazione ha inoltre un’operatività più limitata rispetto a una classica impresa, ecco perché ti conviene consultare il tuo commercialista per capire meglio il raggio di azione e i tuoi obiettivi.

Suggerimento

Tutto quindi dipende da come vuoi impostare l’attività e dall’obiettivo che intendi perseguire: se di lucro o con finalità sociale. Consulta queste normative, molto interessanti per il tuo caso:

  • La normativa APS (Associazioni di Promozione Sociale – Legge n. 383/2000);
  • Sulle organizzazioni di volontariato (Legge n. 266/91);
  • Il D.Lgs. 460/1997 “Riordino della disciplina fiscale degli enti non commerciali”.