Aprire un bar

Lavori da dipendente e ti sei stufato della vita che conduci? Lavori come libero professionista ma non sei soddisfatto della tua professione? Vorresti finalmente realizzare il sogno nel tuo cassetto ed aprire un bar nella tua città e iniziare a vivere più tranquillamente? Sei arrivato nel posto giusto.

In questa guida su come aprire un bar ti spiego che cosa ti serve per farlo e quali requisiti devi soddisfare, quando conviene farlo, quanto costa e qual è l’investimento iniziale che è necessario, come funziona l’apertura di un bar in franchising, dunque dove puoi reperire finanziamenti per l’investimento iniziale.

Come

Per aprire un bar la procedura non è così semplice come qualcuno possa pensare. Devi occuparti di:

1. Scegliere il locale

La scelta della posizione è la prima decisione che dovrai prendere. Innanzitutto cerchiamo di sfatare qualche mito: non pensare che aprire un bar in centro città, dove passano centinaia e centinaia di persone al giorno sia indice di sicuro successo.

Potresti aprire un bar nel centro di Roma o Milano, ma dover chiudere i battenti in poco tempo. Quello che conta quindi, è quello che tu vuoi realizzare. Ci sono tanti bar che sorgono in periferia, ma hanno successo, per una serie di motivi precisi:

  1. Sono in periferia, ma ne traggono vantaggio: dispongono di un ampia zona parcheggio;
  2. Permettono di rilassarsi. I bar centrali infatti, sono soprattutto per i passanti che vanno al lavoro e acquistano al volo una brioche e un caffè da asporto, oppure lo bevono frettolosamente al bancone.

Se quindi decidi di aprire un bar in centro, non preoccuparti di aver tanto spazio a disposizione: il tuo deve essere un bar dove consumare una colazione o un drink in maniera veloce e efficiente. Se invece apri in periferia, devi creare l’atmosfera contraria: un posto dove sedersi, rilassarsi, ascoltare buona musica. Quindi ti servirà più spazio per far sedere i clienti, nel bar e magari anche fuori dal bar.

2. Comprare l’arredamento

Non sottovalutare mai l’aspetto del tuo bar. L’arredamento, i colori, gli accostamenti, sono importantissimi e in base alla tua scelta attireranno un tipo di clientela piuttosto che un altra. Un arredamento sobrio, elegante, sui toni freddi (dal grigio, al blu, al nero) attirerà soprattutto lavoratori.

Un arredamento più colorato invece, da’ l’impressione di relax, di divertimento, di spensieratezza: attirerà giovani e famiglie. Non esagerare con i colori: prediligi un accostamento di due colori, uno più sgargiante e uno neutro. Per esempio il verde accostalo con il bianco, il celeste con il beige.

3. Preparare un business plan

Prima di iniziare, prendi carta e penna e fai i conti per bene. Segna con precisione quali sono i costi che devi sostenere, i finanziamenti che eventualmente devi chiedere: su quanto denaro puoi contare almeno all’inizio, le persone che potranno aiutarti nel tuo lavoro, i costi del commercialista e delle tasse, come intendi pagare i primi fornitori (a 30 giorni, a due mesi, ecc.);

4. Ottenere tutti i permessi

Hai bisogno di tutti i permessi occorrenti per l’apertura di un pubblico esercizio che somministra cibi e bevande. Aprire un bar non è come aprire un negozio di abbigliamento. Stai somministrando bevande e cibo. Devi avere determinati requisiti e ottenere specifiche licenze e permessi.

Conviene

Se vuoi avere veramente successo, devi chiederti quanto tempo hai intenzione di dedicare alla tua attività, quanto impegno vuoi metterci, quali sono le tue aspirazioni, dove conviene aprirlo. Tutto dipende dal successo che avrà il tuo bar.

Se poi decidi di aprire un bar tabacchi, le tue entrate non sono più generate solo da caffè, cappuccini, drink, dolci e quant’altro, ma anche dai giochi, dalle schedine, da articoli di cancelleria, dalle commissioni sulle ricariche Postepay o sulle marche da bollo.

Per evitare di strafare subito, puoi iniziare aprendo il bar e poi organizzarti e chiedere la licenza anche per diventare tabaccheria. Ricorda che voler ottenere tutto e subito, è il peggior metodo per intraprendere qualsiasi attività.

Non pensare che i guadagni arriveranno subito e con facilità. O meglio tu non pensare ai soldi. Lo so, è difficile, ma cerca di mettere al primo posto il tuo locale, i tuoi clienti. Quando lavori, cerca di fare tutto per il tuo cliente, per la sua soddisfazione. Accetta critiche e consigli. Cerca di migliorare sempre la qualità. Un bar di successo infatti deve:

  • Offrire un’ottima qualità di cibo e bevande;
  • Avere un servizio veloce e puntuale;
  • Avere del personale sorridente; è un altro punto importantissimo. Il bar, il caffè, sono momenti di relax, dove il cliente si aspetta di vedere quanto meno qualcuno che gli sorrida, che gli trasmetta un momento di serenità.

Cosa serve

Esperienza. Questa è la prima cosa che serve. Se non hai mai lavorato in un bar, se non sai come si usa la macchinetta del caffè e se credi che Gin Tonic sia il nome commerciale di una palestra all’ultimo grido, allora aprire n bar non fa per te. Come per tutti i lavori, per intraprendere un’attività in proprio, è necessario conoscere il settore. Si tratta di cose anche banali, ad esempio:

  • Capire quali sono i momenti più impegnativi della giornata, con più clienti;
  • Conoscere i fornitori;
  • Capire quali sono le richieste di ogni tipologia di clientela;
  • Fare un calcolo relativo alle scorte;
  • Sapere quali sono i prodotti di migliore qualità;
  • Riuscire a gestire una criticità, l’assenza di un dipendente, se ne avrai.

Questi e tanti altri sono gli aspetti della gestione di un bar o di un ristorante. Sono conoscenze che non si improvvisano. La cosa migliore da fare quindi, è iniziare a lavorare per qualcun altro. Tutti iniziano dalla gavetta: devi farlo anche tu. Non è necessario trascorrere anni e anni alle dipendenze altrui, ma giusto il tempo necessario per capire come funzionano gli aspetti principali.

Permessi e licenze

Per aprire un bar occorre:

  1. Verificare che il locale sia in regola con i requisiti urbanistici. Devi quindi trovare un bravo geometra che, fatte tutte le dovute verifiche, si occuperà di presentare la SCIA al Comune (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
  2. Ottenere l’attestato HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points – Analisi dei Pericoli e dei Punti Critici di Controllo). Cerca nella tua Provincia o Regione, l’ente che organizza questo corso e rilascia il relativo certificato. Di solito il corso dura sulle 15 ore e costa dai 50 ai 100 euro.
  3. Dimostrare che possiedi i “requisiti professionali”. Devi quindi possedere almeno uno dei seguenti requisiti:
    • Hai frequentato un corso commercio alimentare riconosciuto dalla Regione;
    • Possiedi un titolo di studio settoriale (di solito una qualifica o un diploma dell’Istituto alberghiero);
    • Negli ultimi cinque anni, hai lavorato per due anni, come dipendente o in proprio, in aziende del settore alimentare;
    • Sei stato iscritto al registro esercenti il commercio (REC);

Attenzione

Se apri il bar in società, allora i requisiti deve possederli almeno il rappresentante legale della società. Non è necessario li possiedano anche gli altri soci.

I documenti attestanti questi requisiti (per esempio il diploma alberghiero o di frequenza a un corso regionale, ecc.), dovrai autocertificarli e tenerli sempre disponibili nel bar. Presso la Camera di Commercio trovi i vari modelli di autocertificazione. Il tuo commercialista potrà aiutarti in questo.

Quanto costa

Non pensare di poter aprire un bar senza soldi. Puoi decidere di contenere i costi, questo sì, ma non azzerarli. Ecco quindi un elenco per farti un’idea generale delle spese da sostenere per l’apertura di un bar e dei costi di gestione:

  • Locale in affitto di medie dimensioni: 500 euro al mese.
  • Arredamento: 2.000 euro;
  • Attrezzatura (macchina per caffè, frullatori, frigoriferi, fornetti per scaldare): 1.500 euro;
  • Utensileria (bicchieri, tazzine, piattini…): 500 euro;
  • Materie prime per iniziare (dal latte, ai succhi di frutta, ai liquori): 1.000 euro.
  • Costo del commercialista: 1.000/1.500 euro l’anno;
  • INPS: 3.000 euro l’anno.

In totale, occorrono quindi almeno 10.000 euro. Ma stiamo parlando di un locale aperto in un centro abitato non grandissimo, dove l’imprenditore è stato attento al risparmio.

Diciamo quindi che il costo minimo parte dai 10.000 euro, è una cifra congrua. Il costo però può aumentare (anche a dismisura), in base alla città in cui decidi di aprire il bar. Il costo dell’affitto infatti, è stato stimato sui 500 euro al mese, per un bar di medie dimensioni (50 mq). Se parliamo di un bar aperto nel centro di Milano, solo per un affitto potresti dover pagare 5.000 euro al mese.

In franchising

Il franchising rappresenta un’interessante opportunità per gli aspiranti imprenditori che vogliono partire “accompagnati” da un grande marchio. Il franchising è proprio questo: una grande azienda ti permette di usare il suo nome e ti aiuta nell’apertura del locale, sceglie il luogo insieme a te, gli arredamenti, ti fornisce la materia prima.

Alcuni franchising offrono persino la soluzione “chiavi in mano”: in pratica ti creano tutto il bar, secondo il loro modello di business e te lo consegnano.

Tieni però presente che poi dovrai pagare parte dei tuoi guadagni al franchisor (ossia l’azienda che ti concede il franchising). È uno scambio di interessi: l’azienda ti concede l’uso del suo marchio, generalmente già conosciuto e apprezzato, in modo che tu possa entrare nel mercato con le “spalle coperte” da un grosso nome.

D’altra parte tu paghi delle commissioni a questo marchio, sia nel momento in cui apri, sia per tutta la durata del contratto di franchising.

Per capire se ti conviene, devi farti alcune domande: devi capire quanto pu essere importante per te quel marchio, quanto può darti un vero valore aggiunto e, sopratutto, quanto hai bisogno di un aiuto. Aderire a un franchising infatti, rappresenta un aiuto per chi vuole entrare nel settore della ristorazione “mano per mano” con un’azienda conosciuta e di successo.

Attenzione

Il franchising non ti garantisce la buona uscita del tuo progetto. Ti accompagna, ti aiuta, ma sei tu il titolare dell’azienda, sei tu che sei a contatto con i tuoi clienti e il successo dipende dalle tue strategie e capacità di gestione del bar.

Finanziamenti

Se stai cercando finanziamenti o agevolazioni per aprire il tuo bar, allora devi assolutamente seguire il Ministero dello Sviluppo. È l’organo statale che decide quali sono i fondi da dedicare a settori, progetti, aree nazionali, a giovani e non, a progetti imprenditoriali femminili o ad altre categorie che necessitano di un incentivo. I finanziamenti di solito sono:

  • A fondo perduto, quando una parte del finanziamento è in realtà un contributo che non devi restituire allo Stato;
  • A un tasso moto basso rispetto a quanto ti offrirebbe una banca.

Per sapere se nella tua zona o per il tuo progetto ci sono prestiti di questo tipo, controlla costantemente il sito di Invitalia, è l’Agenzie scelta del Ministero dello Sviluppo per occuparsi proprio della concessione di incentivi e finanziamenti.

Per maggiori informazioni, puoi telefonare il numero 848 886 886 oppure contattare il team di Invitalia direttamente tramite Facebook o Twitter. Un consulente è sempre disponibile a fornirti informazioni e spiegazioni sui bandi disponibili e su come presentare la domanda.