Art bonus

L’Italia è un Paese con un patrimonio culturale inestimabile: monumenti, teatri, palazzi e castelli sono solo alcuni dei beni di proprietà dello stato e che rappresentano una ricchezza a beneficio di tutti. Gli amanti della cultura e dell’arte che vogliono tutelare e sostenere questo patrimonio, godono di particolari agevolazioni.

In questa guida completa sull’art bonus ti spiego cos’è e come funziona, a chi spetta, cosa rientra, quale importo ti spetta in qualità di detrazione se sei un privato e in qualità di credito a compensazione se sei un’impresa, come donare, la procedura, i documenti da conservare e infine il codice tributo da indicare nel modello F24 per la compensazione, se sei un donatore titolare di partita IVA.

Cos’è e come funziona

L’art bonus è un credito di imposta a cui hai diritto se effettui donazioni a favore di enti culturali o dello spettacolo appartenenti allo stato. Per avere diritto al credito devi effettuare la donazione tramite:

  • Bonifico;
  • Ufficio postale, per esempio effettuando il versamento tramite bollettino postale;
  • Altri mezzi tracciabili (art. 23 del D. Lgs. 241/97) come bancomat, carta di credito, carta di debito, assegni bancari e  assegni circolari.

Se effettui la donazione in contanti, non hai diritto all’art bonus, perché l’hai fatta con un mezzo non tracciabile.

Cosa rientra

Nell’art bonus rientrano le donazioni eseguite a favore di:

  • Ristrutturazione di beni culturali statali e monumenti rilevanti in ambito storico, di archeologia, arte, letteratura, teatro, spettacolo;
  • Funzionamento di luoghi, manifestazioni e istituzioni culturali pubbliche (teatri nazionali, associazioni che organizzano concerti, castelli, palazzi delle scienze, ecc.);
  • Creazione di nuove strutture pubbliche che operano nello spettacolo senza scopo di lucro.

L’erogazione va fatta all’ente o al soggetto che ha in affido il bene (in caso di restauro) oppure la creazione dell’opera pubblica (in caso di nuova realizzazione).

Importo

La normativa che disciplina l’art bonus è la Legge n. 106/2014 e s.m.i.. Ai sensi di questa legge, hai diritto a un credito di imposta uguale al 65% della donazione elargita nei limiti del:

  • 15% del reddito imponibile se sei un privato senza partita IVA;
  • 5 per mille dei ricavi annui se sei un soggetto titolare di partita IVA.

Il credito di imposta si divide in tre quote annuali di pari importo. Funziona quindi come una detrazione sull’IRPEF.

Detrazione persone fisiche (donatori senza partita IVA)

Esempio

Per la ristrutturazione di un museo nazionale, effettui una donazione di 10.000 euro nel 2020, quindi dovresti avere diritto a un credito di imposta di 6.500 euro (65% di 10.000). Il tuo reddito imponibile 2020 è pari a 60.000 euro. Quindi hai diritto a un credito di imposta fino al 15% del tuo reddito ossia 15% di 60.000 => 9.000 euro. Benissimo, siccome il credito di imposta spettante è 6.500, è inferiore a 9.000 euro quindi lo scarichi completamente.

Esempio

Per la ristrutturazione di un teatro pubblico, effettui una donazione di 10.000 euro nel 2020, quindi dovresti avere diritto a un credito di imposta di 6.500 euro (65% di 10.000). Il tuo reddito imponibile 2020 è pari a 40.000 euro. Quindi hai diritto a un credito di imposta fino al 15% del tuo reddito ossia 15% di 40.000 => 6.000 euro.Siccome il credito di imposta spettante è 6.500, supera i 6.000 euro a te consentiti: puoi scaricare come credito di imposta solo 6.000 euro, i restanti 500 euro non puoi scaricarli.

Ora vediamo in questo ultimo esempio, ossia un credito di imposta pari a 6.000 euro, come puoi scaricarlo. Semplice: devi presentare la dichiarazione dei redditi e puoi scaricare 2.000 euro all’anno a partire dal 2020, quindi dal 2020 al 2022 hai diritto a uno sconto IRPEF di 2.000 euro.

Imprese (quindi donatori con partita IVA)

Esempio

Per la ristrutturazione di un museo nazionale, effettui una donazione di 3.000 euro nel 2020, quindi in qualità di impresa dovresti avere diritto a un credito di imposta di 1.950 euro (65% di 3.000). I ricavi aziendali nel 2020 ammontano a 200.000 euro. Quindi hai diritto a un credito di imposta fino al 5 per mille dei tuoi ricavi annui ossia 5 per mille di 200.000 => 1.000 euro. Siccome il credito di imposta spettante è 1.950, è superiore a 1.000 euro. Puoi scaricare solo 1.000 euro, i restanti 950 no.

Esempio

Per la ristrutturazione di un museo nazionale, effettui una donazione di 3.000 euro nel 2020, quindi in qualità di impresa dovresti avere diritto a un credito di imposta di 1.950 euro (65% di 3.000). I ricavi aziendali nel 2020 ammontano a 400.000 euro. Quindi hai diritto a un credito di imposta fino al 5 per mille dei tuoi ricavi annui ossia 5 per mille di 200.000 => 2.000 euro. Siccome il credito di imposta spettante è 1.950, è inferiore a 2.000 euro, i 1950 puoi scaricarli tutti.

I titolari di impresa usufruiscono del credito di imposta in compensazione ai sensi del D. Lgs. n. 241/97. Tale credito non rientra nel calcolo della base imponibile IRAP e delle imposte sui redditi.

A chi spetta

I soggetti beneficiari dell’art bonus sono tutti coloro che effettuano donazioni a enti, istituti a carattere culturale. Quindi, se effettui una donazione, hai diritto al 65% dei credito di imposta, che tu sia:

  • Una persona fisica senza partita IVA, ossia un semplice cittadino non imprenditore né libero professionista. Puoi usufruire del tuo credito di imposta tramite la dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico);
  • Un’impresa o un libero professionista, che tu sia una ditta individuale, una società di persone, una società di capitali, una cooperativa. Puoi usufruire del tuo credito di imposta per compensare il pagamento di altre imposte e tasse utilizzando il modello F24 indicando il codice tributo 6842 (ris. AdE n. 116/E/2014). Usufruiscono del credito di imposta anche le imprese in perdita, in quanto l’utile non è requisito necessario. In caso di mancato utilizzo del bonus nei primi tre anni, si può compensare anche negli esercizi successivi.

Limiti

Ricorda che hai diritto al 65% di detrazione, ma nei limiti del:

  • 15% del reddito imponibile se sei un privato senza partita IVA;
  • 5 per mille dei ricavi annui se sei un soggetto titolare di partita IVA.

Le imprese quindi, risultano un po’ “svantaggiate” rispetto ai privati senza partita IVA. Diciamo che maggiore è il fatturato dell’impresa, maggiore è il credito di cui possono usufruire, visto che è pari al 5 per mille del volume d’affari (ricavi).

Come donare

Per avere diritto al credito devi effettuare la donazione tramite:

  • Bonifico;
  • Ufficio postale, per esempio effettuando il versamento tramite bollettino postale;
  • Altri mezzi tracciabili (art. 23 del D. Lgs. 241/97) come bancomat, carta di credito, carta di debito, assegni bancari e assegni circolari.

Se effettui la donazione in contanti, non hai diritto all’art bonus, perché l’hai fatta con un mezzo non tracciabile.

Come fare

Per usufruire dell’art bonus è sufficiente che conservi copia della ricevuta di versamento della donazione, quindi:

  • La ricevuta del bonifico (cartacea se lo hai fatto tramite sportello oppure tramite e-banking puoi stampare la ricevuta);
  • Copia del bollettino postale;
  • Copia dell’assegno bancario o circolare.

Nel documento (ricevuta, bollettino, causale) deve risultare nome e codice fiscale dell’ente beneficiario.

Codice tributo

Come sottolineato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 116/E/2014, per la compensazione del credito art bonus, se sei un’impresa, devi usare il modello F24, nel quale inserire il codice tributo 6842.

Puoi usufruire del credito per tre anni, ogni anno una quota di pari importo. Tuttavia, in qualità di impresa, se per esempio sei in perdita o comunque non riesci a riscattare il credito, puoi compensarlo negli anni anche successivi.