Hai ricevuto un pagamento tramite bonifico intestato a te ma vorresti trasferirlo in modo da farlo riscuotere ad un’altra persona? Devi affrontare un pagamento tramite assegno e vuoi essere sicuro che a riscuotere sia solo la persona che hai specificato e non un’altra? Sei arrivato al posto giusto al momento giusto.

In questa guida completa sull’assegno non trasferibile ti spiego come funziona, qual è il valore della firma, quando è trasferibile in base all’importo, cosa succede alla scadenza, come si compila, come incassarlo anche oltre alla scadenza, come funziona la girata e cosa fare in caso di smarrimento.

Cos’è e come funziona

Un assegno non trasferibile é un assegno, bancario o postale, che può riscuotere solo la persona beneficiaria indicata nell’assegno. Si tratta infatti di un titolo di credito “nominativo”: ciò vuol dire che nessun altro, oltre al prenditore segnato sull’assegno stesso, può incassarlo.

Ciò significa che non è ammessa la girata verso altre persone, tranne verso la banca dello stesso beneficiario, per depositare appunto l’assegno sul proprio conto corrente.

Lo scopo di questo tipo di assegno risiede nella volontà che sia una precisa persona a incassare l’importo e non altri. È quindi molto importante compilare tutte le sezioni del titolo: un assegno non trasferibile senza indicazione del beneficiario, diventa di fatto un assegno trasferibile e se dovesse finire in mano di persone poco raccomandabili, potrebbe andarci di mezzo chi l’ha emesso.

Firma

Quando ricevi un assegno non trasferibile, per versarlo sul tuo conto devi apporre una “girata”, ossia una firma. In questo modo “giri” l’assegno alla tua banca.

La firma infatti ha validità di girata solo verso la tua banca e nessun altro. Un assegno non trasferibile si firma dietro, sulla parte posteriore: non c’é un apposito spazio dove mettere la firma. Puoi scriverla a lato, al centro, obliqua. Se hai qualche dubbio, puoi mettere la firma direttamente in banca, quando vai a versarlo e chiedere all’impiegato dove apporla.

Oltre ai classici assegni non trasferibili, ci sono anche gli assegni di traenza e di quietanza: sono assegni utilizzati per pagare risarcimenti, indennizzi o per fare restituzioni agli utenti. Sono molto usati dalle strutture locali (Agenzia delle Entrate, ASL…), dai gestori (del gas, di telefonia).

Importo

La legge impone che tutti gli assegni, bancari e postali, a partire da un importo di 1.000 euro siano non trasferibili. Infatti, se ti rechi in banca a chiedere un blocchetto di assegni, la banca te ne consegna automaticamente uno composto da assegni non trasferibili: gli assegni standard sono già consegnati con la clausola di non trasferibilità.

Inoltre, nessuno impone di usare lo stesso libretto anche per assegni di importo inferiore a 1.000 euro: al di sotto di questo limite la clausola di non trasferibilità è facoltativa.

Per quanto riguarda invece i limiti massimi la legge non si esprime in tal senso, per cui puoi utilizzare questa forma di pagamento senza alcun limite. Puoi persino emettere un assegno “in bianco”, ossia senza indicare la somma, ma si tratta di casi davvero eccezionali, perché conferiscono al beneficiario la possibilità di scrivere da sé qualsiasi importo da incassare!

Assegno trasferibile

Se invece hai necessità di emettere un assegno trasferibile, devi appositamente chiederne un blocchetto alla tua banca. Inoltre, su ogni assegno emesso dovrai apporre una marca da bollo di 1,50 euro. Potrai usare questo libretto di assegni trasferibili solo per pagare importi fino a 999 euro.

Scadenza

Il termine di presentazione di un assegno non trasferibile dipende dal tipo:

  • Su piazza, ossia emesso nello stesso Comune ove si trova la banca, ha una scadenza di 8 giorni dall’emissione;
  • Fuori piazza, ossia emesso in un Comune diverso, ha scadenza di 15 giorni;
  • Emesso in un altro Paese UE, ha scadenza di 20 giorni;
  • Emesso in un altro continente, ha scadenza 60 giorni;
  • Circolare (trasferibile e non), ha scadenza 30 giorni.

Successivamente alla scadenza non puoi più incassarlo: volendo puoi comunque presentarti in banca, ma non é detto che troverai i soldi da incassare. Infatti, sopraggiunta la scadenza, l’emittente ha la facoltà di annullarlo (art. 35 L.A. 1736/33), revocando alla banca (o alla Posta in caso di assegno postale) l’ordine di pagamento.

Come compilare

Un assegno non trasferibile é un classico assegno. Infatti se in banca chiedi un blocchetto di assegni, te ne consegnano proprio uno non trasferibile. Ad ogni modo non c’è alcuna differenza strutturale tra assegno trasferibile e non trasferibile: si compilano allo stesso modo, semplicemente il primo può essere girato ad altri beneficiari, il secondo no.

Affinché un assegno bancario o postale sia in regola, devi compilarlo in maniera completa: quindi devi inserire il Comune di emissione, il giorno, la somma in numeri e in lettere, il nome del prenditore e la tua firma.

Incassare

Incassare un assegno non trasferibile, che sia classico oppure circolare, é molto semplice. Devi solo mettere la tua firma sul retro dell’assegno: va bene in qualsiasi punto, in orizzontale, in obliquo, l’essenziale é che firmi.

Senza di essa infatti, la banca non può incassare l’assegno. Se hai dei dubbi firmalo direttamente in filiale con l’aiuto di un impiegato. Quindi recati in banca (o in Posta se possiedi un conto corrente postale) e chiedi l’incasso sul tuo conto.

Cosa fare se non possiedi un conto? Puoi incassare gli assegni anche senza conto corrente. Recati presso una filiale della banca che ha emesso l’assegno. Per esempio, se si tratta della banca MPS vai in una filiale MPS, se si tratta di BNL vai in una filiale BNL e così via. Ricorda di portare con te:

  • L’assegno con la tua firma sul retro;
  • Un tuo documento di identità.

Un impiegato controllerà il tuo documento e ti pagherà la somma in contanti.

Girata

La girata va contro il significato stesso dell’assegno trasferibile: esso é usato appunto per pagare una persona precisa, non permettendo il trasferimento del titolo a nessun’altra persona. Non si può quindi girare l’assegno ad altri: solo il beneficiario può incassare la somma.

L’unica girata ammessa é quella dello stesso beneficiario: se il tuo debitore ti rilascia un assegno non trasferibile, devi apporre una tua firma sul retro, in modo da “girarlo” alla tua banca per l’incasso. Non si tratta di una girata vera e propria, ma di una mera formalità per permettere alla tua banca di depositare il denaro sul tuo conto.

Smarrimento

Sei il beneficiario di un assegno trasferibile e ti stai preparando per andare in banca a riscuoterlo. Scopri però una triste realtà: hai smarrito l’assegno, oppure te l’hanno rubato. Non preoccuparti: per fortuna si tratta di un assegno “non trasferibile”: nessuno potrà incassare l’assegno oltre il beneficiario, ossia tu.

Cosa puoi fare per non perdere la somma? Devi contattare la persona che te lo ha consegnato, quindi il tuo debitore e chiederne un tuo duplicato. A questo punto la banca del debitore te ne emetterà un’altro. A tue spese. In fondo sei stato tu a perderlo o a fartelo rubare.

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