Quando i genitori sono sposati, solitamente uno dei due presenta la domanda di assegno e lo percepisce al 100%. Quando sono separati o divorziati, la questione inizia a essere più complicata, perché a ognuno spetta il 50% (ad eccezione di specifici casi di cui parleremo nella guida).

In questa guida completa su assegno unico e genitori separati ti spiego come funziona quando i genitori non stanno più insieme, a chi spetta l’assegno in caso di affido condiviso e in caso di affido esclusivo, come funziona la divisione, i vari casi, infine quale ISEE considerare ai fini del calcolo dell’assegno.

A chi spetta

L’INPS, con la circolare n. 23/2022, ha chiarito che l’assegno unico spetta anche ai genitori separati o divorziati.

La situazione cambia a seconda che siate genitori con:

  • Affido condiviso dei figli;
  • Affido esclusivo o altre specifiche situazioni.

Vediamo singolarmente ogni caso.

Chiariamo però prima di tutto che, la domanda di assegno unico deve farla un solo genitore, non entrambi. Anche quando l’assegno unico spetta al 50% a entrambi, la domanda deve farla solo un genitore, quindi la mamma oppure il papà. in tal caso, la persona che compila, deve inserire anche i dati dell’altro genitore (IBAN, codice fiscale…).

Vediamo ora come funziona nei vari casi di affido.

Affido condiviso

Se siete genitori separati e avete l’affido condiviso dei figli, allora l’assegno unico vi spetta al 50%. Quindi, se per esempio, per vostro figlio lo stato vi riconosce 250 euro al mese, avete diritto a 125 euro ognuno al mese.

Per ottenere l’assegno unico al 50%, non dovete compilare entrambi la domanda di assegno unico! Deve compilare la domanda online (sul portale INPS) un solo genitore, ricordando di selezionare l’opzione che prevede la divisione dell’assegno in due. Deve quindi indicare il suo IBAN e quello dell’altro genitore, in modo che entrambi ricevano la propria parte di assegno.

Attenzione

Anche se avete l’affido condiviso, non è obbligatorio fare l’assegno unico al 50%. Potete benissimo decidere che sia un solo genitore a prendere tutto l’assegno, ossia al 100%. In questo caso, deve compilare la domanda di assegno il genitore che intende riceverlo al 100% e inserire solo il suo IBAN. Ovviamente la scelta deve essere condivisa da entrambi.

Suggerimento

La domanda va compilata online sul sito INPS. Per chi è poco esperto con le pratiche online, è possibile recarsi presso un patronato, dove inoltreranno la domanda per voi.

Genitore collocatario

Cosa succede se i figli, vivono prevalentemente con un genitore piuttosto che con l’altro? Nulla, quando i genitori sono separati o divorziati, l’assegno unico va ripartito al 50%. Quindi uno dei due deve presentare la domanda online, selezionare l’opzione che prevede di dividere l’assegno al 50% e indicare l’IBAN suo e dell’altro genitore.

Come detto nei passi precedenti, ai genitori rimane sempre la possibilità di decidere di assegnare il 100% dell’assegno a uno solo dei due. Se quindi tu e il tuo ex coniuge vi mettete d’accordo, perché capite che comunque i figli vivono più da una parte, e decidete di far versare il 100% solo a uno, va benissimo così. Purché appunto sia una scelta condivisa.

La regola generale quindi, è che l’assegno unico si divide al 50% tra i genitori separati o divorziati. Come sempre però, ci sono delle eccezioni. Vediamo insieme in quali casi l’INPS prevede il pagamento dell’assegno al 100% per un solo genitore.

Assegno al 100% a un solo genitore: quando spetta

L’assegno unico al 100% a un solo genitore, spetta solo nei seguenti casi (INPS, mess. n. 1714/2022):

  1. Se un provvedimento del giudice ha sancito che solo quel genitore abbia l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale o l’affidamento esclusivo. Se dunque c’è una sentenza del giudice che ha stabilito l’affidamento esclusivo a un genitore, l’assegno spetta al 100% solo a quel genitore.
  2. Se un accordo tra le parti (ossia tra i genitori stessi) ha sancito che solo quel genitore abbia l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale o l’affidamento esclusivo;
  3. Se nella sentenza di separazione o divorzio il tribunale ha sancito che i contributi pubblici vadano a un solo genitore. L’assegno unico è un contributo pubblico a tutti gli effetti, quindi tale genitore ha diritto al 100%b dell’assegno unico.

Quale ISEE indicare

Con la circolare n. 23/2023, l’INPS ha chiarito che ai fini ISEE bisogna considerare solo il reddito del genitore che vive con il figlio. Quindi, l’ISEE valido per ottenere l’assegno unico, è quello del nucleo familiare nel quale effettivamente ha residenza il figlio. Mamma e papà hanno ISEE diversi, vivendo ormai separatamente: quello che conta è l’ISEE del nucleo dove risiede il figlio.

Esempio

Se il figlio ha residenza dalla mamma, allora l’ISEE valido ai fini dell’assegno unico è quello della mamma. Quello del papà non viene considerato.

Attenzione

Siccome la domanda di assegno unico possono presentarla online sia la mamma che il papà: supponiamo che la presenti il papà, ma il figlio risiede con la mamma. Il papà, sebbene stia compilando la domanda di assegno unico personalmente, deve comunque inserire l’ISEE del nucleo familiare di suo figlio, quindi quello della madre e non il suo!