Le famiglie con figli sanno bene cosa significhi dover affrontare una serie di spese mensili, ordinarie e straordinarie: ecco una forma di aiuto che puoi chiedere se hai uno o più figli e un ISEE fino a 50.000 euro.

In questa guida completa sull’assegno unico figli ti spiego cos’è e come funziona, ti fornisco la tabella importi pdf con il dettaglio delle somme spettanti per ISEE e numero di figli, degli esempi concreti di calcolo, ti elenco i requisiti necessari per ottenerlo, a chi spetta, fino a che età, come richiederlo, come fare in caso di genitori separati e la compatibilità con il reddito di cittadinanza.

Cos’è e come funziona

L’assegno unico per i figli è un aiuto economico che ti spetta se hai a carico figli minorenni. Se il figlio è maggiorenne e non è ancora autonomo economicamente, allora mantieni il diritto all’assegno fino ai suoi 21 anni (come vedremo più avanti, può persino percepirlo il figlio direttamente).

L’importo massimo spettante è pari a 217,8 euro per figlio, per le famiglie con ISEE più basso. Mentre per le famiglie con ISEE molto alto, oltre 50.000 euro, non spetta alcuna somma.

Tabella importi pdf

Passiamo al dunque: sicuramente ti stai domandando quali sono gli importi che ti spettano. L’importo dipende da due fattori precisamente:

  1. ISEE, ossia l’indicatore della situazione economica equivalente della tua famiglia;
  2. Numero di figli, se infatti hai uno o due figli allora ti spetta un importo. Se invece hai almeno tre figli ti spetta un importo più alto per ogni figlio.

Vediamo insieme la tabella e subito dopo facciamo qualche esempio concreto su come calcolare quanto ti spetta.

Scarica subito l’allegato 1 con la tabella sugli importi dell’assegno unico, in formato pdf.

Vediamo ora alcuni esempi. Prendiamo la prima parte della tabella:

Come si calcola

Vediamo ora, sulla base della tabella vista sopra, come calcolare l’importo totale che ti spetta come assegno.

ESEMPIO 1: Hai un ISEE pari a 7.350 euro e 1 figlio a carico.

In questo caso sei nella fascia da 7.300,01 a 7.400 euro. Siccome hai un solo figlio, allora l’importo che devi considerare è quello della prima colonna. Hai dunque diritto a 163,3 euro mensili.

ESEMPIO 2: Hai un ISEE pari a 8.050 euro e 2 figli.

In questo caso sei nella fascia da 8.000,01 a 8.100 euro. Siccome hai un solo figlio, allora l’importo che devi considerare è quello della prima colonna. Hai dunque diritto a 156 euro mensili.

ESEMPIO 3: Hai un ISEE pari a 8.010 euro e 3 figli.

In questo caso sei nella fascia da 8.000,01 a 8.100 euro. Siccome hai 3 figli, allora l’importo che devi considerare è quello della seconda colonna. Hai dunque diritto a 156 euro mensili per ogni figlio a carico, ossia a 468 euro.

ESEMPIO 4: Hai un ISEE pari a 5.350 euro e 4 figli a carico.

In questo caso sei nella fascia più bassa, ossia fino a 7.000 euro. Siccome hai 4 figli, allora l’importo che devi considerare è quello della seconda colonna. Hai dunque diritto a 217,8 euro mensili a figlio, in tutto ti spettano 871,2 euro al mese. Ma attenzione!

L’assegno è maggiorato per ogni figlio oltre il terzo, quindi non ti spettano 871,2 euro ma, per il quarto figlio te ne spettano 217,8 + il 30% di 217,8, ossia 283,14. Dunque, ricapitolando, ti spettano:

  • 217,8 x 3, per i primi tre figli, ossia 653,4 euro;
  • + 283,14 euro
  • = 653,4 +283,14 = 936,54 euro.

Questo perché oltre il terzo figlio, ossia dal quarto figlio in poi, l’assegno è maggiorato del 30% (non per tutti i figli ma solo per quelli dal quarto in poi).

In conclusione, devi prima di tutto trovare il tuo ISEE nella tabella. Poi in base al numero dei figli, devi andare a vedere la prima o la seconda colonna: se hai uno o due figli devi vedere la prima colonna. Se hai almeno tre figli allora l’importo che ti spetta è quello della seconda colonna. Importi moltiplicati per ogni figlio a carico.

Disabili

Per i figli disabili, l’importo è aumentato di 50 euro. L’importo aumenta solo per il figlio disabile, non per tutti i figli. Vediamo meglio come calcolare l’importo dell’assegno unico in caso di figlio disabile, con un caso concreto.

Se per esempio in base alla tabella del passo precedente hai diritto a 156 euro mensili a figlio e hai tre figli, allora non devi fare 156 x 3, ma 156 x 2 = 312. Poi a questi 312 devi aggiungere 156 + 50 (importo per il figlio disabile), ossia 206 euro. In totale quindi hai diritto a 518 euro.

Requisiti

I requisiti per avere diritto all’assegno unico figli sono molto semplici:

  1. Un ISEE che non supera i 50.000 euro;
  2. Uno o più figli a carico;
  3. Cittadinanza italiana, europea o extracomunitaria purché in possesso di permesso di soggiorno.

I figli devono essere maggiorenni ma, se uno o più figli ha più di 18 anni, l’assegno spetta lo stesso se il figlio è:

  1. Universitario;
  2. Iscritto a un corso professionale;
  3. Impegnato nel servizio civile;
  4. Assunto con un contratto di lavoro, ma con un reddito basso.

Se tuo figlio rientra in uno di questi casi, anche se ha più di 18 anni, l’assegno ti spetta comunque. Ma fino all’età massima di 21 anni, poi non spetta più.

A chi spetta

L’assegno unico per i figli ti spetta se sei:

  • Lavoratore dipendente (del settore pubblico o privato);
  • Lavoratore autonomo, con partita IVA o senza;
  • Disoccupato;
  • Incapiente.

La domanda può farla direttamente la mamma a partire dal settimo mese di gravidanza, quindi sostanzialmente un po’ come avveniva per il bonus bebè. Solo che il bonus bebè durava fino al primo anno di età del bambino, l’assegno unico invece dura fino a 18 anni, o addirittura fino 21, nei casi visti sopra.

Fino a che età

L’assegno spetta fino ai 18 anni, per ogni figlio a carico.

C’è un aspetto importante di questo assegno unico: a partire dalla maggiore età, dunque dal compimento dei 18 e fino ai 21 anni, si può chiedere all’INPS di accreditare l’assegno direttamente al figlio se si trova in una delle seguenti situazioni:

  • è iscritto a un corso universitario o a un corso professionale;
  • svolge un tirocinio;
  • presta servizio civile;
  • svolge un lavoro a basso reddito.

In tali casi l’assegno però, l’assegno ha un importo ridotto.

Come richiederlo

Puoi chiedere l’assegno unico direttamente sul sito dell’INPS, se possiedi lo SPID o altre credenziali di accesso. Può fare domanda direttamente la mamma a partire dal settimo mese di gravidanza. Se hai figli già nati, può fare domanda la mamma oppure il papà, sempre tramite il sito dell’INPS.

Ti ricordo che, in alternativa al sito internet, puoi presentare domanda anche tramite CAF o patronati, i quali sono pronti ad assisterti per la richiesta. Una volta che l’INPS accetta la tua domanda, ti accredita l’assegno ogni mese, sul tuo conto corrente (vanno bene anche le carte prepagate con IBAN).

Genitori separati

Se i genitori sono divorziati, l’assegno unico spetta al genitore che ha in affido i figli. Questo assegno infatti, a differenza del passato, non si riceve in busta paga, ma direttamente sull’IBAN del richiedente: se quindi non lavori, puoi riceverlo lo stesso. Devi solo fare domanda all’INPS e aspettare il bonifico ogni mese.

Se invece siete genitori separati, con affidamento congiunto l’assegno spetta al 50% a entrambi i genitori.

Reddito di cittadinanza

Assegno unico e reddito di cittadinanza sono compatibili: dunque se percepisci il reddito di cittadinanza, puoi tranquillamente fare domanda anche per l’assegno unico. Vale anche il contrario: se percepisci l’assegno unico, puoi fare domanda per il reddito di cittadinanza (se ti spetta) e percepire entrambi.

L’assegno unico non solo è compatibile con il reddito di cittadinanza, ma anche con le altre agevolazioni o aiuti per la prole, che siano misure regionali o comunali.