Con la direttiva europea, non sarà più lo Stato a salvare le banche, ma saranno gli stessi investitori. E per investitori non si intenderanno più i soli azionisti o obbligazionisti, ma anche i risparmiatori. Chi semplicemente ha aperto un conto corrente o un conto deposito presso quella banca.

Sono le nuove regole del “bail in” che in economia significa “garanzia interna” e che prevede, appunto, che alla crisi, al default, al fallimento di un istituto di credito sopperisca “chi è dentro”, chi vi ha investito. Ma quali sono le tutele che rimangono ai correntisti?

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Correntisti e depositanti, in caso di crisi, possono quindi essere chiamati a rispondere con il proprio denaro depositato. Fortunatamente, nel limite di una certa soglia. Questo limite, è quello individuato dal “Fondo Interbancario di tutela dei depositi”, che garantisce conti deposito e conti correnti per un importo fino a 100mila euro.

Cosa significa? Significa che se in quella banca hai 80mila euro, il tuo denaro è garantito dallo Stato. Se ne hai 130mila, 100 mila sono garantiti, i restanti 30mila non lo sono.

Anche prima di questa direttiva il limite era di 100mila euro, ma c’era una garanzia in più: in caso di default, era lo stato che interveniva (con soldi pubblici) al salvataggio della banca. Ora vi provvederà chi ha creduto in quell’istituto.

Cosa succede invece per chi ha un conto cointestato? La Banca d’Italia ha sottolineato che la soglia di mila euro vale per singolo depositante Facciamo un esempio concreto: supponiamo che tu abbia, preso una banca sull’orlo del fallimento, una somma pari a 160mila euro, depositata in un conto cointestato con tua moglie.

Tutta questa somma, intera, è garantita dallo Stato, é al sicuro, in quanto, come spiegato da Bankitalia, si presume, secondo le norme civilistiche, divisa al 50% tra i due cointestatari. Per cui, 80mila euro sono tuoi e sono garantiti, in quanto rientrano nella soglia di 100mila euro. I restanti 80mila euro, intesi di tua moglie, sono anche garantiti, in quanto rientranti nella soglia di 100mila euro.

E se avessi un deposito, cointestato, di 250.000 euro? Oppure due conti correnti, sempre cointestati, di 125mila euro ognuno, presso la stessa banca? Che sia un unico conto o più conti poco cambia: essendo il conto cointestato, saranno garantiti dallo Stato solo i primi 200mila euro e non i restanti 50mila.

La somma dei depositi, lo sottolineiamo, si prende in considerazione solo se tutto il denaro è presso la stessa banca. Se invece si hanno più conti correnti in più banche, il limite di 100mila euro vale per ogni singolo istituto di credito.