Nel mondo della finanza, il beta è un indice che misura il rischio di un titolo (azione, obbligazione, ETF, future, ecc.) un’attività in relazione all’andamento del mercato, più precisamente in relazione a un determinato indice di borsa. Puoi calcolare sia il beta individuale, della tua impresa, ma conoscere anche quello del tuo intero settore, il settore in cui operi oppure in cui desideri investire.

In questa guida completa sui beta individuali e sui beta di settore ti spiego cosa sono, come funzionano, come si calcolano, cosa significano beta basso e beta alto, vantaggi e svantaggi di questo indice e infine dove trovarli senza perdersi in lunghi calcoli.

Cosa sono

Il beta individuale è un indice che mostra quanto un prodotto finanziario varia al variare del mercato in cui è inserito, nello specifico quanto il prezzo di un asset varia al variare di un indice di mercato. In genere si riferisce alle azioni in Borsa (ma non solo).

Il beta individuale si calcola in base ai dati della singola azienda, per sapere quanto il titolo di quell’azienda varia al variare del mercato. Più avanti vedremo anche che è possibile considerare il beta di un intero settore (per esempio dell’intero settore high tech, luxury, commodities, ecc.) e non solo quello individuale di una singola azienda.

Il beta si inserisce in un un modello più ampio, il CAPM (Capital Asset Pricing Model – Modello per la determinazione del prezzo degli asset) che si usa per determinare:

  1. Prezzo dei titoli rischiosi;
  2. I rendimenti attesi, ossia stimare i guadagni che potrebbe generare un asset.

Bisogna però tenere sempre presente che il beta fornisce solo un’approssimazione di quanto rischioso sia un titolo. Si sa, per queste tipologie di investimento non c’è mai la certezza e un indice statistico rappresenta solo un calcolo generale che offre indicazioni di supporto.

Parole d’ordine: diversificazione del portafoglio

Se hai deciso di investire in un titolo infatti, la cosa migliore la da fare è diversificare il tuo portafoglio. Se per esempio hai 10.000 euro da investire, non “buttare” i tuoi soldi solo su un titolo: è il modo “migliore” per rischiare, per perdere i tuoi risparmi.

Se quel titolo va male, perdi. Se invece hai investito 10.000 non tutti in un solo titolo, è più probabile che alcuni titoli abbiano perso valore, ma altri abbiano guadagnato. Dunque a conti fatti, i guadagni appianano le perdite.

Può accadere che tutti i titoli siano in perdita, ma è abbastanza improbabile, soprattutto se hai fatto uno studio approfondito degli investimenti che desideri, ne hai seguito storia, trend, aspettative.

Come funziona

Il beta individuale misura la volatilità di un singolo titolo rispetto al rischio sistematico del mercato in cui è presente, detto in termini più semplici, il beta esprime quanto varia il rendimento di un titolo al variare del mercato.

Ci sono infatti titoli che, se in generale il mercato borsistico è in ribasso, anche questi titoli subiscono un impatto negativo. Ce ne sono altri invece che sono meno influenzati dall’andamento del mercato. Diciamo che “viaggiano” da soli, in maniera piuttosto indipendente, senza subire le volatilità proprie del mercato.

Calcolo

Il beta individuale si calcola attraverso questa formula:

Beta = Covarianza (Ri,RM) / Varianza (RM)

Dove:

  • Ri rappresenta il Rendimento offerto dal titolo i-esimo;
  • RM rappresenta il rendimento del mercato in cui è inserito il titolo.

Vediamo ora cosa ci dice il beta in base ai risultati ottenuti con la formula.

Valori

Il beta può assumere i seguenti valori:

  • Beta pari a 1;
  • Beta inferiore a 1;
  • Beta maggiore di 1;
  • Beta negativo.

Beta pari a 1

Se il beta è pari a 1, significa che quell’asset (investimento, titolo) è fortemente legato all’andamento del mercato. Il rischio sistematico è quindi alto.

Beta inferiore a 1

Se il beta è minore di 1, significa che quell’asset è piuttosto indipendente dall’andamento del mercato, è meno volatile rispetto al mercato. Includere questo asset in un portafoglio, rende il portafoglio stesso meno rischioso. Tipico esempio è il beta di titoli di stato, spesso sono bassi perché si muovono più lentamente rispetto al mercato.

Beta maggiore di 1

Un beta maggiore di 1 indica che il titolo è più volatile del mercato. facciamo un esempio: se il beta di un titolo è 1,3 significa che è il 30% più volatile rispetto al mercato. Ciò significa che aggiungere questo asset al portafoglio aumenta il rischio, ma potrebbe aumentare anche i guadagni futuri. A maggiore rischio si sa, corrispondono maggiori guadagni. O perdite.

Beta negativo

Un beta negativo indica che quel titolo si comporta in maniera inversa rispetto al mercato. Di solito le opzioni put e gli ETF inversi hanno beta negativi.

Vantaggi e svantaggi

E’ sicuramente vero che il Beta offre una visione di insieme, per cercare di capire quanto un titolo, un’azione, un asset, un prodotto finanziario sia connesso all’andamento del mercato.

Ma dobbiamo sempre ricordare che i mercati finanziari non sempre seguono logiche matematiche. Quindi anche le predizioni basate sul beta possono sbagliare. D’altronde il beta si calcola utilizzando dati storici: il futuro nessuno può prevederlo.

C’è poi da dire che il beta non considera il rischio non sistematico, ossia il rischio aleatorio, improvviso, inaspettato. Per esempio un’azienda di auto che va benissimo in Borsa, all’improvviso deve ritirare un grosso lotto di auto perché presenta dei seri rischi per la sicurezza del conducente. Il titolo scenderà in borsa: è il tipico rischio non sistematico.

Dove trovarli

Il calcolo del beta non è semplicissimo. Dunque si tende a ricorrere, solitamente, a banche dati che raccolgono i beta delle società quotate, divise per settore. In questo modo non devi perdere tempo con astrusi calcoli: hai tutto già pronto e puoi fare le tue valutazioni.

Il beta per settore ti dice quanto varia, quell’intero settore, al varia del mercato finanziario in cui è inserito. A differenza del beta individuale quindi, puoi avere una visione d’insieme di un intero settore. Per esempio puoi sapere qual è la volatilità del settore high tech in relazione al variare del mercato.

Queste banche dati che elencano i beta di settore, sono offerte da agenzie che operano negli investimenti, da studi commerciali, da siti di settore specifici. Puoi trovarli online, gratis o a pagamento.