L’orlo del fallimento è una situazione in cui nessun imprenditore vorrebbe trovarsi: significa aver fallito la propria impresa, non aver potuto portare a termine i propri piani e ritrovarsi con una serie di debiti da pagare. La Legge fallimentare però, offre una possibilità di un certo interesse, anche per i creditori.

In questa guida completa sul concordato fallimentare ti spiego cos’è e come funziona, te ne fornisco un esempio e un fac simile di proposta in formato Pdf e Word, ti spiego la procedura per giungere all’omologazione, la percentuale minima di soddisfacimento dei creditori privilegiati e chirografari, tempi ed effetti ed infine la differenza tra concordato fallimentare e concordato preventivo.

Cos’è e come funziona

Quando un giudice dichiara un’azienda fallita, nomina anche il curatore ossia il soggetto preposto a compiere tutte le ultime operazioni al fine di soddisfare i creditori dell’impresa. Questi ultimi, una volta che l’impresa ormai è stata dichiarata fallita, possono proporre al giudice un concordato fallimentare (art. 124 Legge Fallimentare), ossia un accordo con l’azienda, pur di ottenere il denaro spettante. Questo accordo può prevedere:

  1. Dilazione del pagamento;
  2. Riduzione del pagamento (per la serie “pochi e subito”);
  3. Ristrutturazione del debito (ossia una modifica delle condizioni del debito: scadenza, rate, tasso, ecc.).

Vantaggi

Con il concordato fallimentare, lo scopo dei creditori è quello di ottenere più denaro di quanto otterrebbero con il fallimento e la conseguente vendita all’asta dei beni. Non solo: i tempi sono anche più rapidi. Una volta concluso il concordato, il giudice dichiara cessato il fallimento: quindi è un vantaggio anche per il debitore.

Esempio

Il concordato fallimentare è una proposta di risoluzione del fallimento e può provenire anche da un solo creditore. Tale creditore formula tale proposta e la porta a conoscenza del giudice. Ecco di seguito una proposta di concordato fallimentare.

Scarica subito il modulo fac simile PDF della proposta di concordato fallimentare.

Scarica subito il modulo fac simile compilabile WORD della proposta di concordato fallimentare.

Procedura

Le fasi della procedura di concordato fallimentare:

  1. Presentazione domanda al giudice. La proposta in Tribunale va presentata da uno o più creditori. Ricevuta la proposta, il giudice informa il curatore, il comitato dei creditori e fissa un termine entro cui possono opporsi (art. 125 L.F.). Se i creditori non si oppongono vale il silenzio assenso (art. 128, ultimo comma, L.F.).
  2. Votazione dei creditori. I creditori sono chiamati a votare e la proposta è ritenuta favorevole se accettata da tanti creditori che rappresentano la maggioranza del credito vantato; il curatore consegna al giudice gli esiti della votazione;
  3. Omologazione. Anche se i creditori approvano il concordato, questo deve passare prima per l’omologazione del tribunale. A questo punto quindi il giudice comunica al proponente, ai creditori (a tutti, anche quelli che avevano votato a sfavore) che la proposta è approvata. Il proponente ha tot tempo per chiedere l’omologazione della proposta, dopo la quale i creditori hanno tot tempo per opporsi. Se nessuno presenta opposizione entro i termini, il tribunale omologa il concordato (art. 17 L.F.).

Percentuale minima

Il creditore che propone il concordato, non può certo proporre ciò che vuole, perché se la proposta è irragionevole, essa è inammissibile. Per esempio è chiaramente irragionevole una proposta con cui chiede il pagamento dei creditori al 5%, perché sarebbe una somma talmente irrisoria e ridicola che nessuno accetterebbe.

Ecco perché la legge sancisce una percentuale minima affinché la proposta sia ammissibile: il creditore deve proporre il soddisfacimento pari ad almeno il 20% dei crediti di ogni singolo creditore chirografario (art. 160 L.F.).

Per quanto riguarda invece la percentuale di soddisfazione dei creditori privilegiati, nulla dice in merito la legge, dunque si deduce che debbano essere pagati al 100%, interamente. Affinché giudice approvi il concordato però, bisogna sempre tener presente che anche i creditori chirografari dovranno ottenere almeno il 20%.

Se quindi per esempio, beni, crediti e denaro dell’impresa fallita sono insufficienti a pagare privilegiati al 100% e chirografari al 20%, allora il concordato è inammissibile. È chiaro però che se tutti i creditori privilegiati si mettono d’accordo all’unanimità per percentuali inferiori, allora non v’è nulla che possa impedirlo.

Effetti

Effetti per i creditori. Grazie al concordato fallimentare, i creditori ottengono più di quello che avrebbero ottenuto con il fallimento e in tempi più brevi.

Effetti per il fallito. Grazie al concordato fallimentare si chiudono anticipatamente gli effetti personali e patrimoniali del fallimento e l’imprenditore può persino riprendere l’esercizio della sua attività imprenditoriale. Il fallito rientra nella piena capacità di agire, riacquisice piena capacità contrattuale e processuale, può comprare beni senza che i creditori glieli aggrediscano (visto che i suoi debiti ormai li ha pagati) e, come detto poc’anzi può anche riprendere la sua attività economica.

Attenzione

I creditori non aggrediscono i nuovi beni solo se l’imprenditore ha pagato i debiti così come stabilito nel concordato. Per esempio il concordato stabiliva il pagamento dei crediti al 20%, se lui li ha tutti pagati allora i creditori non hanno più nulla da pretendere. Se invece per esempio a un creditore ha pagato solo il 15%, allora tale creditore può comunque aggredire i nuovi beni fino a ottenere il suo 5%.

Tempi

Lo scopo del concordato fallimentare non è solo quello di aiutare l’imprenditore in difficoltà, ma soprattutto di agevolare i creditori disposti a fare qualche rinuncia pur di ridurre tempi e costi che si avrebbero col fallimento. Grazie al concordato fallimentare possono ottenere il soddisfacimento del credito in tempi più brevi, seppure in quantità parziale.

Di solito dal momento in cui il creditore fa la proposta di concordato fino all’omologazione del tribunale passano da sei mesi a un anno. A quel punto l’imprenditore deve iniziare a pagare i suoi debiti secondo quanto stabilito nel concordato, quindi i tempi di pagamento a questo punto dipendono dalle regole, rate e importi stabiliti nell’accordo.

Concordato preventivo

Differenza tra concordato preventivo e fallimentare. Esiste una differenza fondamentale tra concordato preventivo e concordato fallimentare: il primo, come dice il nome stesso, serve per evitare il fallimento ed è quindi un accordo tra debitore e creditori prima ancora che il giudice dichiari l’impresa fallita.

Il concordato fallimentare invece, giunge dopo il fallimento: il giudice lo ha già dichiarato, ma i creditori hanno ancora la possibilità di proporre un accordo in modo da chiudere la questione, ottenere il denaro e far cessare il fallimento. Qui puoi avere maggiori informazioni su cos’è il concordato preventivo e come funziona.