Se negli anni scorsi hai commesso un’irregolarità formale, questo è il momento giusto per regolarizzarla: il governo Meloni ha introdotto una sanatoria per quegli errori di tipo formale, ossia che non vanno a incidere sull’importo di imposta da versare.

In questa guida completa sul condono irregolarità formali del governo Meloni, ti spiego in cosa consiste questa misura, come usufruirne, qual è la procedura da seguire, i costi da pagare, per quali irregolarità puoi avvalertene, infine entro quali scadenze effettuare il pagamento di quanto dovuto.

Legge di bilancio

Con la circolare n. 02/2023, l’Agenzia delle Entrate prende atto della Legge n. 19/2022 (legge di bilancio 2023 del Governo Meloni) ed entra nel merito della regolarizzazione degli errori formali, come fare per regolarizzarli e tutte le relative istruzioni.

Il condono delle irregolarità formali è una misura introdotta per aiutare le imprese e i contribuenti in generale, in questo contesto economico non propriamente roseo. Vediamo dunque quali sono i principali aspetti di questa sanatoria degli errori formali, prevista dai commi da 166 a 173 della Legge n°197/2022 (Legge di bilancio 2023 del governo Meloni).

Di cosa si tratta

Si tratta della possibilità di sanare gli errori formali, ossia errori di dichiarazione, di compilazione di un modulo, che però non hanno inciso sull’importo di imposta da pagare. Sono quindi errori che non generano una maggiore imposta da pagare, ma solamente una sanzione, di solito di importo fisso oppure compresa tra un minimo e un massimo.

Non essendoci un maggiore importo di imposta da pagare, la sanzione non si può calcolare appunto sull’imposta ecco perché è fissa o comunque compresa tra un minimo e un massimo.

Attenzione

La sanatoria riguarda solo le operazioni commesse entro il 31 ottobre 2022. Se quindi hai commesso una violazione dopo questa data, non puoi sanarla attraverso questa misura.

Chi può avvalersene

Possono avvalersene tutti i contribuenti: lavoratori dipendenti, privati, imprenditori con partita IVA, liberi professionisti, sostituti di imposta, intermediari fiscali. Chiunque commetta un’irregolarità fiscale che non incide sull’importo di imposta da pagare, può avvalersi di questo condono.

Per quali imposte

Puoi avvalerti della sanatoria se l’irregolarità riguarda:

  • IVA;
  • IRAP;
  • Imposte sui redditi e relative addizionali;
  • Imposte sostitutive;
  • Ritenute alla fonte;
  • Crediti di imposta.

A questa pagina dell’Agenzia delle Entrate puoi vedere per quali violazioni, nello specifico, puoi sanare l’irregolarità commessa. Riassumiamole insieme, puoi sanare:

  • La presentazione di dichiarazioni annuali effettuata con modelli non conformi, oppure che presentano dati del contribuente incompleti;
  • L’omessa o irregolare presentazione della liquidazione IVA;
  • L’irregolare tenuta delle scritture contabili, quindi della contabilità tenuta da un soggetto titolare di partita IVA;
  • Omessa o irregolare presentazione di modello INTRASTAT;
  • Omessa restituzione dei questionari inviati dalle autorità fiscali, oppure errori sui questionari;
  • Omessa o errata dichiarazione di inizio attività;
  • Violazione del principio di competenza;
  • Tardiva trasmissione della dichiarazione da parte degli intermediari.

Queste irregolarità, come già detto in apertura, puoi sanarle solo se l’irregolarità non ha generato una maggiore imposta da pagare.

Come fare

Per sanare la violazione devi:

  1. Rimuovere l’irregolarità, entro il 31 marzo 2024. Quindi se per esempio non hai presentato il modello INTRASTAT, devi presentarlo. Se non hai presentato la dichiarazione IVA, devi presentarla. Se hai omesso dei dati nella dichiarazione dei redditi, devi ripresentarla con i dati corretti e completi, ecc..
  2. Pagare una sanzione di 200 euro per ogni periodo di imposta a cui si riferiscono le violazioni. Quindi, da precisare, non devi pagare 200 euro per ogni violazione commessa, ma 200 euro per ogni anno in cui hai commesso violazioni. Se quindi hai commesso tre violazioni nel 2021, non devi pagare 600 euro ma 200 euro. Se hai commesso anche delle violazioni nel 2020, allora devi pagare altri 200 euro, in tutto 400 euro. Per ogni anno in cui hai commesso irregolarità, indipendentemente da quante ne hai commesse nell’anno, sono 200 euro.

Come e quando pagare

Devi effettuare il pagamento in due rate:

  • La prima entro il 31 marzo 2023;
  • La seconda entro il 31 marzo 2024.

Puoi pagare anche in un’unica rata entro il 31 marzo 2023. Il pagamento a fatto tramite modello F24, indicando:

  • Il periodo di imposta del periodo a cui si riferisce la violazione. Se quindi per esempio non hai presentato la liquidazione IVA relativa dal 2021, allora devi inserire 2021;
  • Lo specifico codice tributo TF44 (risoluzione n. 6/E/2023).

Maggiori informazioni sul sito dell’Agenzia delle Entrate.