In questi giorni si sente spesso parlare di coronabond o eurobond, che sono la stessa cosa e il dibattito sta dividendo non solo le forze politiche italiane, ma anche interi Paesi all’interno dell’Unione Europea. In questo post ti spiegheremo perché.

In questa guida completa sui coronabond ti spiego cosa sono, qual è il significato di questo termine, la definizione dal punto di vista finanziario, perché ci sono stati che li vogliono e altri che sono molto restii, e infine come si collocano all’interno dell’emergenza Coronavirus che ha toccato tutti i cittadini europei e non solo.

Cosa sono

In questi giorni si sente molto spesso parlare di coronabond, conosciuti anche eurobond e pandemic bond. Probabilmente ti stai chiedendo il significato di questo termine: quel è la definizione, cosa sono i coronabond, perché alcune forze politiche propendono per questa soluzione.

Vari siti cercano di spiegare il significato di questo termine, ma senza successo, perché utilizzano termini troppo complicati e tecnici. Oggi noi te lo spieghiamo in maniera semplicissima e intuitiva.

Significato

Per capire il significato di coronabond, partiamo dall’inizio. Uno stato ha delle entrate e delle uscite, come è normale che sia. Le entrate, come puoi facilmente immaginare, arrivano per la maggior parte dalle tasse e dai giochi leciti di stato (tipo enalotto, lotto, lotterie, ecc.). Le uscite invece sono le spese che sostiene uno stato (lavori pubblici, pagamenti degli stipendi degli statali, sanità, scuola, ecc.).

Bene, quindi uno stato ha entrate e uscite e purtroppo molto spesso le uscite superano le entrate. Le uscite però, deve pagarle per forza: non può certo esimersi dal pagare la sanità, la scuola oppure gli stipendi dei dipendenti pubblici. Quindi per reperire altri soldi con cui pagare queste spese in più, chiede un prestito.

Prestito emesso dallo Stato

Un bond è proprio questo: un prestito emesso dallo stato, dove appunto lo stato è debitore e chi compra questo prestito è il creditore. Praticamente lo stato emette dei prestiti (che in termine tecnico si chiamano obbligazioni) e li vende. Li possono comprare privati, banche, fondi comuni di investimento.

Come sono fatti questi prestiti (obbligazioni)?

Lo stato emette un bond da, supponiamo, 10 milioni di euro. E stabilisce che ognuno può comprare dei “pezzetti” di questo prestito, da almeno 500 euro l’uno. Quindi per esempio tu oggi decidi di comprare tre bond, per un totale di 1.500 euro.

Lo stato, stabilisce una durata del bond pari, per esempio, a 5 anni. Significa che per 5 anni ti paga degli interessi su questi 1.500 euro, per esempio ti paga 100 euro ogni sei mesi. Poi allo scadere dei cinque anni ti restituisce i 1.500 euro. Chi ci ha guadagnato? Lo stato o tu?

In teoria entrambi: lo stato ha ottenuto da te un prestito e quindi ha potuto usare quei soldi in un momento di necessità. Tu ci hai guadagnato, in quanto hai prestato 1.500 euro, ma hai ottenuto 100 ogni sei mesi per 5 anni, quindi 500 euro di interessi in tutto, in più alla scadenza lo stato ti ha rimborsato i tuoi 1.500 euro.

Alla fine quindi, prestare 1.500 euro ti ha fruttato 2.000 euro (di cui 500 euro di guadagno vero e proprio).

Definizione

Dall’esempio che ti ho fatto nel paragrafo precedente, hai quindi capito cos’è un bond: un prestito emesso dallo stato, che tu sottoscrivi, quindi diventando creditore dello stato. In cambio ottieni degli interessi. Si tratta di interessi molto bassi, è vero. Ma lo stato è un debitore decisamente sicuro, quindi comprare un bond è molto interessante per chi non ama rischiare, e preferisce piccoli guadagni, con la certezza che non perderà quei soldi.

Se invece tu investissi per esempio in Borsa, potresti guadagnare molto di più, è vero, ma nessuno garantisce il guadagno. Se la Borsa va male, potresti persino perdere tutti i tuoi risparmi investiti! Investendo in bond statali invece, sai di guadagnare poco, ma sei certo che i tuoi risparmi sono al sicuro.

Bond significa quindi prestito emesso dallo stato, acquistato da privati, che possono essere singoli cittadini, banche, fondi di investimento o altri stati, che decidono di comprare bond di Paesi esteri.

E ora veniamo al dunque. Hai capito cos’é un bond. Cerchiamo di capire cos’è un eurobond.

Un eurobond è un prestito emesso non dal singolo stato, ma da più stati dell’Unione europea. Praticamente si mettono insieme tutti i debiti degli stati e si mettono sul mercato gli eurobond. Mentre un classico bond lo emette per esempio l’Italia da sola, un eurobond lo emettono Italia, Germania, Francia, Portogallo, ossia i paesi dell’Unione Europea tutti insieme.

Dunque, l’emittente dell’eurobond è l’Europa, chi li compra rimangono sempre i privati, le banche, oppure altri stati esteri.

Perché alcuni stati sono contrari ad emettere eurobond?

Te lo spiego subito? Emettere eurobond, significa che le nazioni forti (come la Francia e soprattutto la Germania), devono mettere insieme il proprio debito (scarso) con il debito dei paesi meno forti.

Sì perché con gli eurobond, il debito che si emette è unico. Non lo emette l’Italia da sola o il Portogallo da solo. Lo emettono tutti insieme Italia, Portogallo, Francia, Germania, Olanda, ecc. E come puoi immaginare, i paesi forti hanno qualche remora a condividere il debito con paesi molto più indebitati.

È come se tu ti accordassi con un tuo amico, per emettere un prestito: tu in realtà stai bene, non hai bisogno di prestiti, ma il tuo amico ne ha bisogno e tanto. Praticamente tu che sei più forte ti fai carico dell’intero debito. Non ti conviene così tanto.

Ecco perché alcuni stati europei (quelli più forti, con meno debito pubblico), sono molto restii a emettere questi eurobond. Forse ti stai chiedendo: il concetto di Europa non era quello appunto di aiuto e condivisione (anche dei problemi)? assolutamente sì, ma si sa che spesso tra il dire e il fare c’è di mezzo il…

Gli eurobond esistono già?

Al momento gli eurobond rappresentano solo un’ipotesi. L’Europa non li ha emessi, proprio perché non c’è accordo tra le varie nazioni. Chi li vuole emettere e chi no.

E come puoi immaginare, chi li vuole emettere sono i paesi più deboli economicamente (perché ne hanno bisogno), chi non li vuole emettere sono i paesi più forti economicamente (perché non solo non ne hanno bisogno, ma non vogliono prendersi in carico i debiti altrui).

Emergenza Covid 19

La discussione sugli eurobond si è fatta più incalzante a ridotto dell’emergenza coronavirus. Molti stati, tra cui l’Italia, si sono trovati a dover affrontare spese immani, senza precedenti. Si pensi ad esempio alle spese sanitarie, per gli ospedali, alle spese previdenziali per la cassa integrazione, per i bonus e gli aiuti statali.

L’Italia, così come altri Stati, ha speso tantissimo in termini di spesa pubblica. Ecco perché alcune forze politiche vorrebbero gli eurobond: uno strumento di debito comune, aiutati e trainati dalle nazioni più forti.

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