Credit default swap

Sono passati anni da quando il milionario Warren Buffet chiamò i crediti default swap addirittura “armi di distruzione di massa”, perché li riteneva responsabili della stretta creditizia, almeno in parte. Nonostante tale parere non propriamente a favore di questi strumenti c’è ancora un vivace commercio di credit default swap.

In questa guida completa sui credit default swap ti spiego cosa sono e come funzionano, la traduzione e la definizione precisa, come conoscere le quotazioni in Italia e all’estero, di imprese o banche italiane, dove si comprano e si vendono i CDS e dunque come valutare la rischiosità di un investimento grazie a questi prodotti.

Cosa sono e come funzionano

Definizione

La traduzione letterale di credit default swap (CDS) è “scambio per fallimento del credito” e sta ad indicare un prodotto derivato, appunto lo swap, che permette di trasferire a un altro soggetto il rischio di non incassare il credito. Ecco perché si chiama “swap”, che appunto significa scambio.

Per comprendere meglio il significato occorre partire subito con un esempio: quando tu acquisti una macchina, devi necessariamente sottoscrivere un’assicurazione RCA. Dunque, tu all’assicurazione paghi un premio (di solito annuale) e, al verificarsi di un determinato evento (incidente stradale), l’assicurazione ti riconosce un indennizzo.

Uno swap è esattamente questo: un contratto con cui una persona si copre da un eventuale rischio, che nel caso di swap non è un sinistro stradale, ma l’insolvenza di un debitore.

Il credit default swap è quindi un prodotto finanziario con cui un soggetto che detiene un credito e vuole coprirsi dal rischio di  insolvenza del debitore, paga uno specifico importo (mensile, bimestrale, annuale…) a una controparte, la quale si assume il rischio di insolvenza del credito in caso di mancato pagamento del debitore (credit event).

Il soggetto che detiene un credito e che compra la “copertura” dal rischio pagando il premio è detto protection buyer, che si traduce con “compratore di protezione”.

Il soggetto che invece fornisce copertura dal rischio è detto protection seller, che si traduce con “venditore di protezione”.

Ora, dopo aver compreso a pieno il funzionamento del credit default swap grazie all’esempio dell’assicurazione auto, facciamo un esempio più pertinente.

Esempio

Hai investito in 5 obbligazioni di 5 diverse aziende emittenti e che al momento ti permettono di incassare ogni anno 20.000 euro. Questi emittenti hanno un rating non altissimo, per esempio BBB e quindi per coprirti da un eventuale rischio di insolvenza da parte del debitore (le aziende emittenti) decidi di entrare in un Credit Default Swap.

Dovrai quindi pagare un importo fisso (annuo o semestrale, ecc.) che funge da premio assicurativo, ma almeno ti assicuri che, in caso di insolvenza di uno o più debitori, la controparte del CDS ti verserà la somma non incassata.

Calcolo

Il punto cruciale di un credit default swap è il calcolo del premio da pagare e quindi la sua convenienza. Come è facile immaginare: tanto più alto è il rischio di default dell’azienda che ha emesso l’obbligazione, tanto più alto è il premio che il Credit Defaul Swap richiede al creditore che vuole garantirsi. Al contrario, se il rischio di default della società emittente è molto basso, allora anche il premio è basso.

Le agenzie di rating si occupano di calcolare l’affidabilità di un’azienda e quella di fallimento e lo fanno attribuendo dei punteggi di rating, di cui hai sicuramente sentito parlare e che vanno da AAA a D, dove la A è il giudizio più alto e rappresenta un’azienda solida, mentre D indica la peggiore delle situazioni, il default (fallimento).

Tali calcoli valutano non solo la probabilità di default, ma anche la probabilità che la società passi da un rating a un altro, per esempio da AAA a BBB o D e viceversa.

Ecco un esempio di tabella matrice dove, incrociando riga e colonna, puoi notare la percentuale di probabilità che il rating passi da una categoria a un altra (da AAA a BBB, a CCC o viceversa).

Matrice delle probabilità – Azienda Alpha
Da / aAAABBBCCCD
AAA94%3%2%1%
BBB14%71%19%6%
CCC2%29%49%20%

Secondo questa tabella, l’azienda Alpha ha:

  • 94% di probabilità di rimanere con un rating AAA;
  • 3% di probabilità di passare a un rating BBB;
  • 2% di probabilità di passare a un rating CCC;
  • 1% di probabilità di passare a un rating D. La colonna D indica anche il rischio di default per ogni giudizio di rating.

Altro esempio

Supponiamo che sempre la stessa azienda si trovi in rating BBB. A questo punto ha:

  • 14% di probabilità di passare ad AAA;
  • 71% di probabilità di restare in BBB;
  • 19% di probabilità di passare a un rating CCC;
  • 6% di probabilità di andare in D (fallimento).

Per capire se ti conviene aderire a un credit default swap devi considerare il premio pagato in funzione della rischiosità dell’emittente, e gli incassi che derivano dalle obbligazioni che hai sottoscritto.

Italia

Come probabilmente hai già capito, più alto è il valore del CDS da pagare, più è rischiosa l’obbligazione sottostante. Proprio per questo motivo i CDS rappresentano un indicatore spesso utilizzato per quantificare la rischiosità dell’investimento in un’impresa: se i CDS ad essa legati hanno un valore basso, allora si tratta di una società solida, poco rischiosa. Al contrario, in caso di CDS alti, significa che la società non sta vivendo un periodo roseo.

Grazie ai credit default swap quindi, se hai deciso di comprare un titolo rischioso, puoi comprare un CDS per coprire il rischio di insolvenza della società. Tale CDS agisce quindi come una sorta di assicurazione finanziaria.

I CDS esistono per tutti i tipi di società, banche ed anche sui titoli di stato. Il valore del CDS non è sempre uguale, ma oscilla durante il giorno, proprio come oscilla il valore di azioni e obbligazioni.

Esempio

Alle ore X del giorno X il CDS sui BOT italiani ha una quotazione di 255,5 punti base. Ciò significa che quel CDS devi pagare il 2,56% dell’investimento nel titolo. Dunque, per assicurare per esempio 100.000 euro di BOT, devi spendere 2.555 euro in CDS.

Chiaramente, così come tu stai comprando l’assicurazione, all’altra parte c’è chi invece la vede: questa persona a sua volta si sta assumendo un rischio, perché se tutto va bene ha solo dei guadagni, ossia il premio annuale che gli paghi tu, ma se la società fallisce, deve pagarti quanto tu stai perdendo.

Quotazioni

Dove si comprano e vendono CDS

I CDS non sono venduti nei mercati regolamentati. Se quindi vuoi vedere la loro quotazione, non la troverai nei classici siti internet dove vedi le quotazioni di azioni e obbligazioni. I CDS vengono comprati/venduti in mercati “fuori borsa” denominati Over The Counter (OTC), dove le contrattazioni avvengono in maniera del tutto informale, tramite web o addirittura tramite telefono.

Puoi consultare quotazioni e grafici dei CDS legati ad aziende italiane ed estere su Bloomberg, sito finanziario a pagamento. Oppure puoi dare un’occhiata al sito gratuito della CNBC.

I controlli

Essendo i CDS prodotti finanziari che non vengono scambiati in Borsa, non sono sottoposti agli stessi controlli. C’è comunque un organismo che sovrintende gli scambi e che si chiama International Swaps & Derivatives Association (ISDA), ma ricorda che è un’associazione privata e quindi non arriva allo stesso livello di importanza e garanzia di un organismo di controllo pubblico.

Banche italiane

Moltissimi prodotti finanziari hanno il corrispondente credit default swap, che permette all’investitore di coprirsi dal rischio di insolvenza del debitore. Anche le banche: sono società private ed anch’esse emettono obbligazioni (bond).

Per sapere il livello di rischiosità di investimento in una banca dunque, è utile controllare la quotazione del relativo CDS. I CDS più indicativi sono quelli a 5 anni. Le banche che hanno CDS con più alto spread punti base, sono quelle che il mercato rappresenta più rischiose.

Il CDS esprime la percezione di rischiosità che il mercato ha di quell’azienda, ma non è sempre detto così. Indicativamente i CDS sono dei buoni indicatori, ma chiaramente da valutare nel più ampio contesto. Volendo, puoi “divertirti” confrontando i CDS (Credit Default Swap) a 5 anni sui titoli emessi da varie banche, per capire quali potenzialmente sono meno o più a rischio insolvenza.