Hai trovato un lavoro più stimolante, o semplicemente hai deciso di prenderti un periodo di pausa: in ogni caso, stai per presentare le dimissioni. Mentre compili la lettera da consegnare al tuo datore di lavoro però, un dubbio ti assale: qual è la data di decorrenza da inserire.

In questa guida completa sulla data di decorrenza dimissioni volontarie ti spiego il significa di questi termini, cosa inserire nella lettera da consegnare al datore di lavoro e nella comunicazione Unilav, ti fornisco alcuni esempi di calcolo della data, infine ti spiego quando è possibile ottenere la NASpI anche se sei stato tu a dimetterti.

Significato

Hai deciso di dare le dimissioni e ora stai scrivendo la lettera da consegnare al datore di lavoro. Nella quale devi inserire la data di decorrenza delle tue dimissioni.

La data di decorrenza delle dimissioni è quella immediatamente successiva al periodo di preavviso, giorno in cui quindi non andrai più a lavoro. Ti faccio alcuni esempi concreti.

Cosa inserire

Supponiamo che il tuo contratto di lavoro preveda un periodo di preavviso di 15 giorni. Dai le dimissioni il 5 aprile. Significa che devi stare in azienda fino al 20 aprile (appunto per i prossimi quindici giorni).

In altri termini dunque, la data di decorrenza delle tue dimissioni è il 21 aprile. Dunque nella lettera di dimissioni, come data di decorrenza devi indicare il 21 aprile.

Esempio

Molti contratti prevedono una clausola specifica: il preavviso deve partire dal 1° giorno del mese oppure dal 15° giorno del mese. Da questa data si può conteggiare il periodo di preavviso. Ti faccio due esempi concreti anche in questo caso.

Esempio 1

Supponiamo che il tuo contratto preveda un termine di preavviso di 20 giorni e che debba partire dal 1° del mese. Se tu dai le dimissioni il 25 maggio, non puoi andartene da lavoro dopo 15 giorni esatti, ossia il 15 giugno. Devi aspettare il 1° giugno e a partire da questa data conteggiare i 20 giorni: il tuo ultimo giorno di lavoro è il 20 giugno, dunque la data di decorrenza delle dimissioni è il 21 giugno.

Esempio 2

Supponiamo che il tuo contratto preveda un termine di preavviso di 30 giorni e che debba partire dal 15° del mese. Se tu dai le dimissioni il 25 maggio, non puoi andartene da lavoro dopo 30 giorni esatti, ossia il 25 giugno. Devi aspettare il 15 giugno e a partire da questa data conteggiare i 30 giorni: il tuo ultimo giorno di lavoro è il 15 luglio, dunque la data di decorrenza delle dimissioni è il 16 luglio.

Sabato o domenica

Cosa fare se la data di decorrenza delle dimissioni cade di sabato, domenica o un giorno festivo? Per esempio, facendo i calcoli che ti ho spiegato nei passi precedenti, la data di decorrenza delle tue dimissioni è il 20 luglio, che cade di domenica.

Non c’è alcun problema, se il tuo contratto di lavoro non prevede nulla in proposito, significa che le tue dimissioni sono valide contando i giorni consecutivi. Dunque se il tuo primo giorno di “libertà” cade di sabato o domenica, va bene così, non devi aspettare il primo giorno lavorativo successivo.

Suggerimento

Controlla il tuo contratto di lavoro o il CCNL di riferimento, perché potrebbero prevedere opzioni differenti. La regola è che se la decorrenza cade in un giorno festivo non c’è problema, ma i contratti possono prevedere accordi diversi.

Data cessazione Unilav

A partire da diversi anni ormai, le dimissioni non puoi darle solo al datore di lavoro, ma devi presentarle anche tramite la modalità telematica. Devi quindi collegarti al sito messo a disposizione dal Ministero del lavoro e inserire anche lì la data di decorrenza delle dimissioni.

Le regole sono le stesse spiegate finora: nella compilazione del modello telematico, la data di decorrenza delle dimissioni è il giorno dopo del tuo ultimo giorno di lavoro. Se quindi il tuo ultimo giorno di lavoro è il 13 giugno, allora come data di decorrenza delle dimissioni devi inserire il 14 giugno.

NASpI

Se hai dato le dimissioni, la NASpI non ti spetta, generalmente. C’è un unico caso in cui hai diritto alla NASpI anche se hai dato le dimissioni: se hai dovuto lasciare il lavoro per giusta causa, ossia per un comportamento così grave da parte del datore di lavoro, che ti ha costretto alle dimissioni in tronco.

Se dunque questo è il tuo caso, allora puoi chiedere l’indennità di disoccupazione, la cosiddetta NASpI. Puoi presentare domanda attraverso il sito ufficiale dell’INPS, oppure rivolgerti a un patronato della tua zona.