La tua attività può ripartire il 4 maggio? Alcuni hanno ancora dei dubbi in merito alle attività che possono ripartire con la Fase 2 coronavirus. In questo post non faremo altro che chiarire i tuoi dubbi, alla luce delle recenti disposizioni contenute nel DPCM 26 aprile 2020 (che di seguito puoi scaricare in formato pdf).

In questa guida completa ti indico l’elenco attività che riaprono il 4 maggio, quali sono precisamente i codici ATECO che possono ripartire (come indicato nell’allegato 3 del DPCM, che puoi scaricare in basso), come è organizzata la ripartenza per bar e ristoranti, ai quali è concesso servizio a domicilio e asporto e infine le misure di sicurezza per il contenimento del contagio, da attuare in ogni attività economica.

Fase 2

La fase 2 ha inizio il 4 maggio ed è caratterizzata dalla riapertura di varie attività. Lo ha deciso il DPCM del 26 aprile 2020. Aziende che finora erano invitate a rimanere chiuse per limitare il più possibile le occasioni di contagio, possono riprendere la propria attività economica.

Ci sono alcuni dubbi in merito e quindi molti imprenditori si chiedono se effettivamente la propria attività rientri tra quelle permesse. Se anche tu ti poni questa domanda, la risposta chiara e precisa si può dare specificando i codici ATECO.

Il codice ATECO è infatti il numero che identifica in maniera precisa e univoca la tua attività. Ad esempio, se la tua attività si occupa di produzione di succhi di frutta e ortaggi allora il tuo codice ATECO è 10.32.0.

Di seguito puoi scaricare l’elenco attività che riaprono il 4 maggio. Prima di scaricare il file in formato PDF ti faccio presente una cosa: l’elenco menziona le macrocategorie dei codici ATECO, e non le sottocategorie, che sono tutte comprese.

Quindi, come potrai vedere dall’elenco, il codice ATECO 01, ossia quello relativo alle attività agricole, è compreso tutto: è concessa la riapertura delle attività con tutti i codici ATECO che iniziano con 01. Quindi dai codici ATECO 01.1 fino al 01.70.0: sono tutte attività permesse alla riapertura.

Altro esempio: nell’elenco delle attività permesse c’è il codice ATECO 10, ossia quello delle industrie alimentari. Significa che tutti i codici ATECO della categoria 10, ossia dal codice ATECO 10.1 al 10.92.0, rappresentano attività permesse a partire dal 4 maggio.

Scarica subito l’elenco attività che riaprono il 4 maggio, elenco completo.

Il decreto consente anche la riapertura di bar e ristoranti, purché effettuino soltanto servizio a domicilio e/o di asporto. Chi si reca a comprare cibo o bevande presso bar/ristoranti, deve mantenere le misure di sicurezza, dotarsi di mascherina. Da evitare in maniera assoluta gli assembramenti. Il pasto comprato non si può consumare vicino al bar/ristorante. Preferibilmente va consumato al proprio domicilio.

DPCM 26 aprile

Il DPCM del 26 aprile 2020 decreta le misure urgenti per il contenimento del contagio da coronavirus. La fase 2 è quella di leggero allentamento delle restrizioni. Vediamo di cosa parla il decreto:

  1. Concessi solo gli spostamenti per motivi di lavoro, salute e altre necessità improrogabili (come fare la spesa). È possibile uscire per andare a trovare i congiunti. Qui trovi la spiegazione di chi sono i congiunti;
  2. Chi ha sintomi influenzali o febbre oltre 37,5 deve stare a casa e chiamare il proprio medico;
  3. Chi è positivo al COVID 19 oppure in quarantena, non può assolutamente uscire di casa;
  4. Anziani, soggetti con gravi patologie o immunodepresse sono invitati a non uscire di casa;
  5. Divieto di assembramento sia in luoghi pubblici che privati;
  6. Sospese le competizioni sportive;
  7. Sospese manifestazioni ed eventi;
  8. Chiuse palestre, centri sportivi, piscine;
  9. Accessi a ospedali e RSA consentiti solo nei casi limitati dai dirigenti della struttura;
  10. Chiuse le attività per i servizi alla persona (parrucchieri, estetisti…);
    Le attività che riaprono a partire dal 4 maggio, già dal 27 aprile sono autorizzate a recarsi sul luogo di lavoro e a svolgere tutte le attività necessarie per l’imminente riapertura. Ad esempio pulizia o sanificazione ambienti, ma anche tutte le attività per allestire il locale e permettere quindi un riavvio nel migliore dei modi;
  11. Le aziende di pubblico trasporto devono sanificare i mezzi a cadenza regolare;
  12. L’uso di mascherine e distanziamento sociale è importante e prioritario;
    È possibile rientrare al proprio domicilio in Italia, ma al rientro si deve avvisare ASL di competenza e rispettare le misure di autoisolamento per 24 giorni. Si può rientrare con mezzi pubblici (ad esempio treni, pullman, ecc.) oppure con la propria auto. In ogni caso al rientro a casa bisogna avvisare l’ASL e rispettare l’autoisolamento per 14 giorni.

Scarica subito il testo completo del DPCM del 26 aprile 2020.

L’emergenza coronavirus è stata caratterizzata da un primo momento, in cui le autorità hanno sottovalutato la situazione. La scarsità di posti disponibili in terapia intensiva è stata purtroppo la realtà a cui gli italiani si sono tristemente affacciati, e sebbene medici e operatori sanitari abbiano fatto tutto il possibile, si sono perse molte vite umane.

La chiusura delle attività è stato un passo obbligato. Molti negozi hanno chiuso prima ancora che fosse imposto da governo, proprio per limitare al massimo le occasioni di contagio. Purtroppo però, questo ha scatenato una crisi economica senza precedenti, dove i fatturati si sono ridotti fortemente, o addirittura azzerati per chi ha dovuto chiudere completamente.

È quindi necessario, per far ripartire la nostra economia, una graduale ma decisa ripresa delle attività, nel rispetto delle misure di sicurezza e igieniche che in questo periodo abbiamo appreso a mettere in atto. L’accesso alle attività è quindi consentito con le mascherine, in modo da limitare il più possibile i contagi.

Le aziende devono garantire per i propri dipendenti e per i clienti (se si tratta di attività a contatto con il pubblico), le massime misure di sicurezza, nel rispetto dei criteri indicati dal DPCM e quelli eventuali che arriveranno in futuro.

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