Lo Stato amministra la cosa pubblica a beneficio della comunità. Per raggiungere le sue finalità si avvale di organizzazioni che ruotano attorno all’ente statale, ne perseguono fini e obiettivi.

In questa guida completa sugli enti pubblici ti spiego cosa sono, qual è il loro ruolo all’interno della pubblica amministrazione, quali sono, come si classificano (classificazione degli enti pubblici), ti fornisco un elenco di esempi, infine ti spiego nel dettaglio quali sono le differenze tra enti pubblici economici ed enti pubblici non economici.

Cosa sono

Un ente pubblico è un complesso organizzato di persone e mezzi, che persegue finalità di pubblico interesse. È un soggetto diverso dallo Stato: ha una sua personalità giuridica, ossia è titolare di diritti quanto di doveri.

Lo Stato dunque, per raggiungere gli obiettivi di pubblica utilità, si avvale di enti pubblici, al cui interno operano uomini e donne attraverso appositi contratti.

Quali sono: elenco

Per meglio chiarire le idee, ecco alcuni esempi di enti pubblici:

  • Regioni;
  • Province;
  • Comuni;
  • Regioni e province autonome;
  • Città metropolitane;
  • Unione di Comuni;
  • Parchi nazionali ed enti gestori dei parchi;
  • Camere di commercio;
  • Enti di ricerca;
  • Università;
  • Istituzioni sanitarie.

Sul sito del MEF (Ministero dell’economia e delle finanze), puoi trovare l’elenco completo e aggiornato di tutti gli enti della Pubblica Amministrazione, nome per nome. Puoi scaricare l’elenco da questa pagina del sito MEF.

Classificazione

Gli enti pubblici si dividono in:

  • Enti pubblici associativi;
  • Enti pubblici istituzionali;
  • Enti territoriali;
  • Enti non territoriali;
  • Enti locali;
  • Enti strumentali;
  • Enti ausiliari;
  • Enti necessari;
  • Enti economici;
  • Enti non economici.

La classificazione non è stringente: un ente può appartenere a una categoria ma anche a un’altra, per esempio un ente può essere sia territoriale che locale. Oppure può essere sia economico che associativo. Nel prossimo passo definiamo questi enti uno per uno e forniamo esempi concreti.

Esempi

Gli enti pubblici possono essere:

  • Enti pubblici associativi. Sono gli enti in cui le persone che fanno parte del corpo sociale, prendono le decisioni fondamentali per l’ente. Dunque in questo tipo di enti l’elemento soggettivo è quello prevalente. Esempi di enti associativi: il CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano, gli ordini professionali (ordine degli avvocati, ordine dei giornalisti, ecc.).
  • Enti pubblici istituzionali. In questo caso invece prevale l’elemento patrimoniale e gli amministratori sono nominati da soggetti estranei all’ente.
  • Enti pubblici territoriali. Sono gli enti a cui lo stato affida l’amministrazione di uno specifico territorio. Esempi di enti territoriali: Regioni, Province, Comuni, Regioni e Province autonome, città metropolitane, comunità montane.
  • Enti pubblici non territoriali. Tutti gli altri enti che non rientrano nell’elenco precedente;
  • Enti nazionali. Sono gli enti che operano su tutto il territorio nazionale, ad esempio l’Agenzia delle Entrate;
  • Enti pubblici locali. Sono gli enti che operano all’interno di uno specifico e delimitato territorio;
  • Enti pubblici strumentali. Sono enti che funzionano da “braccio operativo” di un altro ente, da cui ricevono direttive. Esempi di enti strumentali: l’INAIL e il CNR.
  • Enti pubblici ausiliari. Sono enti che collaborano e aiutano altri enti. Tipico esempio di ente ausiliario è il CONI, che come abbiamo visto è anche un ente associativo.
  • Enti pubblici necessari. Sono enti la cui esistenza è imprescindibile per il buon funzionamento della cosa pubblica;
  • Enti pubblici economici. Sono enti che operano nel settore della produzione e scambio di bene e, sebbene possano non avere scopo di lucro, devono operare secondo il criterio di “obiettiva economicità” (devono puntare a coprire i costi di produzione). Esempi di enti economici: l’Agenzia del demanio, l’Agenzia delle entrate, la SIAE.
  • Enti pubblici non economici. Sono enti che hanno funzione ausiliaria e strumentale verso lo stato. Svolgono attività a cui dovrebbe adempiere lo stato. Esempi di enti non economici: l’ADAC, Automobile Club d’Italia.

Una delle distinzioni più importanti, è quella tra enti pubblici economici ed enti pubblici non economici. Analizziamoli nel dettaglio.

Economici

Gli enti pubblici economici sono soggetti con cui lo stato esercita attività economica rivolta al mercato, dunque attività commerciale: produce beni e/o servizi e li piazza sul mercato, a disposizione dei consumatori. Questi enti quindi, sebbene abbiano una identità pubblica, entrano nel mercato e fanno concorrenza alle imprese private.

Chiaramente lo scopo di questi enti non è necessariamente e principalmente il lucro, ma di interesse pubblico: ad esempio attraverso un ente pubblico, lo stato può inserirsi in un settore in modo da combattere una situazione di monopolio e calmierare i prezzi.

Sebbene non abbiano scopo di lucro, questi enti hanno il dovere di amministrare la cosa pubblica con criterio di obiettiva economicità, ossia pareggiando almeno i costi di produzione. Non è necessario che registrino un utile a fine anno, ma è importante che almeno non vadano in perdita.

Non economici

Gli enti pubblici non economici invece, sono enti che nascono per coadiuvare le funzioni dello stato: svolgono attività che dovrebbero competere direttamente allo stato.

Tipici esempi di enti pubblici non economici sono l’INPS, l’INAIL. Tutti enti che hanno come obiettivo la previdenza sociale, l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro. Ossia questioni di cui dovrebbe occuparsene lo stato, ma che demanda a questi specifici enti.

In questo caso, non è espressamente previsto che l’ente sia in pareggio tra costi e ricavi. Chiaramente sarebbe auspicabile, perché la cosa pubblica è ben gestita quando non è in perdita. Ma l’interesse pubblico deve prevalere: le spese possono anche lievitare in caso di necessità e il pareggio costi ricavi allontanarsi.