La fuga di un individuo che ha commesso un reato, non lo libera dall’obbligo di scontare la sua pena in Italia. Proprio a tale scopo, l’Italia ha stipulato specifici accordi con diversi Paesi per la consegna di individui che sono fuggiti per non scontare la pena prevista o non comparire al processo.

In questa guida completa sull’estradizione ti spiego cos’è e come funziona, cosa prevede la legge in Italia e in Europa, quali sono i Paesi senza estradizione verso l’Italia, che quindi non hanno stipulato accordi di alcun tipo, i cadi di estradizione previsti ed infine come funziona l’estradizione passiva.

Cos’è e come funziona

Significato

L’estradizione è un accordo tra Stati, che prevede il trasferimento di una persona indagata o condannata nel luogo dove ha commesso il reato, affinché sconti lì la sua pena. Grazie all’estradizione si evita che il fuggitivo in uno stato diverso da quello in cui ha commesso il reato, rimanga impunito.

Cosa vuol dire. Per estradizione si intende quindi la richiesta di consegna di un soggetto da parte di uno Stato a un altro Stato. L’estradizione è di due tipologie:

  1. Processuale, quando il soggetto risulta ancora indagato e deve quindi essere processato;
  2. Esecutiva, quando il soggetto è già stato condannato e quindi deve scontare la sua pena.

Esempio

Un detenuto in carcere ottiene un permesso speciale. Alla scadenza non rientra nel penitenziario. A questo punto l’Italia si occupa di segnalare il detenuto, sia in Italia che all’estero. Se il detenuto viene trovato e arrestato all’estero, l’Italia presenta una richiesta per la consegna affinché sconti la pena restante.

L’estradizione, a seconda dello Stato che la chiede, è:

  1. Attiva, quando la chiede Stato italiano a un’altra nazione;
  2. Passiva, quando lo Stato italiano consegna un soggetto allo Stato straniero che l’ha domandata.

Doppia incriminazione

Il presupposto affinché si possa chiedere l’estradizione è che quel reato sia considerato tale anche nel Paese che al momento ospita l’individuo. Supponiamo per esempio che Tizio venga processato e condannato in Italia per evasione fiscale. Se Tizio si trova in un Paese dove l’evasione fiscale non è un reato, l’Italia difficilmente otterrà la sua estradizione.

In Italia

In Italia l’estradizione è disciplinata da varie fonti di rango differente:

  1. Trattati ratificati dall’Italia;
  2. Costituzione;
  3. Leggi ordinarie previste dal codice penale (art. 13) e dal codice di procedura penale (artt. 696-722);
  4. Mandato d’arresto europeo a livello comunitario che disciplina le procedure di consegna di individui che si trovano in nazioni europee (Legge n. 69/2005).

Per reati penali

Affinché l’individuo possa essere estradato, è necessario che il reato sia considerato tale non solo in Italia, ma anche nel Paese che attualmente lo ospita.

Per reati fiscali

Affinché l’individuo possa essere estradato, anche per i reati fiscali è necessario che il reato sia considerato tale non solo in Italia, ma anche nel Paese che attualmente lo ospita. Nell’anno 2014, emblematico fu il caso di un cinquantenne italiano residente in Svizzera su cui pendeva un mandato di cattura internazionale per una milionaria frode fiscale. Arrestato in Liechtenstein, era stato scarcerato dopo soli due giorni, in quanto nel Liechtenstein non era considerato reato.

Per reati politici

Gli articoli 10 e 26 della Costituzione non concedono l’estradizione per i reati politici. L’esclusione vale sia per i cittadini italiani che stranieri presenti: l’Italia non consegna un individuo a un altro stato se costui è accusato o condannato per reati politici.

Paesi senza

Risulta curioso che alcune azioni siano dei reati in alcuni Paesi e in altri no. E questo è spesso un escamotage per gli italiani che hanno commesso degli illeciti in Italia e che decidono di fuggire all’estero, dove quell’azione non rappresenta assolutamente un reato. Non solo, ci sono dei Paesi che non hanno stipulato con l’Italia alcun accordo ai fini dell’estradizione, né tanto meno hanno ratificato forme di cooperazione internazionale.

Elenco

Ecco i Paesi per i quali non è ammessa l’estradizione per l’Italia:

  1. Repubblica di Capo Verde;
  2. Repubblica di Namibia;
  3. Jamaica;
  4. Nepal;
  5. Isole Seychelles;
  6. UAE;
  7. Belize;
  8. Madagascar;
  9. Cambogia;
  10. Stato federale della Grande Malesia.

L’elenco tra l’altro non è esaustivo, perché oltre a questi Paesi che non hanno proprio stipulato accordi con l’Italia, ci sono tutti gli altri dove alcuni reati, soprattutto quelli fiscali, non sono considerati reato e per i quali non è prevista l’estradizione se richiesta dall’Italia.

L’Italia persegue una politica volta a raggiungere accordi sempre con più stati, per cui controlla il sito del Ministero della Giustizia per verificare l’esatto e completo elenco dei Paesi che hanno ratificato degli accordi e quelli che invece sono ancora esclusi.

Casi di

I casi per i quali l’Italia può chiedere l’estradizione di un cittadino sono due:

  1. Processuale, il soggetto è indagato e l’Italia ne chiede il rientro affinché sia processato;
  2. Esecutiva, quando il soggetto ha già ricevuto la condanna e quindi l’Italia ne chiede il rientro perché sconti la pena prevista.

Passiva

Si dice estradizione passiva quando un Paese estero presenta domanda all’Italia che sia consegnato un cittadino, italiano o straniero.

Come funziona

La procedura inizia da parte del Paese estero, con una domanda di estradizione rivolta al Ministro della Giustizia. A questo punto il ministero innanzitutto controlla che:

  • Non si tratti di reati politici (in questo caso infatti l’estradizione è vietata dagli articoli 10 2 26 della Costituzione);
  • L’estradizione sia prevista da Convenzioni internazionali (art. 26 della Costituzione).

A questo punto la domanda passa alla Corte d’Appello, che concede o meno l’estradizione (cosiddetta “garanzia giurisdizionale) secondo il procedimento stabilito dall’art. 704 c.p.p.. Inoltre verifica se il soggetto è sottoposto già in Italia a un procedimento, per lo stesso atto per cui si chiede l’estradizione (in tal caso l’estradizione può non essere concessa). La Corte d’Appello emette quindi una sentenza, che può essere impugnata in Cassazione (art. 706 c.p.p).

Attenzione

La decisione della Corte d’Appello non è vincolante per il Ministero della Giustizia, che può comunque non concederla.

Misure provvisorie

Durante il procedimento per l’estradizione e fino alla consegna del cittadino, lo stato italiano può disporne l’arresto o altre misure cautelari. Il cittadino ha diritto a farsi assistere da un avvocato per tutto il procedimento.

Attiva

Esistono due tipologie di estradizione: attiva e passiva. Vediamo insieme le differenze tra estradizione passiva e attiva:

  • Estradizione attiva: uno stato chiede a un altro il rientro di una persona. In tal caso quindi lo stato si attiva per rimpatriare il soggetto;
  • Estradizione passiva: uno stato riceve una richiesta di rimpatrio, quindi c’è un altro stato che gli sta chiedendo di consegnare una persone.

Dunque possiamo dire che all’interno di un procedimento di estradizione, c’è sempre una parte attiva (ossia lo stato che la chiede) e una parte passiva (ossia lo stato che riceve la richiesta di estradizione).

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