Il fermo amministrativo è una procedura attivata dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) volta a bloccare la tua auto: il motivo è un tuo debito con le amministrazioni statali. La tua macchina diventa una sorta di garanzia per il pagamento di quanto da te dovuto.

In questa guida completa sul fermo amministrativo auto ti spiego cos’è e come funziona, l’importo minimo e massimo del debito per cui l’Agenzia può chiedere il fermo, come verificarne l’esistenza, cosa si può fare in caso di fermo (se puoi circolare, vendere l’auto o rottamarla) ed infine come chiederne la cancellazione.

Cos’è e come funziona

Cosa vuol dire

Il fermo amministrativo è il blocco dell’auto, disposto da Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) tramite apposito atto, a causa del mancato pagamento di un tuo debito verso un ente statale (INPS, Agenzia delle Entrate, Polizia stradale, ecc.). Se quindi per esempio non hai pagato una multa, oppure non hai pagato una tassa (IVA, IRPEF, bollo auto, ecc.) l’Agenzia delle Entrate – Riscossione può ordinare il blocco della tua auto.

È un modo per farti capire che “fanno sul serio” e quindi indurti a pagare il tuo debito. Se non paghi infatti, il fermo si trasforma in qualcosa di pi pesante: possono mettere in vendita la tua auto (tramite asta) e, dal ricavato, riscuotere i crediti vantati.

Importo

Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia), può disporre il fermo amministrativo dell’auto se il tuo debito raggiunge questi importi minimi e massimi:

  • Importo minimo 800 euro e massimo 2.000 euro -> può disporre il fermo solo su un’autovettura;
  • Importo minimo 2.000 euro e massimo 10.000 euro -> può disporre il fermo fino a 10 autovetture;
  • Superati i 10.000 euro -> può disporre il fermo su tutte le tue autovetture.

Attenzione

Gli importi di cui sopra sono solo indicativi del numero di auto che l’Agenzia può fermare, ma non significa che per iscrivere un fermo, occorra un debito minimo di 800 euro: può disporlo anche per importi più bassi. Non esiste quindi un vero e proprio limite minimo!

Condizione necessaria

Se il tuo debito è inferiore a 2.000 euro, prima di disporre il fermo, l’Agenzia deve inviarti almeno due solleciti di pagamento via posta. Se non ti invia i solleciti e procede direttamente con il fermo, puoi impugnarlo e farlo togliere!

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione prima di procedere con il fermo, ti invia un preavviso, appunto per avvisarti che, se entro 30 giorni non provvedi a saldare i tuoi debiti, disporrà il fermo amministrativo. Il preavviso deve indicare i seguenti dati:

  • Il debito che non hai pagato (multa, tassa specifica);
  • L’importo e l’anno di riferimento;
  • Gli interessi di mora e le spese sostenute dall’Agenzia per avviare il procedimento;
  • Il numero identificativo della cartella esattoriale e la prova della notifica.

Attenzione: preavviso non notificato

Se non ricevi il preavviso, un eventuale fermo non è valido! Esso è infatti essenziale ai fini del fermo. Se viene disposto il fermo senza che tu abbia ricevuto alcun preavviso, puoi impugnarlo e farlo togliere!

Come verificare

Come viene comunicato

Prima di tutto devi sapere una cosa importantissima: Agenzia delle Entrate – Riscossione (ex Equitalia) non è tenuta a comunicarti il fermo amministrativo e quindi tu non puoi giustificati dicendo di non sapere di averlo. È tenuta a inviarti il preavviso di fermo, una lettera che ti invita a pagare il tuo debito entro 30 giorni, ma se tu non paghi e decide di procedere, non è tenuta ad avvisarti. Se comunque hai ricevuto un preavviso di fermo e non hai pagato, è molto probabile che lo abbia disposto.

Per saperlo con certezza, hai due possibilità:

  1. Chiedere una visura al PRA, puoi recarti di persona presso uno degli uffici provinciali ACI, oppure farla direttamente dal tuo pc usando il servizio ACI online. La visura non è gratis: ha un costo di 6 euro, quindi comunque molto irrisorio.
  2. Rivolgerti a un’agenzia di pratiche automobilistiche. In questo caso, oltre ai 6 euro, dovrai pagare anche il costo del servizio applicato dall’agenzia, di solito intorno ai 20 euro.

Gratis

Non è possibile effettuare una verifica gratis e guardati bene da coloro che ti promettono di farti sapere gratis se il tuo veicolo è sottoposto a fermo: la visura si paga sempre e il costo è pari a 6 euro, non si sfugge.

Non si può circolare

In caso di fermo amministrativo, non si può circolare con quella macchina: né tu né altre persone potete usarla. Il fermo è disposto proprio a questo scopo: per bloccare la macchina e crearti un disagio, affinché tu ti decida a pagare il tuo debito.

Cosa succede se circoli con il fermo

Se circoli con un’auto sottoposta a fermo, rischi che, se ti fermano le autorità (polizia, carabinieri, vigili) e si accorgono che quell’auto è sottoposta a fermo, ti faranno una multa che va da un minimo di 731 euro a un massimo di 3.111 euro. Inoltre trasmetteranno una comunicazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che provvederà a pignorarti l’auto, per sempre.

Vendere con fermo

La legge vieta la circolazione all’autovettura sottoposta a fermo, ma non c’è alcuna norma che vieti la sua vendita. Un’auto sottoposta a fermo quindi, si può vendere. Tuttavia, una volta venduta, quella macchina continua a essere sottoposta a fermo e non può circolare. Ciò significa che, anche se diventa di un’altra persona che non ha alcun debito con l’Agenzia delle Entrate, il fermo continua a persistere.

Per questo è molto importante che, se si decide di vendere un’auto sottoposta a fermo, si avvisi il potenziale venditore: meglio dire la verità. anche perché il venditore può tranquillamente fare una visura al PRA e vedere che c’è un fermo.

Non avvisare il venditore è una pratica quantomeno scorretta. Egli infatti, una volta scoperto il fermo, può contattare il venditore e chiedere:

  1. La risoluzione del contratto, quindi la restituzione dei soldi pagati;
  2. Una riduzione del prezzo di vendita, in modo da pagare il debito e quindi sbloccare il fermo;
  3. Il risarcimento del danno provocato, se riesce a darne prova.

Demolizione

Non puoi rottamare un’autovettura sottoposta a fermo. Quella macchina rappresenta una garanzia per il tuo creditore (che in questo caso è l’Agenzia delle Entrate) e demolendola commetteresti un illecito: toglieresti allo stato la garanzia che ha per riscuotere il denaro che gli spetta.

Se vuoi demolire la tua auto quindi, devi saldare il tuo debito. Dopo aver pagato, entro circa 30 giorni riceverai un documento dell’Agenzia delle Entrate che conferma di aver ricevuto il pagamento del debito.

Auto distrutta

C’è però un caso in cui, è possibile demolire l’auto anche se è sottoposta a fermo. Se essa viene distrutta, bruciata oppure derubata di alcune parti essenziali per la sua utilità, allora essa non ha più alcun valore e il fermo non ha ragione di esistere su una macchina che ha zero valore.

Se la tua macchina ha perso valore quindi, puoi inviare una richiesta scritta all’autorità (individuata dal PRA) e comunicare che l’auto non vale più nulla. La macchina quindi sarà sottoposta a un controllo e, nel caso, il fermo sarà eliminato. A quel punto potrai demolirla.

Cointestata

Se la tua auto è cointestata, l’Agenzia delle Entrate – Riscossione non può disporre il fermo amministrativo. Può farlo solo se entrambi siete debitori, ma se solo tu sei debitore nei confronti dello stato, allora quell’auto non può essere bloccata on fermo (CTP Macerata n. 181/2007).

L’auto cointestata, può comunque essere sequestrata e persino confiscata (perdi completamente la proprietà) in situazioni gravi, per esempio in caso di:

  • Guida in stato di ebrezza;
  • L’auto è stata usata per compiere un atto illecito;
  • I documenti assicurativi erano falsi.

Cancellazione

Dopo aver pagato il tuo debito, puoi chiedere la cancellazione del fermo. Per farlo, devi recarti presso un ufficio provinciale PRA e consegnare:

  • Il certificato rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, che attesta che hai pagato il debito (funziona quindi come una liberatoria);
  • Il certificato di proprietà, sul quale devi compilare la nota di richiesta;
  • Il modello NP3 (solo se non hai il certificato di proprietà).

Costo

Per la cancellazione del fermo, devi pagare:

  • 32 euro se possiedi il Certificato di proprietà;
  • 48 euro se, non avendo il certificato di proprietà, devi usare il modello NP3.

Una volta accettata la richiesta, il PRA ti rilascia un nuovo certificato di proprietà.

Newsletter

Ricevi gratuitamente le nuove guide di economia e di finanza di Soldioggi.it direttamente al tuo indirizzo email.

Dichiaro di aver letto e accettato le condizioni dell'informativa della privacy