Lo stato italiano funziona attraverso vari organi, ognuno dei quali ha compiti ben precisi da assolvere nell’interesse del Paese e dei cittadini. I tre organi principali in materia politica, sono sicuramente il Presidente della Repubblica, il Parlamento e infine il Governo.

In questa guida completa sul Governo ti spiego cos’è e cosa fa, qual è la sua composizione, come si forma, come sono eletti i membri del Consiglio dei Ministri e il Presidente, qual è la procedura di nomina, infine compiti e funzioni di questo organo.

Cos’è e cosa fa

Il governo è un’organo statale, composto da Presidente del consiglio e ministri. Esso rappresenta la maggioranza in Parlamento. Praticamente, quando ci sono le elezioni, la coalizione (ossia il gruppo politico) che ottiene la maggioranza, ha il compito di formare il nuovo governo: significa che i ministri saranno scelti tra la coalizione vincitrice e dalla coalizione vincitrice. Spieghiamo meglio con un esempio.

Esempio

Supponiamo che la coalizione di destra vinca le elezioni politiche. Significa che la maggior parte dei seggi (poltrone) del parlamento, va appunto alla coalizione di destra. Quest’ultima (la coalizione di destra), ha anche il compito di formare il nuovo governo, quindi di decidere quali persone faranno i ministri. I leader dei partiti della coalizione dunque, si incontrano e decidono i possibili ministri.

Proprio così: parliamo di possibili ministri, non certi. Perché la coalizione vincente sceglie i ministri e presenta la lista al Presidente della Repubblica, che poi procede a nominarli, con apposito decreto. Teoricamente dunque, può anche rifiutare qualche nome.

In conclusione, spetta al Presidente della Repubblica la nomina del Presidente del consiglio e dei ministri, su proposta appunto della coalizione vincente.

Composizione

Il governo si compone di due figure:

  1. Presidente del Consiglio dei Ministri, detto anche premier;
  2. Ministri. Ogni ministro è responsabile di un ramo, un settore di competenza del governo: c’è per esempio il Ministro dell’Istruzione, Il Ministro della Sanità, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ognuno di loro prende iniziative e gestisce le tematiche di propria competenza.

Questa, ossia premier e ministri, è l’organizzazione base. Ma il Governo può prevedere anche ulteriori figure:

  • Vice presidente del Consiglio;
  • Ministri senza portafoglio, così chiamati perché appunto non hanno la responsabilità di un ministero. Quindi un ministro senza portafoglio si chiama precisamente così: ministro senza portafoglio e non ministro degli esteri, o ministro della salute, ecc. Semplicemente ministro senza portafoglio;
  • Sottosegretari di stato. Queste figure coadiuvano i ministri nella loro attività, sono degli aiutanti, lavorano insieme al ministro per le competenze che lo riguardano.

Tutte queste figure, partecipano al Consiglio dei Ministri, tranne i sottosegretari (l’unica eccezione è quella del sottosegretario del premier, che partecipa alle sedute del consiglio). Quindi, premier, vice premier, ministri e ministri senza portafoglio, partecipano alle sedute del Consiglio dei ministri, i sottosegretari no (tranne l’eccezione appena citata).

Come si forma

L’articolo 92 della Costituzione, stabilisce come si forma il Governo: “Il presidente della Repubblica nomina Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di costui, i ministri stessi”. Sembrerebbe tutto molto semplice. In realtà la procedura è piuttosto complessa: dopo le elezioni inizia un periodo più o meno lungo di incontri e dialoghi tra partiti, durante i quali la coalizione vincitrice sceglie la rosa di ministri da proporre al Presidente della Repubblica. Ma partiamo dal principio.

Quando ci sono le elezioni politiche, i cittadini sono chiamati a votare, per eleggere i membri del parlamento. Dopo le elezioni, la coalizione vincitrice, ossia il gruppo di partiti che ottiene il maggior numero di voti, va al governo. Quindi, il leader del partito che ha ottenuto maggiori voti, generalmente è la persona che diventa presidente del consiglio.

Elezioni politiche —> Coalizione vincente —> Sceglie la rosa dei candidati ministri da presentare al Presidente della Repubblica

In questa fase, quella del dialogo e degli incontri, possono esserci le cosiddette consultazioni e il mandato esplorativo: tutte azioni che sostanzialmente hanno lo scopo di far incontrare i vari gruppi politici vincenti, per trovare un accordo sui possibili ministri. Il governo quindi, non si forma immediatamente dopo le elezioni: parte un periodo più meno lungo, durante il quale le forze politiche si consultano.

Una volta decisa la rosa di candidati, si presenta al Presidente del Consiglio. Se ci sono delle perplessità, si torna a discutere, a consultarsi. Se il Presidente invece accoglie con favore la lista, si procede alla nomina:

  • Del Presidente del Consiglio, che generalmente è il leader del partito che ha ottenuto più voti alle elezioni;
  • Dei ministri.

Il Presidente nomina queste figure e il Presidente del Consiglio appena nominato firma per accettazione.

La fiducia del Parlamento

Infine, prima di iniziare il suo lavoro, il neo premier e i ministri fanno il loro giuramento e ottengono la fiducia del Parlamento (del Senato e della Camera dei deputati).

Compiti e funzioni

Il governo è l’organo statale con potere esecutivo, ossia quello di far eseguire le leggi approvate dal Parlamento. Facciamo un esempio concreto: il Parlamento decide di approvare un bonus per determinate categorie di lavoratori. Nella legge che lo prevede, indica appunto il bonus e i requisiti per gli aventi diritto.

Il governo, ha il compito di emanare il decreto attuativo, nel quale spiegherà per esempio come richiedere il bonus, quali enti dovranno erogarlo e di affrontare tutti gli altri aspetti concreti.

Funzioni legislative e di indirizzo politico

Il governo però, non ha solo potere esecutivo, ma anche politico, legislativo e di impulso: lo scopo è quello di realizzare gli obiettivi di interesse comune, per lo sviluppo e il benessere del Paese. Può infatti presentare al Parlamento i disegni di legge, volti a realizzare il suo programma.

Non solo, in particolari casi può emanare dei decreti aventi forza di legge. Nello specifico:

  • Decreti legislativi, quando è lo stesso Parlamento a delegare il potere legislativo, per determinati e particolari settori;
  • Decreti legge, quando l’iniziativa legislativa parte dal governo stesso (quindi senza delega del Parlamento). I decreti legge sono possibili nei casi di particolare gravità e urgenza, quando occorre legiferare velocemente su un tema, senza dover attendere i tempi legislativi e la prassi del Parlamento.