I contributi INPS sono una parte fondamentale del tuo lavoro: sono innanzitutto obbligatori da versare, che tu sia un imprenditore, un libero professionista, un imprenditore titolare di ditta individuale o un imprenditore agricolo. Ma soprattutto ti danno il diritto alla pensione e alle altre prestazioni assistenziali per i lavoratori.

In questa guida completa sull’imponibile previdenziale ti spiego cos’è e come funziona, cosa comprende, dove lo trovi sulla busta paga e sul CUD, come si calcola e ti fornisco un esempio concreto, quando si dice negativo e perché, cosa fare in caso di partita IVA oppure in caso di cumulo con altri redditi e infine qual è la differenza tra imponibile previdenziale e fiscale.

Cos’è e come funziona

Cosa significa. L’imponibile previdenziale o imponibile pensionistico, è la parte di reddito su cui si calcolano i contributi INPS. Ti faccio un esempio: le tasse come sai le paghi non sul tuo reddito completo, ma solo su una parte di esso, chiamata appunto imponibile fiscale. Lo stesso avviene per i contributi INPS: non li paghi su tutto il tuo reddito ma solo su una parte.

Esempio

Retribuzione imponibile ai fini IRPEF. Hai un lavoro da dipendente che prevede un reddito annuo lordo (RAL) di 30.000 euro. Il tuo datore di lavoro calcola ogni mese i contributi, e non li calcola su 30.000 euro ma su un importo inferiore perché ci sono delle somme non soggette a contributi INPS.

Non stiamo parlando ci cifre estremamente riduttive, ma diciamo che al posto di calcolare i contributi su 30.000, li calcola su circa 26.000 euro. In questo modo a te in busta paga rimane un importo maggiore rispetto a quanto ti rimarrebbe se li avesse calcolati sul reddito lordo.

Dove lo trovo

Puoi trovare l’imponibile previdenziale in:

  1. Busta paga; sul cedolino lavorativo puoi conoscere il reddito imponibile previdenziale e i contributi INPS versati;
  2. CUD, ogni anno il datore di lavoro ti rilascia questa certificazione che attesta tutte le ritenute operate, tasse e contributi applicati al tuo stipendio.

In busta paga

Sul tuo cedolino mensile puoi leggere l’imponibile previdenziale su base mensile, ossia su quale somma il tuo datore di lavoro calcola i contributi INPS. Di solito si trova in una casella in basso e trovi scritto proprio Impon. Prev. oppure per intero Imponibile Previdenziale.

CUD

Ogni anno il tuo datore ti rilascia la Certificazione Unica (CU), nella quale trovi il tuo reddito annuo lordo e tutte le tasse che l’azienda ha versato all’Agenzia delle Entrate per tuo nome e conto. Trovi anche l’imponibile previdenziale e tutti i contributi INPS pagati. Trovi la voce Imponibile Previdenziale nell’ultima pagina del CUD.

Cosa comprende

Il datore di lavoro calcola l’imponibile previdenziale sulla somma di queste voci (presenti in busta paga):

  • Paga base;
  • Contingenza e EDR;
  • Scatti di anzianità;
  • Lavoro straordinario e superminimo;
  • Provvigioni;
  • Partecipazione agli utili aziendali;
  • Patto di non concorrenza,
  • Somme ricevute durante le assenze dal lavoro che la legge tutela;
  • Compensi in natura.

Non sono assoggettati a contributi INPS e quindi non rientrano nel calcolo dell’imponibile previdenziale le seguenti voci:

  • TFR;
  • Somme ricevute per risarcimento danni;
  • Contributi versati a forme pensionistiche private.
  • Non rientrano nemmeno le seguenti voci figurative: Malattia c/Inps; Maternità c/Inps; assenza per donazione di sangue; ANF (assegni al nucleo familiare). Questi soldi infatti te li ha pagati l’INPS e quindi non vanno calcolati contributi su erogazioni già INPS.

Come si calcola

Vediamo come si calcola l’imponibile previdenziale:

  1. In busta paga;
  2. Sul CUD.

Come si calcola l’imponibile previdenziale in busta paga

In busta paga, trovi l’imponibile previdenziale solitamente in una sezione in basso, denominata Impon. Prev. oppure proprio Imponibile Previdenziale. L’importo che trovi è il risultato della somma di tutte le voci che trovi nell’elenco Competenze (che ti ho elencato nel paragrafo precedente), ad esclusione appunto delle somme relative a TFR, risarcimento danni, previdenza complementare e le voci figurative INPS.

Su questa somma il datore di lavoro applica una percentuale e il risultato lo versa all’INPS. La percentuale di contributi INPS a carico del datore di lavoro ammonta al 32,7%.

C’è da precisare una nota importante: sulla busta paga puoi leggere l’imponibile previdenziale, ma non ci sono i contributi che il tuo datore versa all’INPS. Non sono indicati! In busta paga trovi solo i contributi INPS a tuo carico, ossia quelli che il datore di lavoro trattiene dalla tua busta paga e li versa all’INPS.

Infatti, all’INPS i contributi non li paga solo il tuo datore di lavoro, ma anche tu. L’azienda ogni mese calcola l’imponibile previdenziale e quindi i contributi a suo carico e li versa all’INPS (ma non li indica in busta paga). Calcola anche i contributi a tuo carico, che scarica direttamente dalla tua busta paga e li versa all’INPS per tuo nome e conto. I contributi versati da te li trovi in busta paga, nella casella Contributi.

La percentuale di contributi a tuo carico è pari a:

  • 5,84% dell’imponibile INPS se sei un apprendista;
  • 9,19% se sei altro tipo di lavoratore (in alcuni casi la percentuale sale al 9,49%).

Ricapitolando, all’INPS pagate i contributi sia tu che il tuo datore di lavoro:

  • Il tuo datore di lavoro paga una percentuale di contributi calcolata sull’imponibile previdenziale pari al 32,7%:
  • Tu paghi una percentuale pari al 9,19% (5,84% se sei apprendista e 9,49 solo in altri specifici casi).

Esempio

Supponiamo che sulla tua busta paga, alla voce Imponibile previdenziale trovi un importo pari a 20.000 euro. In questo caso:

  1. Il tuo datore di lavoro, versa a suo carico (quindi non li trattiene dalla tua busta paga) il 32,70% di 20 mila, ossia 6.540 euro e li paga all’INPS;
  2. Sempre il datore di lavoro calcola anche i contributi a tuo carico, pari al 9,19% ossia 1.838 euro. Questi li scala dalla tua busta paga e li versa all’INPS.

I contributi versati dal tuo datore di lavoro a suo carico non li vedi in busta paga, mentre quelli a tuo carico li vedi nella casella Contributi.

Differenza con fiscale

Imponibile fiscale e imponibile previdenziale sono due cose completamente diverse:

  • L’imponibile previdenziale è la somma su cui si calcolano i contributi da versare all’INPS. Una parte sono a carico dell’azienda per cui lavori (aliquota pari al 32,70%), un’altra parte è a tuo carico (9,19%);
  • L’imponibile fiscale invece è la somma su cui si calcolano le tasse, ossia l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali.

Inoltre, la somma calcolata sull’imponibile previdenziale rappresenta i contributi e quindi l’azienda li versa all’INPS a tuo nome. La somma calcolata sull’imponibile fiscale invece rappresenta le tasse che l’azienda versa all’Agenzia delle Entrate, sempre a tuo nome.

Negativo

Così come avviene per le tasse, può succedere che anche con l’INPS ci siano dei conguagli contributivi. In tal caso può succedere di avere un imponibile previdenziale negativo. Può accedere per esempio quando si calcola l’importo esatto di fringe benfit, oppure di elementi variabili del reddito.

Il datore di lavoro può effettuare le operazioni di conguaglio attraverso:

  • Il flusso UniEmens;
  • Con la denuncia periodica.

Cumulo

I redditi da lavoro dipendente non fanno cumulo con i redditi da Collaborazione coordinata e continuativa. Se quindi un anno hai ricevuto sia redditi da lavoro dipendente e sia redditi derivanti da Co.Co.Co, questi ultimi non si cumulano al reddito da dipendente e quindi se per esempio la somma supera il massimale, comunque i contributi sono dovuti perché sono due contribuzioni e gestioni diverse.

Quindi, se per esempio il massimale su cui versare contributi è 100.123 euro, quest’anno hai ottenuto 95.000 euro di redditi da lavoro subordinato e 15.000 euro da Co.Co.Co per un totale di 110.000 euro, devi pagare i contributi su tutti questi 110.000 euro: su 95.000 euro paghi la contribuzione per i lavoratori dipendenti, sui 15.000 euro la contribuzione affluente alla Gestione Separata INPS.

Partita IVA

Un lavoratore dipendente ha meno preoccupazioni rispetto a un libero professionista o a un imprenditore: i contributi li calcola e li versa il datore di lavoro. Nel caso di lavoratori autonomi e ditte individuali invece, li deve versare direttamente il contribuente.

Se lavori per conto tuo devi pagare i contributi previdenziali secondo modalità e scadenze previste dalla tua categoria:

Se hai la partita IVA, devi versare i contributi anche se sei in regime forfettario. Essere in regime forfettario infatti non attiva nessuno sconto sui contributi INPS.

Come non pagare i contributi INPS

Se sei un lavoratore autonomo, c’è un modo per non pagare i contributi INPS: se hai un lavoro dipendente full time, allora puoi non pagarli. In questo caso infatti, essendo full time, il tuo lavoro dipendente è prevalente rispetto a quello autonomo e quindi all’INPS basta che tu sia “coperto” almeno da una gestione. Iscriverti all’INPS anche per gli autonomo è facoltativo.

Attenzione

Lo stesso discorso non vale in caso di lavoro dipendente part time.

Se hai già la partita IVA e trovi anche un lavoro full time da dipendente, puoi recarti all’INPS, dichiarare che hai un lavoro da dipendente full time e chiedere la cancellazione dalla cassa previdenziale di appartenenza.

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