L’emergenza coronavirus ha costretto le imprese italiane a osservare delle rigide regole per il contenimento dei contagi da COVID 19: mascherine, guanti, gel igienizzante, sono solo alcuni dei dispositivi di protezione individuale necessari per molte attività. Non solo quelle a contatto con il pubblico, ma anche quelle che hanno pochi contatti con il pubblico.

In questa guida completa sull’iniziativa Impresa Sicura DPI, ti spiego cosa prevede questa misura gestita dall’agenzia Invitalia, come ottenere il rimborso spese DPI, cosa prevede il bando di domanda, i requisiti di accesso delle imprese, come prenotare il rimborso e infine come funzionano le graduatorie.

Invitalia

Il governo ha lanciato un’iniziativa volta a rimborsare tutte le imprese che hanno sostenuto costo per l’acquisto di DPI (dispositivi di protezione individuale). L’emergenza coronavirus ha infatti stravolto l’organizzazione, la gestione, i rapporti interni ed esterni delle imprese: i dispositivi di protezione sono divenuti indispensabili.

L’iniziativa si chiama Impresa Sicura ed è gestita dall’agenzia Invitalia. Il rimborso spettante è par al 100% dell’importo speso (escluse IVA e tasse) e fino a un massimo di 150 mila euro a impresa e 500 euro per addetto.

Quindi, al momento della domanda, devi indicare la somma spesa per DPI e quanti addetti ci sono in azienda: si divide la somma spesa per il numero di addetti e si verifica se supera i 500 euro a persona.

Esempio

Supponiamo che tu abbia speso 2.000 euro per i DPI e nella tua azienda ci sono 3 addetti. Devi fare 2.000 / 3 = 666,66 euro. Hai speso più di 500 euro ad addetto: Invitalia ti rimborsa solo 1.500 euro, ossia 500 euro ad addetto (500 x 3). Non ti rimborsa i restanti 166,66 ad addetto.

Inoltre, per avere diritto al rimborso, devi aver speso almeno 500 euro in DPI, anche su più fatture. Se per esempio hai una fattura da 300 euro, una da 50, una da 150, allora hai speso almeno 500 euro in totale e hai diritto al rimborso. Ma se il totale della spesa è inferiore a 500 euro non ti spetta alcun rimborso da parte di Invitalia.

Bando

Il bando prevede il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di DPI, purché la tua impresa abbia i seguenti requisiti:

  1. Regolare iscrizione al Registro Imprese (sezione ordinaria o speciale). Non spetta invece alle imprese semplicemente iscritte al REA (associazioni non profit, ecc.);
  2. Sede primaria o secondaria in Italia;
  3. L’azienda non è in liquidazione, fallimento, ecc.;
  4. L’azienda ha acquistato DPI a partire dal 17 marzo 2020. La spesa è documentata da scontrino/fattura intestata all’impresa e la somma pagata con mezzi tracciabili intestati sempre all’azienda. Se hai comprato DPI prima di questa data, non ti spetta il rimborso previsto da questa iniziativa.

Domanda

La domanda per ottenere il rimborso si articola in 3 fasi:

  • FASE 1: prenotazione del rimborso, ottenimento di un codice identificativo della richiesta. Questo codice lo devi conservare perché ti serve nelle fasi successive;
  • FASE 2: Invitalia pubblica l’elenco delle prenotazioni ricevute;
  • FASE 3: formalizzazione della domanda.

Vediamo come fare passo per passo.

Prenotazione

La domanda si articola in varie fasi. Ecco come fare per ottenere il rimborso:

  • FASE 1: prenotazione rimborso. Prima di tutto devi prenotare il rimborso della spesa, tramite la pagina Prenotazione Invitalia. Devi solo inserire i tuoi dati, quelli dell’impresa e l’importo speso. Invitalia ti assegna un codice relativo alla tua prenotazione, conservarlo.
  • FASE 2: lista delle prenotazioni ricevute. A partire dal 18 maggio ed entro il 21 maggio, alla pagina Invitalia Emergenza trovi l’elenco completo di tutte le prenotazioni ricevute. Controlla che sia presente anche la tua, facendo riferimento al codice che il sito ti ha rilasciato in fase di prenotazione.
  • FASE 3: presentazione domanda. Dal 26 maggio all’11 giugno devi formalizzare la tua richiesta di rimborso, tramite la pagina Invitalia Emergenza Coronavirus. Devi compilare il modulo di domanda e allegare fatture/scontrini per le spese sostenute in DPI. Per loggarti al sito serve la CNS e una PEC iscritta al registro delle Imprese. Se non possiedi alcuni di questi dati, puoi far formalizzare la domanda a un CAF o al tuo commercialista. Entro il 21 giugno, il sito pubblica la lista delle domande di rimborso accolte e rigettate, dopodiché ti eroga il denaro spettante sul conto corrente indicato in fase di domanda.

Graduatorie

Le graduatorie non dipendono da particolari requisiti della tua azienda. Non ci sono aziende che hanno più diritto e altre che ne hanno meno diritto. Semplicemente Invitalia stila una graduatoria in base all’ordine temporale di arrivo delle domande.

Il governo ha stanziato 50 milioni di euro per i rimborsi e questi spettano fino a esaurimento dei fondi. Ciò significa che è bene affrettarsi a presentare domanda, perché se i fondi finiscono non ti spetta più nulla.

50 milioni di euro sono una somma abbastanza importante, ma altrettanto alto è il numero delle imprese che hanno dovuto adeguarsi alle norme per la sicurezza di dipendenti e clienti e che quindi hanno dovuto investire in PDI.

Rimborsabili al 100

Hai diritto al rimborso del 100% della spesa sostenuta per l’acquisto di DPI, ad esclusione delle tasse pagate. Quindi se per esempio il totale delle fatture per DPI ammonta a 1.000 euro, di cui:

  • 750 euro di prodotti;
  • 250 euro tra IVA e tasse.

Allora hai diritto a un rimborso pari a 750 euro. Il 100% infatti si riferisci all’importo speso per il dispositivo, lo stato non rimborsa le tasse pagate.

È molto importante sottolineare che hai diritto al rimborso solo se hai sostenuto una spesa totale di almeno 500 euro in DPI. Se per esempio hai speso 499 euro, non hai diritto ad alcun rimborso.

Inoltre Impresa Sicura rimborsa un massimo di 500 euro per lavoratore. Quindi se per esempio spendi più di questo importo, Invitalia ti rimborsa massimo 500 euro, non di più.

I dispositivi di protezione individuale sono molto importanti al fine di limitare i rischi di contagio. Il governo ha ritenuto indispensabile chiudere scuole e molte attività del nostro tessuto economico. Alla riapertura, bisogna però rispettare determinate regole di sicurezza, così come le hanno rispettate anche le aziende che sono rimaste aperte in fase 1.

Questo aiuto rappresenta sicuramente una nota interessante, considerando che la spesa per mascherine, guanti, disinfettanti e quant’altro, è stata improvvisa e non proprio economica. I prezzi di tali dispositivi sono saliti alle stelle, e le imprese hanno dovuto cercare di rifornirsi nonostante tutto.