Ogni mese l’INPS – Istituto Nazionale Previdenza Sociale, provvede al pagamento della pensione da lavoro, della pensione di invalidità, dell’indennità di accompagnamento e di tutte le altre prestazioni con cadenza mensile. L’accredito avviene solitamente in posta oppure in banca: trovi il denaro direttamente sul tuo conto oppure puoi andare a ritirarlo in contanti se possibile.

In questa guida completa sul pagamento pensioni INPS ti fornisco il calendario con le date dei versamenti mese per mese, per tutto il 2020, sia per gli accrediti su Poste Italiane che presso tutte le altre banche. In questo modo puoi sapere da che data è disponibile la tua pensione.

INPS

Se sei un pensionato, ogni mese l’INPS ti invia l’assegno mensile. L’ente che si occupa del pagamento delle pensione è l’INPS, tranne per le casse specifiche di alcuni professionisti: per gli avvocati c’è la Cassa Forense, per i medici c’è l’ENPAM e così via.

Ogni anno, verso la prima metà di dicembre, l’INPS pubblica una circolare in cui comunica i pagamenti per tutto l’anno successivo. Con la circolare numero 148/2020 ha comunicato i pagamenti per tutto il 2021. Vediamoli insieme.

Siccome i giorni di pagamento cambiano a seconda che tu abbia l’accredito in posta o in banca, abbiamo creato un calendario ognuno.

Poste Italiane

Ecco di seguito il calendario dei pagamenti 2021 previsto se ricevi la pensione presso Poste Italiane:

Calendario date pagamento pensioni
MeseData
Gennaio4 gennaio (Poste)
Febbraio1 febbraio (Poste)
Marzo1 marzo (Poste)
Aprile1 aprile (Poste)
Maggio3 maggio (Poste)
Giugno1 giugno (Poste)
Luglio1 luglio (Poste)
Agosto2 agosto (Poste)
Settembre1 settembre (Poste)
Ottobre1 ottobre (Poste)
Novembre2 novembre (poste)
Dicembre1 dicembre (Poste)

Banche

Ecco di seguito il calendario dei pagamenti 2021 previsto se ricevi la pensione presso una banca:

Calendario date pagamento pensioni
MeseData
Gennaio4 gennaio
Febbraio1 febbraio
Marzo1 marzo
Aprile1 aprile
Maggio3 maggio
Giugno1 giugno
Luglio1 luglio
Agosto2 agosto
Settembre1 settembre
Ottobre1 ottobre
Novembre2 novembre
Dicembre1 dicembre

Calendario

Ogni anno l’INPS, nella prima metà di dicembre pubblica una circolare con cui comunica le giornate di pagamento delle pensioni:

  • Da lavoro;
  • Assegni sociali;
  • Pensioni per invalidi;
  • Accompagnamento;
  • Vitalizi INAIL.

Se ritiri la tua pensione in contanti, sappi che il ritiro in contanti è possibile entro 60 giorni dal primo giorno bancabile del mese di pagamento, quindi se per esempio la pensione di settembre la pagano il 1 settembre, puoi incassarla entro il 29 ottobre.

La pensione può ritirarla il pensionato stesso, oppure una persona di fiducia munita di apposita delega. Purtroppo infatti sono tanti anziani e invalidi che non hanno la possibilità di recarsi in posta, quindi molti provvedono a incaricare un figlio, un parente oppure una persona di fiducia.

Reversibilità

La legge italiana prevede la reversibilità della pensione. In caso di decesso del pensionato quindi, il coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità, una somma di denaro in percentuale alla pensione che prendeva il defunto.

La pensione spetta a partire dal mese successivo a quello della morte del pensionato. Se quindi il pensionato decede a giugno, al superstite la pensione di reversibilità spetta a partire da luglio.

Tale pensione, può essere del 100% rispetto a quanto prendeva il pensionato, oppure di meno.

Se per esempio c’è solo il coniuge superstite, allora gli spetta il 60% di quanto prendeva il defunto. Quindi, supponendo che prendeva 1.000 euro di pensione,il coniuge vivo prenderà 600 euro di reversibilità.

Se ci sono coniuge e un figlio a carico, allora il coniuge prende l’80% di quanto prendeva il defunto. Quindi, supponendo che prendeva 1.000 euro di pensione, il coniuge vivo prenderà 800 euro di reversibilità.

Se ci sono coniuge e almeno due figli a carico, allora il coniuge prende il 100% di quanto prendeva il defunto. Quindi, supponendo che prendeva 1.000 euro di pensione, il coniuge vivo prenderà 1.000 euro di reversibilità.

Se il superstite ha un suo reddito, ha comunque diritto alla pensione di reversibilità ma in misura ridotta. Maggiore è il reddito, minore è l’importo di pensione di reversibilità che riceve.

Pensione indiretta

Se la persona deceduta non era ancora in pensione, ma lavorava e quindi pagava i contributi INPS, il superstite ha diritto alla pensione indiretta, che praticamente sarebbe la pensione di reversibilità dedicata ai superstiti dei deceduti non ancora in pensione.

Hai diritto alla pensione indiretta se il deceduto aveva maturato almeno 15 anni di contributi in tutta la sua vita lavorativa, oppure almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni.

Quindi, supponiamo che il deceduto aveva maturato 4 anni di contributi, poi avuto uno stop lavorativo di 3 anni e poi ripreso a lavorare per altri 11 anni, significa che in tutto ha maturato 15 anni di contributi. Il superstite ha diritto alla pensione indiretta.

Allo stesso modo, se il deceduto non aveva maturato 15 anni di contributi, è sufficiente che avesse maturato almeno 5 anni di contributi e negli ultimi 5 anni ne avesse maturato almeno 3.