Coniugare la vita lavorativa con quella familiare non è sempre facile. Ecco perché il diritto del lavoro viene incontro ai dipendenti prevedendo il part time, ossia una riduzione dell’orario lavorativo rispetto alle classiche 40 ore a settimana, che appunto rappresentano il contratto full time.

In questa guida completa sul part time verticale ti spiego cos’è e il significato di questo termine, qual è lo stipendio previsto, i contributi, la maternità, la malattia, le ferie a cui hai diritto, gli assegni familiari, come funziona il part time verticale ciclico e infine cosa prevede il contratto scuola per i docenti.

Cos’è e significato

Per capire bene il significato di part time verticale, bisogna prima capire qual è quello classico, ossia orizzontale. Il part time classico, orizzontale, è quello in cui lavori tutti i giorni ma solo per poche ore, inferiori a 8. Per esempio lavori tutti i giorni ma solo 5 ore al giorno, per un totale di 20 ore a settimana.

Nel part time verticale invece, queste 20 ore sono distribuite diversamente: lavori tutti i giorni per 8 ore al giorno, per esempio lunedì e martedì lavori 8 ore (16 ore totali) e mercoledì lavori 4 ore (20 ore totali). Giovedì e venerdì non lavori. Dunque il part time verticale è questo: lavorare full time ma solo alcuni giorni a settimana, oppure solo alcuni giorni al mese, oppure un tot di giorni all’anno.

Per esempio, può esserci un part time di 80 ore al mese, dove l’azienda ti chiede di lavorare full time (per 8 ore al giorno) per due settimane al mese. Le altre due settimane non lavori. In conclusione lavoro part time verticale significa lavorare non tutti i giorni, ma solo alcuni giorni e con orario full time.

Stipendio

La paga del contratto part time verticale, non cambia rispetto a chi ha un contratto full time. Spieghiamoci meglio: se hai un contratto part time, la tua paga oraria è la stessa di un tuo collega che ha il full time. Chiaramente il tuo stipendio è più basso perché lavori meno ore, ma la paga oraria è la stessa.

Lo stesso vale per contratto part time verticale e contratto part time orizzontale: i due stipendi non cambiano. La tua retribuzione si basa sul numero di ore: per conoscere la tua busta paga devi solo moltiplicare il numero di ore mensili per la paga oraria.

Esempio

Il tuo contratto considera 80 ore di lavoro al mese e la tua paga oraria è di 13 euro. Il tuo stipendio mensile lordo sarà di 13 x 80 = 1.040 euro lordi.

Come conoscere la paga oraria

Per conoscere la paga oraria devi consultare il tuo CCNL di riferimento: quindi per esempio il CCNL Turismo, il CCNL Metalmeccanici, il CCNL grafici, il CCNL Commercio, ecc. Di solito il CCNL non parla di paga oraria ma di paga base riferita al full time. Calcolare il tuo stipendio comunque, non è difficile: una volta saputa la paga base di un full time, basta riproporzionarla per il tuo contratto part time.

Esempio

Supponiamo che il tuo CCNL per il livello per cui sei assunto consideri 2.000 euro lordi di busta paga per un lavoratore full time di 40 ore a settimana. Se tu lavori solo 20 ore a settimana, il tuo stipendio lordo è pari alla metà, ossia 1.000 euro lordi.

Qui puoi leggere come calcolare la stipendio nel part time.

Contributi

Se lavori con un contratto part time verticale, hai diritto agli stessi contributi previsti per tutti i lavoratori, chiaramente riproporzionati al numero di ore lavorate e al tuo stipendio. È logico che se il tuo stipendio è di 1.000 euro al mese, i tuoi contributi non possono essere uguali a uno che ha 3.000 euro di stipendio, ma vengono riproporzionati: hai diritto a 1/3 dei contributi (essendo appunto 1.000 euro pari a 1/3 di 3.000).

Se hai un lavoro part time verticale in cui lavori ogni settimana, non ci sono altri problemi. Ma se hai un lavoro part time verticale ciclico, probabilmente c’è una domanda che ti assilla: “Siccome lavoro part time verticale, ai fini dell’anzianità retributiva (e quindi non del calcolo dei contributi), i periodi non lavorati contano o non contano?” Facciamo un esempio concreto per meglio capirci.

Ciclico

Prendiamo ad esempio un lavoratore part time verticale ciclico, quindi che lavora solo in estate e in inverno, per un periodo pari a 7 mesi all’anno. Come anzianità contributiva si considerano solo 7 mesi, oppure un anno intero? Ecco la risposta della Corte Suprema di Cassazione Sezione Lavoro (ordinanza n. 8772/2018).

Secondo la Suprema Corte, per i lavoratori part time verticali ciclici (quindi quelli che solitamente fanno un lavoro stagionale), l’INPS deve riconoscere come anzianità contributiva anche i periodi non lavorati, “spalmando” la retribuzione sull’intero periodo. Quindi un lavoratore part time verticale ciclico che lavora solo in estate e inverno, per un periodo totale di 7 mesi all’anno, come anzianità contributiva non matura solo 8 mesi, bensì 12 mesi.

L’INPS deve quindi spalmare i contributi versati nei 7 mesi, su 12 mesi. È chiaro che questo però si ripercuote sull’importo della pensione, perché un conto è aver pagato 2.000 euro di contributi in 7 mesi e un conto se questi 2.000 euro bisogna spalmarli su 12 mesi.

Ciò però è molto importante ai fini dell’anzianità contributiva, perché altrimenti al raggiungimento di una certa età non maturi l’anzianità contributiva per andare in pensione e ti toccherà lavorare ancora per tot anni per raggiungere il minimo di anni di contribuzione.

Suggerimento

Per aumentare l’importo della tua pensione, volendo puoi aumentare la tua contribuzione pensionistica con contributi volontari.

Ferie

Se hai un lavoro part time verticale hai diritto alla stessa quantità di ferie previste per i lavoratori full time. Quindi per conoscere quanti giorni di ferie ti spettano durante l’anno, devi consultare il tuo CCNL di riferimento e leggere l’articolo relativo alle ferie.

Nei CCNL infatti si parla di ferie in generale, senza distinguere tra lavoratori full time e part time, tanto meno tra part time orizzontali e part time verticali: avete diritto allo stesso numero di giorni di ferie all’anno.

Maternità

Se lavori con un part time verticale, hai gli stessi diritti delle donne che lavorano con full time, quindi:

  • 5 mesi di indennità di maternità obbligatoria, con assegno pari all’80% del tuo stipendio;
  • 6 mesi di maternità facoltativa, con assegno pari al 30% del tuo stipendio.

Chiaramente il trattamento economico non è uguale a quello di una lavoratrice full time, ma riproporzionato alle ore lavorate. Quindi se tu ogni mese hai uno stipendio di 700 euro, in maternità obbligatoria prenderai 540 euro (80% di 700 euro) mentre in facoltativa prenderai 210 euro (30% di 700 euro).

Malattia

Anche in caso di malattia hai diritto di essere trattato come i lavoratori full time, sempre in proporzione alle ore lavorate. Se hai un contratto part time verticale ricorda che l’indennità di malattia ti spetta solo per i giorni per cui era previsto lavoro.

Quindi, se per esempio il tuo medico ti mette in malattia da lunedì a domenica, ma tu contrattualmente lavori solo lunedì e martedì, allora l’INPS ti paga la malattia solo per lunedì e martedì, non per i restanti giorni.

Assegni familiari

Per l’assegno al nucleo familiare (ANF), contano le ore lavorate in settimana:

  • Se lavori almeno 24 ore a settimana (che si tratti di part time verticale o orizzontale), hai diritto all’ANF in misura piena;
  • Se invece lavori fino a 23 ore a settimana, hai diritto a un numero di ANF pari alle tue giornate di lavoro. Quindi se in un mese lavori solo 10 giorni, hai diritto a un assegno riproporzionato.

Scuola

Se sei un docente della scuola pubblica, come tutti gli altri lavoratori, in caso di necessità puoi chiedere la trasformazione del tuo contratto da full time a part time. Questo spesso avviene in concomitanza con la nascita di un bimbo: la mamma preferisce stare più tempo col bebè e rinunciare al full time.

A questo link trovi una guida completa ed esaustiva sulla richiesta del part time nelle scuole pubbliche.

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