Il decreto liquidità ha suscitato il tuo interesse? Stai pensando che il prestito garantito dallo stato sia un’opportunità da prendere al volo per far ripartire la tua azienda dalla crisi scatenata dal coronavirus? Oppure fai parte di quella fetta di imprenditori dubbiosi, temi che ci sia qualche insidia nascosta e intendi scovarla?

In questa guida completa sul prestito da 25.000 euro e oltre, dedicato a imprese e professionisti, ho analizzato il decreto liquidità (che in basso puoi scaricare in formato pdf) articolo per articolo, comma per comma, alla ricerca di tutte le risposte alle tue domande: cos’è e come funziona, qual è la reale garanzia offerta dallo stato, condizioni, costi e tasso di interesse, requisiti per accedervi, tempi di attesa, ti fornisco il modulo di richiesta del prestito da consegnare alla banca (in formato Word compilabile e PDF), ti spiego fino a che importo puoi ottenere. Infine, trarremo insieme le conclusioni.

Coronavirus

L’emergenza coronavirus ha costretto il governo a prendere delle posizioni decise: niente uscite di casa se non per motivazioni di prima necessità, negozi chiusi, bar e ristoranti con le serrande abbassate. Il motivo è uno solo e presto detto: contenere i contagi il più possibile.

Oltre alle misure di tipo sanitario, sulle quali non ci soffermeremo in questo post, il governo ha adottato anche delle misure di carattere economico. Che però sembrano non mettere tutti d’accordo. E vi spiegheremo in maniera molto semplice perché, analizzando il testo completo del decreto liquidità articolo per articolo, comma per comma.

Lo conosciamo tutti come il decreto liquidità: stiamo parlando del decreto legge n. 23 del 8 aprile 2020 riguardante, tra l’altro, le “misure urgenti per l’accesso al credito alle imprese”. Di cosa si tratta?

Il premier Conte ha parlato di miliardi di euro pronti a entrare nelle casse delle imprese italiane stremate dalla crisi dovuta dal coronavirus. Vediamo cos’è e come funziona e soprattutto se e quanto veramente potrà aiutare le imprese in difficoltà.

Cos’è e come funziona

Il decreto liquidità del governo Conte, prevede un prestito che va da 25.000 euro e può arrivare anche fino a 5 milioni di euro. Per ottenere il prestito devi rivolgerti a una banca e consegnare l’apposito modulo di richiesta, ma attenzione, non tutte le banche lo concedono, solo quelle che decidono di aderire a questa convenzione statale. Quindi se sei interessato ti conviene chiedere a vari istituti, perché non tutti vi aderiscono.

Il prestito funziona così:

  • Prestito fino a 25000 euro: puoi ottenere il prestito senza istruttoria. Cosa significa “senza istruttoria”? Significa che la banca non ti chiederà i conti della tua azienda (anche perché si presume che a causa dell’emergenza, non vadano proprio a gonfie vele). Questo però non significa che ti concede il prestito come se nulla fosse. Farà le sue indagini, vorrà sapere di cosa si occupa la tua azienda, come sono andati gli anni passati prima della crisi, ecc.
  • Prestito oltre 25000 euro e fino a 5 milioni di euro: in questo caso la banca ti eroga il prestito solo previa istruttoria, quindi solo dopo aver visto i tuoi conti economici e conosciuto nel dettaglio la tua situazione economica e finanziaria. Ciò significa che, se navighi in cattive acque, non è detto che riceverai il prestito. Ma questo prestito non serve proprio ad aiutare chi è in un periodo poco roseo? In teoria sì.

Garanzia Stato

Ora veniamo al nocciolo della questione. La garanzia dello Stato. Praticamente lo stato si fa garante del tuo prestito. Cosa significa garanzia dello stato su un prestito? Molti risponderanno: “che se non riesci a pagare, lo stato pagherà per te! Quindi tu potrai dormire sonni tranquilli, tanto lo stato pagherà per te!”. Stupendo!

E infatti è proprio così: se non riesci a restituire le rate di rimborso del prestito, la banca creditrice è tutelata. È lo stato a pagare il debito al posto tuo! Banca quindi salva dal disastro: ciò che ha prestato, le rientra sicuramente. Non paghi tu, ma paga lo stato. La banca è a posto.

Sappi però, che prestito garantito non significa prestito regalato. Una volta che lo stato inizia a pagare al posto tuo, non significa che per te finisce qui: allo stato quei soldi devono rientrare, non ti ha dato un contributo a fondo perduto. Il debitore rimani sempre e soltanto tu, solo che ora non sei più debitore verso la banca (perché il tuo prestito lo ha ripagato lo stato) ma direttamente verso lo stato italiano.

E i debiti verso lo stato italiano, vanno pagati. Non pensare che lo stato ti abbuoni ciò che sta pagando per te. Immagina se tutti gli imprenditori usufruiscono di questo prestito e poi molti non riescono a pagare: lo stato deve farsi carico di milioni di euro.

Il decreto liquidità non dice che quel prestito, in caso di tua inadempienza, te lo abbuona. Assolutamente no. Dice solo che garantisce per tuo nome e conto, alle banche. Quindi se tu non paghi, la banca sta al sicuro perché è ripagata dallo stato ed evita di protestarti, pignorarti beni, ecc.

Poi però la palla passa allo stato: tu continui a rimanere debitore. Quel prestito che ti ha fatto lo stato rimane tale, non si trasforma certo in contributo a fondo perduto. Non c’è scritto da nessuna parte: mi spiace aver frantumato le tue speranze.

In un modo o nell’altro quel finanziamento devi ripagarlo. E se non ci riesci? Rate, rinvii, probabilmente si farà qualcosa per aiutarti, ma alla fine della fiera, devi comunque pagare. Se nonostante tutto non ce la fai, è chiaro che possono partire sequestri, pignoramenti e tutto ciò che succede quando una persona non paga un debito allo stato.

Garanzia al 100%?

Pensavi che il prestito fosse garantito al 100%? Ti sbagliavi. Vediamo come è articolata la percentuale di garanzia (co. 2 lett. c) art. 1 del D.L. 23/20):

  • Garanzia statale del 100% del finanziamento: solo le PMI (piccolo e medie imprese) e solo se per prestiti fino a 25.000 euro;
  • Garanzia statale del 90% del finanziamento: per le imprese che hanno fino a 4.999 dipendenti e un fatturato non maggiore di 1,5 mld di euro. La percentuale di garanzia può salire al 100%, solo se per il restante 10% l’impresa ottiene la garanzia di Confidi privati (estensione al 100% dedicata solo alle imprese con massimo 499 dipendenti, ricavi fino a 3,2 milioni e per un finanziamento massimo del 25% del fatturato);
  • Garanzia statale del 80% del finanziamento: per le imprese con fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro oppure che hanno alle dipendenze più di 5.000 persone;
  • Garanzia statale del 70% del finanziamento: per le imprese che hanno un fatturato oltre i 5 mld di euro.

Non è quindi prevista sempre una garanzia del 100% al prestito! Le piccole imprese ottengono una garanzia statale del 100%, le altre meno (a meno che intervengano i Confidi privati ad alzare il tiro). Ciò significa che se chiedi 100.000 euro di prestito, su 90/80/70.000 euro c’è la garanzia statale (a seconda dei casi), su 10/20/3.0.000 euro restanti non hai la garanzia statale, quindi rimani tu il debitore verso la banca.

Come ti ho spiegato in alto, in realtà rimani debitore anche per i restanti 70/80/90.000 euro garantiti dallo stato, solo che in caso di tuo inadempimento non sei più debitore verso la banca ma verso lo stato. Quindi se sei in difficoltà con il rimborso del prestito, non è che lo stato te lo abbuona, semplicemente cambia il tuo creditore a cui devi restituirlo: non è più la banca ma lo stato.

Senza Garanzie

Il prestito quindi, la banca te lo emette anche se non sei in grado di fornire garanzie, dopo che tu hai compilato un apposito modulo di domanda. Anche se non hai nessuno che possa garantirti: con il decreto liquidità è lo stesso stato che si fa tuo garante.

La banca quindi è in ogni caso salva: anche se tu dovessi risultare inadempiente, c’è un garante decisamente di spicco pronto a pagare per te. A cui chiaramente dovrai restituire tutto: ripetiamo, non è un contributo a un fondo perduto, è un prestito e come tale va ripagato. Alla banca o allo stato, se quest’ultimo è costretto a pagare la banca per te.

Tasso interesse

E ora veniamo al dunque: questi prestiti agevolati, che tasso di interesse hanno. I prestiti fino a 25.000 euro hanno un tasso abbastanza basso, tra 1,2 e 2%, da restituire entro 6 anni.

Esempio

Prendi in prestito 30.000 euro, devi restituire 5.000 euro all’anno (416,66 euro circa al mese). A cui bisogna aggiungere gli interessi compresi appunto tra 1,2 e 2%, quindi l’importo mensile sarà più alto di 416 euro.

Per le aziende di maggiori dimensioni, nel decreto non è previsto un tasso massimo, né una durata per la restituzione del prestito.

Preammortamento

Come sottolineato decreto liquidità, le imprese possono chiedere anche un preammortamento di 24 mesi (co. 2, lett. a) dell’art. 1 del D.L. 23/20). Quindi il periodo di restituzione può salire fino a 8 anni totali.

La banca ti farà il calcolo esatto della rata mensile e del numero di anni di restituzione del prestito, in modo che tu possa capire se ti conviene veramente e quanto accedere a questi prestiti garantiti.

Requisiti

Ancora non è finita qui: per ottenere il prestito, l’azienda deve possedere particolari requisiti e rispettare determinate regole (non è che ottieni il prestito e poi i soldi li spendi come vuoi). Vediamo un po’ a chi spetta il prestito, quali imprese possono richiederlo (co. 2, art. 1 del D.L. 23/20):

  1. Al 31/12/2019, l’impresa non risultava in difficoltà economica. Praticamente il prestito garantito si pone di aiutare solo le imprese che sono entrate in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus e non quelle che lo erano già da prima.
  2. L’impresa non deve approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020;
  3. L’impresa si impegna a garantire l’occupazione italiana rispettando specifici accordi sindacali;
  4. Il prestito garantito dovrà coprire specifici costi (del personale, investimenti, ecc.) e non altro.
  5. L’impresa si impegna a impiegare il prestito solo in produzioni dislocate in Italia;
  6. Il Ministero dell’Economia e Finanze si riserva il diritto di inserire ulteriori clausole e requisiti nel corso del 2020.

Modulo

Per ottenere il prestito garantito devi consegnare alla banca un apposito modulo richiesta prestito 25000 euro coronavirus, debitamente compilato. Di seguito puoi scaricare il modulo richiesta 25000 euro in formato Word compilabile oppure in formato pdf.

Scarica subito il modulo fac simile compilabile WORD per la richiesta prestito 25000 euro garantito dal governo.

Scarica subito il modulo fac simile PDF per il finanziamento decreto liquidità.

Importo

Quanto si può chiedere di prestito? L’importo del prestito garantito non deve superare il maggiore tra i seguenti elementi:

  • 25% del fatturato del 2019;
  • Il doppio dei costi spesi per il personale nel 2019. Se l’impresa ha iniziato l’attività dopo il 31/12/2018, si prendono in considerazione i costi del personale previsti per i primi 24 mesi, come attestato dal rappresentante legale dell’azienda.

Esempio

Nel 2019 hai avuto:

  • Fatturato di 100.000 euro;
  • Costi del personale pari a 30.000 euro.

Per sapere a che importo massimo hai diritto come prestito devi confrontare 25.000 euro (ossia il 25% di 100.000 euro) con il doppio dei costi del personale, che quindi ammontano a 60.000 euro (30.000 x 2). Il maggiore tra i due importi, ossia tra 25.000 e 60.000 qual è? È 60.000 euro. Quindi hai diritto a un prestito di massimo 60.000 euro.

Imprese

Il prestito garantito dallo stato è dedicato a tutte le imprese che operano sul territorio italiano. Come hai visto però, ci sono dei requisiti e dei limiti da rispettare.

Ricorda inoltre, come ti ho detto, una cosa molto importante: prestito garantito non significa contributo a fondo perduto. Devi comunque pagarlo. Se non riesci a pagarlo, allora lo stato paga per te alla banca, ma devi comunque poi rimborsare lo stato.

Professionisti

Il prestito garantito dallo stato (da richiedere alla banca compilando l’apposito modulo che trovi in alto) è dedicato non solo alle imprese, ma anche a lavoratori autonomi e liberi professionisti che si sono trovati in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus.

Si pensi ad esempio a un biologo nutrizionista, a un dentista, a un professionista che è stato costretto a chiudere lo studio e il cui fatturato si è ridotto irrimediabilmente.

Tempi

Per quanto riguarda i tempi di erogazione del prestito, il governo ha auspicato che la banca faccia tutto nel minor tempo possibile, in modo che le imprese abbiano subito a disposizione il denaro per affrontare il momento di difficoltà.

Tempi precisi purtroppo non ce ne sono: ci vogliono almeno 72 ore a partire dalla consegna della domanda per ottenere il prestito, quindi un tempo di attesa relativamente breve. Ma tali tempistiche possono aumentare in funzione della mole di lavoro della banca.

Conclusioni

Prima di gettarti a capofitto nella richiesta di questo prestito, fatti fare un piano di ammortamento dalla banca e chiedi quali sono effettivamente i costi, tra interessi, commissioni bancarie (se ne applica) e commissioni sulla garanzia.

Eh si, perché il decreto prevede anche delle commissioni annuali sulla garanzia concessa dallo stato. Sono basse, volte a coprire i soli costi di istruttoria, ma prima di firmare qualsiasi cosa chiedi alla banca un rapporto completo. di tutti i costi, in modo da non avere sorprese dopo.

Decreto liquidità

Qui di seguito puoi scaricare il testo completo del decreto liquidità pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in formato pdf:

Scarica subito il testo completo del Decreto Legge n. 23 del 8 aprile 2020 in formato pdf.

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