Quota 100

Il governo targato Lega-M5S guidato da Giuseppe Conte ha introdotto la quota 100, ossia la possibilità di andare in pensione anticipatamente rispetto alla classica pensione: sono sufficienti 62 anni di età e 38 anni di contributi per smettere di lavorare.

In questa guida completa sulla quota 100 ti spiego cos’è e come funziona, quali sono i requisiti per ottenerla, come funziona per i dipendenti privati e per i dipendenti pubblici, quali sono le penalizzazioni previste (quanto si perde) come si calcola (simulazione calcolo), come fare domanda ed infine come funziona il divieto di cumulo, il riscatto di laurea, la tabella e finestra temporale.

Cos’è e come funziona

La quota 100 è la possibilità di andare in pensione a 62 anni, se possiedi almeno 38 anni di contributi (decreto legge n.4/2019 – Capo II art. 14). Si chiama quota 100 proprio perché per andare in pensione la somma tra contributi ed età deve dare almeno 100 (infatti 62 + 38). In pratica quindi, se hai compiuto almeno 62 anni di età e hai almeno 38 anni di contributi, puoi chiedere la pensione anticipata.

Se hai contributi in gestioni differenti, per esempio nella gestione dedicata ai dipendenti e nella Gestione Separata o quella dedicata ai commercianti, puoi anche chiedere il cumulo gratuito, ossia sommare i periodi contributivi di tutte le gestioni in modo da arrivare ad almeno 38 anni ci contributi. Il cumulo si può fare anche se per una gestione non hai raggiunto i requisiti contributivi minimi.

Esempio

Hai maturato 30 anni di contributi alla gestione INPS per i dipendenti e hai anche 2 anni di contributi come commerciante. Anche se questi 2 anni di gestione commerciante da soli non ti danno diritto alla pensione, puoi cumularli ai 30 anni di contributi gestione dipendenti. In questo modo puoi far valere 32 anni di contributi e quindi rientrare nella quota 100.

Requisiti

Il titolo II del Decreto Legge n. 4/2019 parla della quota 100 (il titolo I è dedicato alla carta RdC reddito di cittadinanza) ed elenca i requisiti per averne diritto:

  • Almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi (valgono tutti i tipi di contributi, quindi sono ammessi anche quelli figurativi, da riscatto e volontari);
  • Se hai contributi presso più gestioni, puoi chiedere il cumulo in modo da raggiungere i 38 anni minimi, a meno che tu in una gestione prenda già la pensione;
  • Se vi in pensione con la quota 100, non puoi svolgere lavoro dipendente o autonomo (divieto di cumulo). Dunque fino a quando raggiungi l’età per la pensione di vecchiaia (e quindi la pensione quota 100 si trasforma in pensione di vecchiaia) non puoi lavorare. Nel momento in cui maturi la pensione di vecchiaia, allora puoi riprendere a lavorare. Quello appena detto non vale per le prestazioni occasionali fino a 5.000 euro lordi annui: puoi farle sin da subito, anche appena vai in pensione con la quota 100.

Tabella

Di seguito una tabella che indica le finestre temporali da cui decorre il diritto alla pensione:

Pensioni Quota 100 tabella: regime delle finestre
Tipo di impiegoData maturazione requisiti quota 100
(ossia 62+38)
Apertura della finestra
(ossia data da cui maturi il diritto
alla pensione)
Lavoratori presso impresa privata
o lavoratori autonomi
Entro il 31/12/201801/04/2019
Dal 01/01/2019Dopo 3 mesi dalla maturazione dei requisiti
Dipendenti pubbliciEntro il 29/01/201901/08/019
Dal 30/01/2019Dopo 6 mesi dalla maturazione dei requisiti
Dipendenti della scuolaEntro il 31/12/201901/09/2019

Scuola e insegnanti

Devi presentare la domanda alla tua amministrazione pubblica, con un preavviso minimo di sei mesi. Quindi ti conviene presentare la domanda almeno sei mesi prima del raggiungimento dei requisiti della pensione.

Esempio

Raggiungi il requisiti pensione il giorno 15 ottobre. Ti conviene presentare la domanda già da aprile, in modo che a ottobre siano trascorsi sei mesi di preavviso e quindi tu possa andare in pensione.

Simulazione calcolo

Il sito dell’INPS ti permette di fare una simulazione calcolo pensione quota 100. Accedendo online puoi fare tutti i controlli che desideri: puoi vedere la data in cui maturi il diritto alla pensione e l’ammontare dell’assegno. Puoi vedere cosa succede se rimandi la pensione di qualche mese o anno, quindi come cresce l’assegno grazie all’aver rimandato la pensione.

Cosa succede se aumenti lo stipendio dell’ultimo anno. Insomma grazie a questo simulatore online puoi calcolare a quanto ammonterà la tua pensione, che tu sia del settore privato o pubblico (il sito vale anche per la simulazione calcolo pensione scuola).

Come si calcola

A questo link dell’INPS trovi il simulatore. Per accedere devi possedere SPID o credenziali INPS. Per conoscere l’importo della pensione devi inserire i dati relativi alla tua età e altri dati utili per il calcolo.

Penalizzazioni

Penalizzazioni: si o no. Probabilmente ti stai chiedendo se avrai delle penalizzazioni andando in pensione grazie alla quota 100, ossia prima della pensione di vecchiaia. La risposta è NO. La legge ha previsto ZERO penalizzazioni per chi decide di andare in pensione con la quota 100: ciò significa che nel calcolo dell’assegno, l’INPS non applica la decurtazione dell’1,5% per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia.

Quanto si perde: senza penalizzazioni

La risposta quindi è semplice: non si perde nulla. È chiaro che, se vai in pensione fra più anni, l’assegno sarà più grande. Però per quanto riguarda il calcolo, l’INPS non applica nessuna penalizzazione.

Contributi figurativi

Per calcolare i 38 anni minimi di contributi per andare in pensione con la quota 100, puoi far valere anche i contributi figurativi.

Tuttavia, come sancito dall’art. 15 del D.Lgs. n. 503/1992: se alla data del 31/12/1992 non hai maturato alcun contributo, allora per la quota 100 puoi far valere solo fino a 5 anni di contributi figurativi. Chiaramente il limite di 5 anni si riferisce solo al calcolo dei requisiti minimi (38 anni) e non al calcolo dell’assegno pensionistico.

Domanda

Procedura: come richiedere la pensione anticipata con quota 100. Puoi presentare la domanda di pensione anticipata “Quota 100” tramite uno di questi tre metodi:

  • Call center INPS al numero 803.164 da rete fissa oppure 06.164.164 da cellulare;
  • Patronato;
  • Sito INPS tramite questo link, Una volta loggato devi cliccare su “Nuova domanda”-> Pensione di anzianità/vecchiaia->Pensione di anzianità/anticipata->Requisiti quota 100.

Divieto di cumulo

La pensione con quota 100 non è compatibile con i redditi da lavoro. Ciò significa che se vai in pensione con quota 100 non puoi svolgere altri lavori. Ciò non preclude le prestazioni occasionali: fino a 5.000 euro lordi annui da prestazioni occasionali sono “concessi”.

Poi, quando raggiungerai i requisiti per trasformare la pensione con quota 100 in pensione di vecchiaia, a quel punto il limite non conta più: volendo potrai anche tornare a lavorare.

Riscatto laurea

Anche se vai in pensione anticipata con la quota 100 puoi chiedere il riscatto della laurea. Puoi far valere gli anni anche per arrivare al requisiti contributivo: per esempio tu ad oggi hai 35 anni di contributi e hai anche una laurea di cinque anni. Chiedi il riscatto della laurea all’INPS (chiaramente pagando un tot per ogni anno che intendi riscattare) e quindi arrivi a 40 anni di contributi e puoi accedere alla quota 100 (per la quale sono necessari 38).

Flessibile

Se sei un under 45, puoi chiedere il riscatto laurea flessibile, ossia decidi tu quanti anni di laurea riscattare: se per esempio hai una laurea quinquennale, non sei costretto a riscattare 5 anni di università ma puoi riscattarne anche uno solo.

Se sei under 45 hai anche le seguenti agevolazioni:

  • Puoi chiedere all’INPS la rateizzazione del costo riscatto laurea fino a 60 rate mensili; quindi se per esempio devi pagare 20.000 euro per il riscatto, puoi chiedere di pagarli in rate mensili (fino a un massimo di 60);
  • Il costo pagato all’INPS per il riscatto laurea, è detraibile nel 730 per il 50%. Quindi se per esempio hai pagato 10.000 euro per il riscatto, 5000 euro puoi portarli in detrazione IRPEF, suddivisi in 5 quote annuali.