Quota legittima

Al momento del decesso, il patrimonio del defunto passa agli eredi: per legge hanno diritto a una specifica quota e se il defunto ha fatto testamento in cui lascia la sua eredità ad altri, impoverendo la quota legittima, gli eredi possono ottenere la reintegra della parte spettante.

In questa guida completa sulla quota legittima ti spiego cos’è e il significato, a chi spetta, quanto è la percentuale a cui hanno diritto per legge, come calcolarla in caso di figli, ascendenti, coniuge, coniuge con figli, coniuge con ascendenti e infine ti presento un esempio di calcolo concreto per stabilire la legittima.

Cos’è e significato

Il patrimonio di un defunto si divide in due parti:

  • Quota legittima, ossia quella parte di patrimonio che per legge deve andare agli eredi;
  • Quota disponibile, ossia quella parte di patrimonio che può andare a qualunque persona, a scelta del defunto (che chiaramente ha messo per iscritto la sua volontà prima di decedere).

Lo scopo della legge è quello di tutelare alcuni familiari, ossia quelli più vicini al defunto, rendendo al titolare del patrimonio impossibile lasciare quella quota ad altri: volente o nolente, una certa quota andrà ai suoi eredi.

A chi spetta

La quota legittima vale solo per alcuni eredi, non tutti. Nello specifico vale per gli eredi più vicini, ossia:

  • Coniuge;
  • Figli (oppure i figli dei figli, ossia i nipoti, se i figli sono morti);
  • Genitori, ma solo in assenza di figli.

Per quanto riguarda gli altri eredi, quindi per esempio cugini, nipoti (figli di fratelli), zii, ecc. non c’è una quota legittima. Quindi se il defunto per esempio aveva solo dei nipoti (figli di fratelli) e ha fatto un testamento in cui ha lasciato tutto a una terza persona, i nipoti non hanno alcun diritto in quanto per loro la legittima non sussiste.

Quanto è

Il codice civile stabilisce con fermezza quali sono le quote disponibili e quelle indisponibili di un soggetto (artt. 565 e ss.). Chi decide di fare testamento quindi, è bene che tenga presente queste quote: anche se decide di diseredare alcuni eredi legittimi, poi ci penserà la legge a consegnare loro la quota spettante.

Il testatore può diseredare un erede legittimo solo in casi particolari, tassativamente previsti dall’art. 463 c.c. ossia per indegnità dell’erede. Un erede è indegno se:

  • Ha ucciso o tentato di uccidere il testatore, coniuge, ascendenti o discendenti; oppure ha commesso verso di loro un danno per cui la legge applica le disposizioni sull’omicidio;
  • Ha calunniato testatore o suo coniuge o ascendenti/discendenti di un reato grave;
  • E’ un genitore la cui responsabilità genitoriale è stata dichiarata decaduta;
  • Ha indotto il testatore, con raggiri o violenza, a fare/mutare/revocare il testamento;
  • Ha soppresso o alterato il testamento;
  • Ha diffuso e usato un testamento falso.

Calcolo

Per quanto riguarda il calcolo delle quote di legittima, bisogna prima fare una precisazione. La quota di legittima non è fissa, ma cambia in base alla tipologia di eredi e il loro numero, ad esempio.

  • Se il defunto lascia soltanto un figlio, allora a costui andrà metà patrimonio del padre;
  • Se il defunto lascia moglie e due figli, allora alla moglie va 1/4, ai figli va 1/4 ciascuno e il restante 1/4 è la quota disponibile.

Prima di fare il calcolo della quota legittima in base al patrimonio del defunto, bisogna innanzitutto capire quanto spetta, in case al grado di parentela e numero di familiari. Vediamo come, chiarendo innanzitutto la quota di legittima che spetta ai vari eredi e poi con un esempio numerico.

Figli

Se il genitore lascia:

  • 1 figlio, la legittima è pari a 1/2 patrimonio, l’altra metà è disponibile;
  • 2 o più figli, la legittima dei figli è pari a 2/3, l’altro 1/3 è disponibile (art. 537 c.c.). I vari figli quindi dovranno dividersi i 2/3 del patrimonio, in parti uguali.

Come hai potuto notare, la quota di legittima varia in base non solo al grado di parentela, ma anche in base al numero di persone con lo stesso grado di parentela, in questo caso i figli.

Ascendenti

Se il defunto non lascia figli, allora gli ascendenti legittimi hanno diritto a 1/3 del patrimonio (art. 538 c.c.). I restanti 273 invece, fanno parte del patrimonio disponibile.

la situazione cambia completamente se il defunto lascia figli: gli ascendenti (genitori, nonni, ecc.) non hanno nessuna quota legittima.

Coniuge

Il coniuge del defunto gode di una particolare tutela in caso di vedovanza. Al coniuge infatti spetta:

  • Una legittima pari a 1/2 del patrimonio del defunto; la restante metà appartiene alla quota disponibile;
  • Il diritto di abitare la casa familiare e di usare i mobili che la arredano, chiaramente se la casa apparteneva al defunto oppure se era in comproprietà.

Gli altri eredi quindi, per esempio i figli, se hanno intenzione di vendere la casa non possono farlo: il coniuge superstite ha diritto di dimorare in quella casa per tutta la vita.

Coniuge con figli

Se gli eredi sono solo coniuge e un figlio, allora il patrimonio del defunto si divide così:

  • 1/3 al coniuge;
  • 1/3 al figlio;
  • 1/3 è la quota disponibile.

Se gli eredi sono coniuge e due o più figli, allora il patrimonio del defunto si divide così:

  • 1/4 al coniuge;
  • 1/2 da dividere tra i vari figli (2 figli, 3 figli o più);
  • 1/4 è la quota disponibile.

Coniuge con ascendenti

Se gli eredi sono coniuge e ascendenti, allora il patrimonio del defunto si divide così:

  • 1/2 al coniuge;
  • 1/4 da dividere tra gli ascendenti;
  • 1/4 è la quota disponibile.

Il coniuge mantiene il diritto di abitare la casa familiare e di usare i mobili che la arredano, se la casa apparteneva al defunto oppure se era in comproprietà.

A quanto corrisponde

Come si calcola la quota disponibile. Per calcolare la quota disponibile si deve procedere innanzitutto alla riunione fittizia. In pratica la riunione fittizia è l’individuazione dei beni che il defunto ha donato mentre era in vita, per capire se, attraverso queste donazioni, ha leso in qualche modo la quota degli eredi legittimi (art. 556 c.c.).

La formula per il calcolo della legittima è la seguente:

Beni disponibili il giorno della morte – debiti + beni elargiti con donazione mentre era vivo

– > Una volta ottenuto il risultato, su quell’importo si calcola la quota legittima, secondo le proporzioni che ti ho spiegato nei paragrafi precedenti.

Esempio

Luigi Verdi muore e lascia un patrimonio pari a 200. Ha dei debiti pari a 30 e mentre era in vita ha donato per un importo pari a 50. Il valore da considerare per calcolare le quote di legittima è il seguente:

200 – 30 + 50 = 220

Quindi se per esempio c’è un solo figlio, la sua legittima è pari a 1/2 di 220, ossia 110. se il defunto ha fatto un testamento e gli ha lasciato meno di 110, allora ha diritto di far ricostituire la sua quota.