Reddito imponibile

Lo stato italiano prevede l’applicazione delle tasse non sul reddito complessivo (lordo) ma su un reddito ridotto grazie a delle deduzioni e detrazioni che ti spettano in specifici casi. In questa guida completa sul reddito imponibile ti spiego cos’è e il significato del termine, qual è la differenza tra reddito imponibile e complessivo e come calcolarlo.

Infine ti spiego come dichiararlo nel 730 e quindi applicare le tasse, come si calcola l’addizionale regionale, come abbassare legalmente l’imponibile e quindi le tasse, qual è limite di reddito per ottenere il gratuito patrocinio, la riduzione del premio cassa malati ed infine come calcolare il reddito imponibile nel regime forfettario.

Significato cos’è

Cosa significa: definizione. Per reddito imponibile fiscale si intendono tutte le entrate tassabili di un soggetto, tolte tutte le deduzioni che spettano per legge.

Non a caso ho parlato di “entrate tassabili”, perché potresti avere delle entrate che non sono soggette a tasse, per esempio la pensione di invalidità INPS e l’indennità di accompagnamento non sono tassate. Invece il reddito da lavoro dipendente oppure il reddito da immobili che hai affittato è tassabile.

Una volta sommati tutti i redditi sottoposti a tassazione, come ti ho detto in apertura devi sottrarre tutte le deduzioni che spettano per legge. Deduzione significa semplicemente “sottrazione”. Per esempio, devi sottrarre dal reddito gli assegni di mantenimento che versi al coniuge, oppure i contributi di previdenza INPS.

Ricapitolando: devi prima sommare tutti i redditi tassabili, da questi devi togliere le deduzioni e così ottieni il reddito imponibile fiscale, ossia il reddito su cui applicare le tasse.

IRPEF

Se sei una persona fisica, ossia non hai una società, la tassa che devi applicare al tuo reddito imponibile si chiama IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). L’IRPEF è una percentuale da applicare al tuo reddito imponibile. Tale percentuale va dal 23 al 43%. Più alta è la tua base imponibile, più alta è l’aliquota IRPEF da applicare. A questo link puoi leggere con esattezza come funzionano aliquote e scaglioni IRPEF e come calcolare la tassa dovuta.

INPS

Per reddito imponibile INPS si intende il reddito su cui calcolare i contributi INPS. Se sei un lavoratore dipendente, allora non c’è nessun problema perché fa tutto il tuo datore di lavoro: calcola il tuo reddito imponibile INPS, quindi i contributi previdenziali e li versa all’INPS per tuo nome e conto.

Se invece sei un lavoratore con partita IVA, devi calcolare tu il tuo reddito imponibile e i contributi da versare all’INPS. Chiaramente, questo calcolo lo può fare il tuo commercialista, sulla base della tua dichiarazione dei redditi. Devi pagare tu i contributi INPS se rientri in uno di questi casi:

  1. Sei un libero professionista, un artigiano, un commerciante;
  2. Hai una ditta individuale;
  3. Sei socio lavoratore di una srl;
  4. Collabori in un’impresa (non familiare) e ottieni una quota di reddito di impresa.

Complessivo

Differenza reddito complessivo e reddito imponibile. Il reddito complessivo ai fini IRPEF è la somma dei redditi (reddito lordo); Al reddito complessivo poi, si sottraggono le deduzioni spettanti e si ha il reddito imponibile ai fini IRPEF.

Riassumendo:

Redditi di lavoro dipendente
+ reddito di lavoro indipendente (se sei un libero professionista)
+ reddito d’impresa (ditta individuale), reddito di capitale (reddito derivante da partecipazione in società)
+ Redditi diversi

= Reddito complessivo (reddito lordo – articolo 8 del TUIR)

– oneri deducibili (contributi INPS e contributi a previdenze complementari, assegno da versare al coniuge, spese mediche per disabili; contributi per collaboratori domestici).

= Reddito imponibile ai fini IRPEF

Calcolo

Calcolare la base imponibile è molto importante per poter calcolare le tasse, ossia l’IRPEF dovuta. Quindi, bisogna prima calcolare il reddito complessivo, poi sottrarre le spese deducibili e infine calcolare l’IRPEF.

Come si calcola

Come spiegato nei paragrafi precedenti, il reddito imponibile si calcola così: Somma dei redditi – oneri deducibili

Una volta ottenuta la base imponibile si applica l’aliquota IRPEF corrispondente, ossia la percentuale di IRPEF da pagare al fisco.

Esempio di calcolo

Sei un lavoratore dipendente e il tuo contratto prevede un reddito annuo lordo (RAL) di 35.000 euro. Ogni mese l’azienda scala dalla busta paga i contributi previdenziali e li versa all’INPS e quindi tu non devi occupartene, per un importo pari a 3.500 euro annui.

Il tuo reddito imponibile è quindi pari a 31.500 euro (35.000 – 3.500).

Supponiamo che tu abbia altri oneri deducibili, per esempio devi versare un assegno di mantenimento al coniuge, per un importo annuo pari a 5.000 euro. Essendo l’assegno di mantenimento un onere deducibile, allora devi sottrarlo.

Quindi 31.500 – 5.000 = 26.500 euro è il tuo reddito imponibile su cui calcolare le aliquote IRPEF.

730

In primavera arriva il momento di compilare il modello 730, per fare quindi la dichiarazione dei redditi. Ecco dove indicare il reddito e i righi corrispondenti da compilare:

Quadro RN per calcolare l’IRPEF dovuta al fisco:

  • Rigo RN1 Col.5 = Reddito complessivo;

Al reddito complessivo devi sottrarre:

  • Rigo RN2 = Deduzione per la casa di proprietà in cui vivi;
  • Rigo RN3 = Oneri deducibili.

A questo punto ottieni:

  • Rigo RN4 = Reddito imponibile

Adesso sul reddito imponibile devi calcolare l’IRPEF lorda e indicarla nel rigo:

  • Rigo RN5 = imposta lorda (ossia l’IRPEF)

Dall’imposta lorda devi sottrarre le detrazioni che ti spettano per legge:

  • Rigo RN22 = Somma detrazioni di imposta;
  • Rigo RN25 = Somma altre detrazioni e crediti di imposta:

Infine dall’IRPEF lorda (rigo RN5) devi sottrarre le detrazioni (RN22 e RN25) per ottenere:

  • Rigo RN26 = Imposta netta.

Suggerimento

Ti ho spiegato come compilare il 730, in modo semplice e alla portata di tutti. Dopo aver compreso il ragionamento, ricorda sempre di consultare la guida di compilazione 730 che puoi scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come abbassare

Come hai facilmente compreso, più alto è il tuo reddito più alta è l’IRPEF da pagare e quindi ti stai chiedendo come abbattere il reddito imponibile. Perché sì, abbattere il reddito imponibile in maniera del tutto legale è possibile: basta non farti sfuggire tutte le possibilità di deduzione e detrazione che offre lo stato e che forse non conosci del tutto.

Come ti ho spiegato nei paragrafi precedenti, detrazioni e deduzioni sono tutte spese che ti aiutano ad abbassare l’IRPEF dovuta. Di tutte queste spese devi conservare scontrini, fatture e ricevute e consegnarle al tuo consulente fiscale (commercialista o CAF) in modo che le indichi nel 730, ottenendo uno sconto sull’IRPEF. Ecco l’elenco delle spese che ti permettono di abbattere il reddito imponibile:

  • Spese mediche (ricevute dei ticket pagati, ricevute di visite specialistiche, esami diagnostici, ecc… sia presso enti pubblici che privati);
  • Spese pagate per persone portatrici di handicap (per esempio se hai comprato cani guida);
  • Interessi su mutuo;
  • Spese che hai pagato all’agenzia immobiliare per comprare o affittare una casa;
  • Spese pagate per la manutenzione di immobili dati in affitto;
  • Spese per la ristrutturazione di immobili;
  • Spese per l’arredo di immobili;
  • Spese per l’acquisto di elettrodomestici ad alta classe energetica;
  • Spese scolastiche;
  • Retta dell’asilo nido;
  • Spese di affitto pagate per i figli che vivono fuori sede;
  • Spese per lo sport dei ragazzi;
  • Spese funebri;
  • Assegni di mantenimento al coniuge;
  • Provvigioni pagate all’agenzia immobiliare per comprare o affittare una casa;
  • Donazioni a favore di scuole di tutti i gradi, a enti religiosi, ONLUS, partiti politici, enti o associazioni a scopo umanitario, benefico;
  • Spese veterinarie, quindi anche per gli animali è prevista l’agevolazione;
  • Contributi pagati per il riscatto laurea;
  • Premi pagati per assicurazione sulla vita, incidenti e rischio disabilità.

Conserva tutte le ricevute di queste spese e consegnale al tuo consulente fiscale al momento della dichiarazione dei redditi: risparmierai un bel po’ di tasse!

Addizionale regionale

Quando compili il 730, nel QUADRO RV devi annotare l’addizionale regionale comunale IRPEF (ma se usi il 730 precompilato, trovi già tutto calcolato). Ti spiego di cosa si tratta. L’IRPEF è l’imposta che devi pagare allo stato ma, in aggiunto alla classica aliquota, devi pagare anche un’altra piccola percentuale che va nelle case della Regione e del Comune.

Chi deve pagarla e come calcolarla

Devi pagare le addizionali se in base alla tua dichiarazione dei redditi risulta IRPEF da pagare. Quindi se in base ai tuoi redditi devi pagare la classica IRPEF, allora devi aggiungere anche le addizionali da pagare alla regione e al comune.

Suggerimento

In questa guida dell’Agenzia delle Entrate trovi tutte le indicazioni relative all’addizionale regionale e comunale IRPEF, le persone obbligate e quelle esenti.

Gratuito patrocinio

Il gratuito patrocinio è la possibilità di farsi assistere legalmente da un avvocato pagato dallo Stato. Il nostro stato infatti riconosce a tutti il diritto di difendersi in tribunale e garantisce questa possibilità anche ai meno abbienti.

Reddito imponibile o complessivo. Il reddito da prendere in considerazione per capire se hai diritto o no al gratuito patrocinio è il reddito imponibile, quindi non il reddito complessivo oppure quello netto, ma la base imponibile ai fini IRPEF (calcolata come ti ho spiegato sopra).

Puoi quindi accedere al gratuito patrocinio solo se il tuo reddito imponibile è minore di una certa soglia (art. 76 del DPR n.115/2002) che lo stato cambia costantemente in modo da adeguarla al costo della vita. Il limite fissato per il 2019 è pari a 11.493,82 euro. In caso di familiari conviventi, si considera il reddito di tutta la famiglia e il limite è aumentato di 1.032,91 euro per ogni familiare convivente.

Sussidio Cassa Malati

In Svizzera, se hai un reddito al di sotto di un certo limite, lo stato ti aiuta facendoti pagare un premio inferiore per la Cassa Malati. La Svizzera chiama questa riduzione anche “sussidio”. I requisiti per ottenere tale sussidio sono:

  • Reddito, che in Svizzera si chiama Reddito Disponibile Massimo, ossia il reddito limite, oltre il quale non hai diritto alla RIPAM (Riduzione di premio nell’assicurazione sociale malattie);
  • Numero dei figli. C’è da sottolineare che non solo le famiglie hanno diritto al sussidio, ma anche i single, chiaramente bisogna sempre vedere il reddito. E’ chiaro che il limite reddituale di un single è diverso rispetto a quello previsto per una famiglia.

La Svizzera è divisa in unità amministrative denominate “cantoni”. Nella maggior parte dei Cantoni l’amministrazione ottenere il sussidio è molto semplice: tu devi fare la dichiarazione di imposta (che sarebbe la nostra corrispondente Dichiarazione dei redditi – 730), l’amministrazione la esamina e ti invia una comunicazione in cui ti notifica che ne hai diritto.

In alcuni Cantoni invece devi presentare apposita domanda ogni anno per ottenere la riduzione del premio cassa malati.

La cosa importante quindi, per sapere se hai diritto alla riduzione del premio (sussidio) è conoscere qual é il limite reddituale previsto dal tuo cantone. Il limite potrebbe subire variazioni in base all’andamento del costo della vita. Sul sito Repubblica e Cantone Ticino per esempio, puoi calcolare l’importo del sussidio che eventualmente ti spetta.

Regime forfettario

Se hai una partita IVA in regime forfettario (come libero professionista o come ditta individuale), ogni anno devi presentare la dichiarazione dei redditi, tramite modello Unico (il modello Unico è dedicato a chi ha partita IVA, invece il modello 730 è dedicato a chi non ce l’ha). Con il modello Unico tu dichiari il fatturato della tua partita IVA, poi calcoli il reddito imponibile e quindi l’imposta sostitutiva, che come sai è del 15% (5% se è una start up).

Determinazione reddito imponibile nel regime forfettario: calcolo

Calcolare il reddito imponibile nel regime forfettario è abbastanza semplice perché non puoi detrarre alcun costo. O meglio, l’unico costo che puoi detrarre è quello dei contributi INPS. Per determinare il reddito imponibile devi:

  1. Sommare tutte le fatture (reddito lordo);
  2. Sottrarre i contributi INPS pagati;
  3. Applicare il coefficiente previsto dal tuo codice ATECO;
  4. Calcolare il 15% (o 5%).

Esempio calcolo e tassazione

Supponiamo che quest’anno tu abbia:

  • Fatturato 30.000 euro (reddito lordo);
  • Pagato 4.500 euro di contributi INPS;
  • Costi per 6.000 euro (questi costi devi “dimenticarli” perché non puoi detrarli).

Il calcolo del reddito lordo è molto semplice da fare: devi solo sommare gli importi di tutte le fatture che hai emesso, quindi come abbiamo detto hai un reddito lordo di 30.000 euro. A questi devi sottrarre i 5.000 euro e ottieni un reddito pari a 25.000 euro.

Supponiamo che il tuo codice ATECO sia relativo al Commercio e che quindi il tuo coefficiente di redditività da applicare sia del 40%. A questo punto devi calcolare il 40% di 25.000 euro = 10.000 euro è il reddito imponibile, ossia il reddito su cui devi calcolare la tassa del 15% = 1.500 euro è la tassa sostitutiva che devi pagare quest’anno.

Chiaramente, se è il primo anno, devi pagare il 5% (sempre di 10.000) e così nei primi anni di attività (riduzione valida per le start up).

Ricapitolando:

  1. Prendi tutte le fatture e sommale, nel nostro esempio hai 30.000 euro;
  2. Sottrai i costi INPS, nell’esempio pari a 5.000 euro e quindi ottieni 25.000 euro;
  3. Applica il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO, nell’esempio il 40% e quindi ottieni finalmente il reddito imponibile, pari a 10.000 euro;
  4. Su questi 10.000 euro applica l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% se start up).