Le politiche di previdenza e assistenza al reddito in caso di perdita del lavoro, sono una delle priorità del Governo lega-M5S. Accompagnare il cittadino in un momento così delicato come quello della disoccupazione, è una politica già attuata da diversi Paesi in Europa, dalla Germania alla Svizzera, dalla Finlandia alla Danimarca.

In questa guida completa sul reddito minimo ti spiego cos’è e come funziona, la differenza tra reddito minimo garantito, salario minimo e reddito di cittadinanza lanciato dal M5S, i requisiti per averne diritto, a chi spetta, cosa si intende per reddito minimo di inserimento e da quali Regioni è prevista questa agevolazione.

Cos’è e come funziona

Il reddito minimo garantito è una prestazione sociale a favore di chi è senza reddito oppure, se lo possiede, non raggiunge neanche la soglia di povertà. L’inesorabile crisi economica e la perdita di liquidità da parte di giovani, famiglie e anziani, ha portato il governo ha ideare delle misure di contrasto alla povertà.

Questo tipo di beneficio infatti, ha lo scopo di risollevare la popolazione più colpita e assisterla fino a quando riesce a trovare un impiego tale da poter vivere dignitosamente, oppure, nel caso di anziani, fino all’età in cui si raggiunge il diritto all’assegno sociale (in questo caso l’assegno di reddito minimo viene sostituito dall’assegno sociale).

Non bisogna confondere il reddito minimo con il salario minimo, con il reddito di inclusione e con il reddito di cittadinanza. Vediamo le differenze:

  1. Il reddito minimo garantito è un aiuto alle classi più povere, a integrazione del reddito, dedicato esclusivamente alle persone che sono in età lavorativa.
  2. Il salario minimo invece riguarda tutt’altro campo: è la paga oraria minima a cui un lavoratore ha diritto.
  3. Il reddito di inclusione è un beneficio riconosciuto solo a coloro che sottoscrivono un Progetto di inclusione sociale e lavorativa, allo scopo di qualificarsi o riqualificarsi e reintrodursi nel mondo del lavoro.
  4. Il reddito di cittadinanza è un beneficio riconosciuto a tutti i cittadini italiani che risiedono in Italia, indipendentemente dall’età.

Garantito

Stato normativo

L’Italia ha sperimentato questo tipo di agevolazione tanti anni fa, precisamente nel 2000 quando con la Legge 328/2000 il governo inserì il reddito minimo garantito in circa 300 città. Si trattò di una sperimentazione che durò un anno e che al termine della quale, alcune Regioni come la Puglia e la Basilicata decisero di continuare, con i fondi regionali. Purtroppo però, anche i casi di successo non trovarono continuazione, a causa della mancanza di fondi.

Requisiti: a chi spetta

Il reddito minimo garantito è una misura ancora in fase di definizione dal governo Lega – M5S. Il governo infatti dovrà individuare:

  • I limiti di reddito che definiscono le soglie di povertà. Quasi certamente si farà riferimento all’ISEE;
  • L’ammontare del beneficio, in funzione anche dei membri del nucleo familiare;
  • La durata dell’erogazione dell’aiuto;
  • Il periodo di tempo dopo il quale il reddito deve essere rivisto e quindi per verificare la sussistenza dei requisiti;
  • L’ente preposto a ricevere e gestire la domanda (probabilmente l’INPS oppure i comuni);
  • L’ente preposto al pagamento dell’aiuto.

I requisiti riguarderanno quindi:

  • Numero dei componenti familiari;
  • Reddito complessivo del nucleo familiare;
  • Status del richiedente (occupato o inoccupato);
  • Iscrizione presso il centro per l’impiego;
  • Patrimonio mobiliare e immobiliare;
  • Residenza sul territorio italiano.

Il sostegno inoltre, dovrebbe basarsi sull’indice dei comportamenti di consumo del nucleo familiare, per evitare che il beneficio vada a famiglie non povere. Per questo motivo le intenzioni del governo sono quelle di stimare i consumi con la stima di indagine a campione e redditometro, come già fatto in passato per la carta acquisti SIA.

Di inserimento

Il reddito minimo di inserimento è una misura a sostengo delle famiglie attuata da alcune Regioni e Comuni. Ogni regione ha deciso se attivare o meno la misura di sostegno, nonché gli importi, i requisiti e le modalità di erogazione.

Bolzano

Il reddito minimo di inserimento previsto dalla Provincia di Bolzano, è volto a garantire a se stessi e i propri familiari, una vita dignitosa dove non manchino beni e servizi rimari come vestiario, cibo e salute. L’aiuto è dedicato a coloro che hanno difficoltà psichiche, fisiche o sociali. Per ottenere il beneficio è necessario aderire a un programma personalizzato di interventi di integrazione sociale.

La prestazione durata al massimo sei mesi ed è costituita da un assegno mensile che dipende dal nucleo familiare:

Reddito minimo           
N.ro componenti nucleo familiareImporto massimo assegno mensile
1€ 492 € 492
2€ 643,70
3€ 836,40
4€ 1.008,60
5€ 1.168,50
6€ 1.312

 

Attenzione

La tabella si riferisce agli importi massimi erogabili. Quindi, per esempio un nucleo familiare composto da 3 persone, può ricevere un assegno massimo di 836,40. L’importo può essere abbassato in presenza di un certo reddito familiare, che non permette di vivere dignitosamente (quindi inferiore alla soglia di povertà). In tal caso il reddito familiare + quello dell’assegno erogato in misura parziale vengono sommati per raggiungere la soglia minima di dignità.

Puoi presentare domanda e chiedere info presso il Comune di Bolzano. Oppure collegandoti al sito del Comune di Bolzano dedicato al servizio.

Basilicata

La Basilicata ha invece formulato un altro metodo per riconoscere il reddito minimo di inserimento: tramite delle apposite card consegnate direttamente dagli sportelli della banca Popolare di Bari. Per maggiori informazioni su requisiti e domanda occorre rivolgersi agli sportelli della Regione oppure a un patronato.

Una volta accolta la domanda, i beneficiari possono ritirare la card direttamente in banca. La card funziona come un bancomat: si possono prelevare i soldi presso qualsiasi sportello ATM. La carta assegna anche un conto corrente, con tanto di IBAN e home banking.

Di cittadinanza

Secondo l’ISTAT, chiunque vive con meno di 780 euro al mese, si trova in una situazione di indigenza. Proprio per questo motivo, il M5S è al lavoro per istituire un aiuto economico riservato a chi si trova in condizioni di indigenza, purché sia disposto a integrasi nel mondo del lavoro.

Il reddito di cittadinanza quindi, non è una misura solo assistenziale, ma un percorso di reintegrazione lavorativa a cui si affianca un assegno mensile per non lasciare da solo il cittadino in un momento di particolare bisogno. Il reddito di cittadinanza è pari a 780 euro se il richiedente ha un reddito pari a zero, altrimenti va a scalare.

Esempio

Se il cittadino ha 100 euro al mese di reddito, allora avrà diritto a un assegno di cittadinanza pari a 680 euro. Se il cittadino ha 200 euro al mese di reddito, allora avrà diritto a un assegno di cittadinanza pari a 580 euro. Se il cittadino ha 150 euro al mese di reddito, allora avrà diritto a un assegno di cittadinanza pari a 530 euro e così via.

Al momento, il governo è al lavoro per definire tutti gli aspetti del beneficio: dai requisiti di accesso, alla gestione delle domande.