La vita lavorativa spesso è caratterizzata da una serie di cambiamenti, anche improvvisi, che comportano il versamento di contributi all’INPS, ad altri enti, o persino all’estero. Al momento della pensione quindi, ci si ritrova con vari periodi contributivi sparsi presso varie gestioni.

In questa guida completa sulla ricongiunzione contributi ti spiego cos’è e come funziona, a cosa serve, qual è il costo da sostenere e in quale caso è gratuita, come chiedere una simulazione di calcolo del costo, se è possibile ricongiungere i contributi nella Gestione Separata e le alternative possibili, infine come recuperare i contributi versati all’estero.

Cos’è e come funziona

Stai per andare in pensione e ti sei reso conto che hai maturato contributi in varie gestioni o addirittura in vari enti previdenziali diversi dall’INPS? Al momento della richiesta della pensione, per unire tutti questi “spezzoni”, puoi chiedere la ricongiunzione dei contributi.

La ricongiunzione è la possibilità di unire tutti i contributi che hai maturato in gestioni diverse, in un’unica gestione, in modo da avere un’unica pensione. Praticamente i precedenti enti a cui eri iscritto, trasferiscono all’INPS tutti i contributi accumulati a tuo nome.

A cosa serve

Durante la tua vita lavorativa, sei stato iscritto a due o più enti previdenziali. Per esempio, essendo avvocato, in passato eri iscritto alla Cassa Forense e poi sei passato all’INPS. Attualmente sei iscritto all’INPS e quindi puoi chiedere a quest’ultimo la ricongiunzione dei contributi, tutti verso la gestione INPS. La ricongiunzione va infatti chiesta all’ultimo ente previdenziale a cui sei iscritto: nell’esempio appena esposto è appunto l’INPS.

Costo

La ricongiunzione contributi è a pagamento, non è gratuita. Una volta che presenti la domanda di ricongiunzione all’ente previdenziale, nella lettera di accoglimento ti comunica anche l’importo dovuto e il metodo di pagamento, oltre ai bollettini.

La simulazione di calcolo vera e propria puoi chiederla direttamente all’INPS (o altro ente a cui chiedi il ricongiungimento) inviando la domanda di ricongiunzione: quando l’ente ti risponde positivamente, nella lettera ti indica anche l’importo da pagare. A quel punto, se ti rendi conto che la cifra è troppo alta e non hai la possibilità di affrontare quel costo, tu non sei obbligato a pagare: se non paghi, semplicemente la ricongiunzione non avviene.

Simulazione calcolo

L’INPS non ha un servizio online di simulazione calcolo. Ma come abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, inviando la domanda di ricongiunzione, l’ente prende in carico la tua domanda e calcola l’importo dovuto.

Con una lettera ti comunica se ha accolto la tua domanda o meno e ti indica anche il costo della ricongiunzione, oltre al metodo di pagamento e la scadenza da rispettare. In questo modo puoi finalmente sapere con precisione la spesa e quindi decidere se aderire o meno.

Gratuita

La ricongiunzione è sempre a pagamento. È gratuita solo in un caso: se sei un dipendente pubblico che in passato lavorava presso un ente statale ora chiuso e di conseguenza sei stato ricollocato presso un altro ente statale che ti versa i contributi INPS. Quindi serve per ricongiungere gratuitamente i contributi che ti versava il tuo vecchio ente datore di lavoro statale, ora chiuso. In tutti gli altri casi la ricongiunzione è onerosa.

Il cumulo gratuito

Ma non disperare, perché esiste un altro modo, del tutto gratuito, per recuperare i contributi versati altrove: il cumulo gratuito (circolare Inps n.140/2017). Grazie al cumulo puoi unire i vari “spezzoni” contributivi, ossia i periodi contributivi che possiedi anche presso vari enti previdenziali (per esempio presso la Cassa Forense, l’Enasarco, l’Inarcassa, ecc.).

Il tutto senza sborsare neanche un centesimo e non solo: grazie al cumulo puoi andare in pensione subito, senza attese, diversamente dalla totalizzazione (di cui parleremo in un’altra guida), con cui invece devi aspettare un anno e mezzo per andare in pensione.

A quale ente chiederlo. Puoi chiedere il cumulo all’ultimo ente previdenziale a cui hai versato i contributi. È poi questo ente che comunica la tua decisione agli altri enti e gestisce il tutto. Quindi se ora stai versando i contributi all’INPS, devi chiedere il cumulo all’INPS, e quest’ultimo si occupa di contattare gli altri enti e calcolare la pensione.

Ci sono due importanti differenze con la ricongiunzione:

  1. Il cumulo è gratuito, la ricongiunzione è a pagamento. E questo l’avevamo già chiarito;
  2. Nella ricongiunzione, praticamente sposti presso l’ultimo ente a cui sei stato iscritto i contributi che hai maturato altrove. L’ente considera quei contributi come se fossero sempre stati versati nelle sue casse e quindi un domani calcola la pensione secondo le regole della sua gestione. Con il cumulo invece, ogni gestione calcola la sua quota di pensione spettante, in base alle proprie regole.

Esempio

Hai versato 5 anni di contributi alla Cassa Forense e 30 all’INPS. Decidi di andare in pensione e chiedere il cumulo: una parte di pensione la calcola l’INPS secondo le sue regole; una parte di pensione la calcola la Cassa Forense con le sue regole. Ognuno dei due enti calcola la pensione secondo la sua quota, quindi nel nostro esempio, la maggior parte di pensione la calcola l’INPS (conti ben 30 anni di contributi) e solo una piccola parte (per 5 anni di contributi) la calcola la Cassa Forense secondo le sue regole.

Attenzione

Siccome ogni ente calcola la pensione con le sue regole, il diritto alla pensione ti spetta secondo i requisiti di ogni singolo ente. Ciò significa che per esempio per un ente potresti maturare la pensione subito, per un altro ente fra due mesi, fra un anno, ecc. Quindi tu inizierai subito a percepire la pensione dell’ente che te ne da diritto subito e poi man mano anche le altre somme, al momento della maturazione dei requisiti.

Esempio

Hai versato contributi presso la Cassa forense e ora hai diritto alla pensione: la cassa forense ha già calcolato la sua quota di pensione e ti spettano 700 euro al mese. Hai anche una quota INPS, avendo versato contributi anche a questo ente, ma per l’INPS maturi il diritto fra 10 mesi, per un importo pari a 500 euro al mese. Quindi, subito inizi a incassare la tua pensione di 700 euro al mese e poi fra 10 mesi si aggiunge anche l’importo di 500 euro al mese, tutto in un’unico assegno.

Requisito necessario per chiedere il cumulo: non devi percepire già pensione da uno degli enti interessati dal cumulo. Se invece percepisci già una pensione, ma da un ente che non intendi inserire nel cumulo, allora non c’è nessun problema: quell’ente non rientrerà nel cumulo e continuerà a versarti la sua pensione.

Gestione separata

Durante la tua vita lavorativa hai versato contributi nella Gestione Separata e ora che stai per andare in pensione, non vuoi certo perderli. La ricongiunzione non si può fare con i contributi versati nella Gestione Separata. Ma per fortuna, per non perderli hai alcune possibilità:

  1. Cumulo contributivo;
  2. Pensione supplementare.

1. Cumulo contributivo

Il decreto ministeriale n. 282 del 1996, permette di cumulare tutti i contributi, anche quelli da dipendente, nella Gestione Separata. Quindi se per esempio hai contributi nella Gestione Separata e in quella Dipendenti, con il cumulo i contributi vanno tutti nella Gestione Separata e l’INPS li tratta secondo le regole della vecchia Opzione Contributiva, ossia:

  • Età pensionabile prevista dalla riforma Fornero;
  • Anzianità contributiva totale di almeno 15 anni.

2. Pensione supplementare

Se percepisci una pensione a carico dell’INPS, puoi chiedere un assegno supplementare calcolato sulla base dei contributi versati alla Gestione Separata, ma solo se la tua pensione non supera 1,5 volte l’assegno sociale, ossia 687 euro. se la tua pensione supera i 687 euro, allora non hai diritto alla pensione supplementare.

Versati all’estero

Come richiedere i contributi versati in Inghilterra? Come verificare i contributi versati in Germania, Francia, Austria o Spagna? Hai lavorato in Germania, in Inghilterra, in un altro Paese e ti stai chiedendo come riscattare gli anni di lavoro all’estero.

Se hai lavorato e quindi maturato contributi in un Paese membro dell’Unione Europea, allora non c’è nessun problema: devi fare domanda di pensione all’INPS, la quale si occuperà di segnalare anche agli Enti previdenziali esteri, la richiesta da te presentata. Quindi tu devi solo presentare domanda di pensione all’INPS, indicando dove e per quanti anni hai lavorato all’estero. Il resto lo fa l’INPS.

Tutto ciò è possibile grazie ad accordi di cooperazione internazionale. I Paesi membri dell’Unione Europea hanno tutti sottoscritto questi accordi. Mentre per quanto riguarda i Paesi extracomunitari, occorre chiedere all’INPS se esiste un accordo internazionale è possibile recuperare i contributi esteri versati.

Totalizzazione dei contributi all’estero

L’istituto che ti permette di unire i contributi esteri a quelli italiani si chiama totalizzazione.

Supponiamo che tu abbia lavorato 10 anni in Italia e 20 in Germania. In Italia non hai maturato alcun diritto per la pensione, avendo solo 10 anni di contributi, ma puoi benissimo chiedere la totalizzazione dei contributi italiani + tedeschi, quindi 10 + 20 anni di contributi.

Per la liquidazione della pensione valgono le stesse regole dettate per tutti gli assicurati, quindi devi raggiungere i requisiti anagrafici e contributivi richiesti per la pensione di vecchiaia oppure per la pensione anticipata. Grazie alla totalizzazione dei contributi versati all’estero infatti, se possiedi i requisiti, puoi anche accedere alla pensione anticipata.

Chiaramente l’INPS calcola la pensione sui suoi 10 anni di contributi, gli ulteriori 20 anni di contributi che hai versato in Germania daranno vita a una pensione straniera, calcolata e liquidata secondo la legge tedesca.

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