La Tari è la tassa rifiuti per i servizi di raccolta ed è dovuta da tutti i cittadini che occupano un immobile oppure gestiscono un’attività, come per esempio un bar, un negozio o un ristorante. È una tassa che serve al Comune a finanziare la gestione dei rifiuti, di cui se ne occupa in prima persona oppure affidandone la gestione a un’impresa specializzata privata.

In questa guida completa sul rimborso Tari ti spiego come richiederlo, a chi spetta, come presentare l’istanza per ottenere il rimborso, ti fornisco l’elenco dei Comuni che hanno calcolato e addebitato un importo errato ed infine ti fornisco un esempio concreto che ti mostra come calcolare la tari senza errori, applicando correttamente la tariffa sulla quota fissa e la quota variabile.

Come richiedere

A partire dal 2014, alcuni Comuni o enti gestori dei rifiuti hanno calcolato male la TARI. Senza entrare troppo nel dettaglio, è successo che i Comuni/enti gestori hanno computato per due volte la quota variabile relativa alle pertinenze dell’immobile (box, garage…), quando la regola corretta è l’applicazione della quota variabile una sola volta in corrispondenza della superficie totale dell’immobile.

Gli immobili con pertinenze sono tantissimi, case che per esempio hanno box e cantine. Secondo il calcolo corretto, bisogna sommare la superficie dell’immobile con quella delle pertinenze e quindi su questo risultato applicare le tariffe dovute. Il calcolo sbagliato invece replicava la quota variabile per tutte le pertinenze, da qui nasce l’errore e il pagamento maggiorato illegittimo.

Alcuni sindaci, tra cui quello di Milano, avevano semplificato il tutto e avevano previsto il rimborso automatico della Tari pagata in eccesso: questa rappresentava un grande vantaggio e semplificazione, del tutto giusto, visto che il Comune/ente gestore hanno sbagliato e quindi devono rimborsare. Purtroppo però, la Corte dei Conti ha bloccato i rimborsi automatici e ha deciso che sei tu, singolo cittadino che devi fare:

  1. Istanza di rimborso, da presentare al Comune. Se della gestione dei rifiuti se ne occupa una ditta, allora l’istanza dev presentarla alla ditta.
  2. Ricorso in Commissione Tributaria.

Non solo, devi pure fare i calcoli da te: devi prendere tutte le bollette pagate e fare il calcolo corretto della TARI dovuta. Una volta ottenuto il risultato confrontarlo con quello effettivamente pagato, la differenza è quello pagato in più e per cui puoi ottenere il rimborso. Per l’aiuto del calcolo puoi rivolgerti al commercialista oppure a un CAF.

La cosa migliore l’ha fatta il Comune di Milano (seguito poi da altri Comuni): il calcolo non devi farlo tu, lo fa direttamente il Comune di Milano, tu devi solo consegnare l’istanza di rimborso indicando la pertinenza in oggetto. Al calcolo dell’importo a cui hai diritto ci pensa direttamente il Comune. Ecco di seguito il modulo rimborso Tari comune di Milano.

Istanza

Di seguito trovi il modello per la richiesta di rimborso Tari non dovuta per il comune di Milano:

Scarica subito il fac simile modulo pdf da compilare per ottenere il rimborso TARI Comune di Milano.

Al modulo devi allegare:

  • I bollettini di versamento pagati e per i quali chiedi rimborso;
  • Copia fronte retro di un tuo documento di identità;
  • Documento comprovante la pertinenzialità (ad esempio copia del contratto di compravendita oppure una tua semplice autocertificazione in cui dichiari la pertinenzialità a tuo uso esclusivo.

Dopo aver compilato tutto puoi inviare l’istanza tramite:

  • PEC a rimborsotaribox@pec.comune.milano.it o email ordinaria rimborsotaribox@comune.milano.it, ricordando di scrivere nell’oggetto il seguente testo “istanza rimborso TARI box” e il tuo codice fiscale.
  • Tramite posta Racc. A/R a: Comune di Milano – Sezione Finanze e Tributi via S. Pellico, 16 – 20121 Milano.
  • Consegna di persona in via Silvio Pellico 16 dalle 8:30 alle 13; oppure in via Larga 12 dalle 8:30 alle 15:30.

Di seguito trovi i modelli di rimborso Tari per altre città. Nel modulo sono indicati anche i documenti da allegare e l’indirizzo a cui spedire/consegnare l’istanza:

Scarica subito il modulo fac simile PDF da compilare per la richiesta di rimborso a Lecce.

Scarica subito il modulo fac simile PDF da compilare per la richiesta di rimborso a Genova.

Scarica subito il modulo fac simile PDF da compilare per la richiesta di rimborso a Palermo.

Elenco Comuni

Di seguito l’elenco dei Comuni dove è possibile chiedere il rimboso della TARI pagata e non dovuta:

  • Ancona;
  • Catanzaro;
  • Genova;
  • Lecce;
  • Milano;
  • Napoli;
  • Palermo;
  • Rimini;
  • Siracusa.

L’elenco non è esaustivo, quindi se hai bisogno di un aiuto per sapere se ne hai diritto, ti consiglio di contattare un CAF, un commercialista oppure il Movimento difesa del cittadino. Chiama il movimento oppure invia una mail ai loro uffici locali: qui potranno dirti se l’istanza di rimborso è effettivamente fondata.

Calcolo

Ecco due esempi di calcolo della TARI, uno errato e l’altro corretto.

Esempio calcolo errato

Supponiamo che le tariffe Tari applicate da un Comune siano le seguenti:

  • 1,02 euro per la parte fissa;
  • 83 euro per la parte variabile.

Il calcolo errato, che alcuni Comuni hanno fatto, è stato il seguente:

Supponiamo un’abitazione di 100 mq, di cui 80 di abitazione e 20 mq di pertinenza box. Ecco il calcolo errato:

Calcolo TARI per l’abitazione

  • Parte fissa: 80 * 1,02 = 81,6 euro
  • Parte variabile: 83 euro
  • Totale a pagare = 164,6 euro ERRATO

Calcolo TARI per la pertinenza

  • Parte fissa: 20 * 1,02 = 20,4 euro
  • Parte variabile: 83 euro
  • Totale a pagare = 103,4 euro ERRATO

SOMMA TOTALE = 164,6 + 103,4 = 268 euro ERRATO

Esempio calcolo corretto

Abitazione e pertinenza

  • Parte fissa: 100 * 1,02 = 102 euro
  • Parte variabile: 83 euro
  • Totale a pagare = 185 euro IMPORTO CORRETTO

Puoi chiedere il rimborso della TARI pagata in eccesso a partire dal 2014 ed entro 5 anni dal pagamento (è il termine di prescrizione per il rimborso dei tributi locali).

A chi spetta

Come appena mostrato nell’esempio, il Comune deve calcolare la quota variabile di Tari una volta soltanto e sull’intera superficie dell’immobile. Per capire se ti spetta il rimborso, devi innanzitutto controllare le bollette e verificare se il Comune ha effettuato il doppio calcolo della quota variabile relativa alle pertinenze (vedi esempio sopra).

Prendi quindi le bollette e vai nella pagina relativa al dettaglio delle somme. In questa sezione troverai:

  • Dati catastali dell’abitazione: foglio, particella, sub…;
  • La superficie dell’abitazione su cui applicare la tariffa;
  • Le persone che abitano l’immobile;
  • Quota fissa e quota variabile. Questa quota variabile deve essere presente solo sull’abitazione e non anche sulle pertinenze.

Se invece il Comune (o l’ente gestore dei rifiuti) ha fatto il doppio calcolo, allora hai diritto al rimborso.

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