La paga oraria minima è la più bassa retribuzione che un’azienda possa dare a un suo dipendente. E’ quello che succede in taluni stati dove le aziende che assumono devono, per legge, pagare un minimo a operai e impiegati. Oltre tale soglia commetterebbe un illecito e sarebbe sottoposta a specifiche sanzioni.

In questa guida completa sul salario minimo garantito ti spiego cos’è e come funziona, cosa prevede il diritto del lavoro in merito a questa misura, a quanto ammonta e da quando parte in Italia, qual è la situazione in Europa, quali sono i Paesi in cui è presente, infine qual è la paga minima in Francia e in Germania.

Cos’è e come funziona

Il SMO, ossia il salario minimo orario garantito è un provvedimento fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, che consiste nel garantire a ogni singolo lavoratore una retribuzione oraria minima. In questo modo l’azienda può sfruttare il lavoratore: al momento dell’assunzione ha l’obbligo di pagare il lavoratore con un salario minimo orario. Se l’azienda paga al lavoratore uno stipendio minore del salario minimo garantito, è sottoposta a specifiche sanzioni.

Al momento il salario minimo in Italia non è ancora una legge, ma solo un disegno di legge, al vaglio del Parlamento, quindi bisogna ancora attendere. Lo scopo di questa proposta targata M5S, è quella di garantire ai lavoratori una vita dignitosa e aiutare anche l’economia, in quanto una maggiore disponibilità di denaro per le famiglie aumenterebbe i consumi, dunque la produzione e il PIL.

Importo

Il salario minimo garantito è di almeno 9 euro l’ora. Inoltre periodicamente lo stato deve ricalcolare questo importo affinché sia almeno 1/5 superiore al limite di povertà. Ad oggi tale limite è fissato a 780 euro mensili, ecco perché il reddito di cittadinanza è proprio pari a 780 euro. Qui trovi tutte le informazioni sul reddito di cittadinanza.

Le aziende, pubbliche e private, devono applicare il salario minimo garantito a tutti i lavoratori:

  • Subordinati (a tempo determinato o indeterminato);
  • Parasubordinati (quindi per esempio con contratto a progetto);
  • Con Co.Co.Co., collaborazione coordinata e continuativa;
  • Autonomi (come ad esempio i praticanti di studi professionali).

Italia

Tutti i lavoratori, subordinati e parasubordinati, a tempo determinato e indeterminato, nel settore pubblico e privato, hanno diritto al salario minimo di 9 euro orari.

Attenzione

Al momento la paga oraria garantita è ancora una proposta del M5S (governo Conte), bisogna attendere la legge per vedere effettivamente il salario minimo.

Da quando

L’Italia è uno degli stati d’Europa a non avere ancora una legge sul salario minimo garantito. Il M5S ha proposto un disegno di legge, che è al vaglio del Parlamento. Lo scopo è quello di arrivare a una legge definitiva entro breve termine. Al momento quindi non si hanno date precise, tutto dipende dai tempi del Parlamento.

Europa

L’Italia purtroppo è un fanalino di coda rispetto all’Europa. Nell’Unione Europea infatti, su 28 nazioni, ben 22 hanno già un salario minimo. Ce ne sono quindi 6 che non hanno una legge sul salario orario minimo. Queste nazioni sono: la Danimarca, la Finlandia, la Svezia e l’Austria, che appartengono al Nord e Centro Europa; si aggiungono Cipro e l’Italia, del Sud Europa.

In generale il salario minimo è presente in quelle nazioni dove i sindacati sono poco operativi oppure c’è una debole copertura dei contratti nazionali. Svezia, Finlandia e Danimarca infatti, sono nazioni tutt’altro che povere e il fatto che non ci sia un salario minimo garantito è semplicemente perché non ne hanno bisogno, avendo un forte sistema sociale ed economico: i salari medi di Svezia e Danimarca sono già tra i più alti in Europa, senza necessità di avere un salario minimo.

In questo elenco, come nazioni “deboli” figurano solo l’Italia e Cipro, sprovviste di un salario minimo. Tutte le altre nazioni, come la Germania o la Francia, hanno una legge sulla retribuzione minima.

Germania

In Germania lo stipendio minimo orario non esiste da tantissimo tempo: il governo lo ha introdotto dal 2015 su proposta dei socialdemocratici. Il salario minimo nel 2015 era pari a 8,50 euro l’ora, fino ad oggi in cui il salario minimo è pari a 9,35 euro l’ora.

Inoltre, il ministro delle Finanze Scholz, sta spingendo affinché il salario minimo sia pari ad almeno a 12 euro l’ora, il che porterebbe la Germania ad avere uno dei salari minimi più alti al mondo. Secondo il ministro infatti, uno stipendio inferiore a 12 euro l’ora non è adeguato per una famiglia tedesca.

La Germania è uno dei Paesi europei con lo stipendio medio più alto, insieme a Danimarca, Svezia, Irlanda, Paesi Bassi, Regno Unito e infine il Lussemburgo. In media, i tedeschi hanno uno stipendio di 3.000 euro al mese. Ci sono però delle disparità tra le varie regioni, si registrano quindi delle disomogeneità a livello territoriale: gli stipendi più alti li hanno i tedeschi della Baviera e dell’Assia, mentre a Berlino i guadagni sono tra i peggiori della nazione.

La Germania, come ormai anche l’Italia, ha anche un reddito di cittadinanza, presente da molto più tempo rispetto all’Italia. Qui trovi tutte le informazioni su come funziona il reddito di cittadinanza in Germania.

Francia

Anche i francesi hanno lo stipendio minimo garantito: una soglia limite al di sotto della quale un’azienda non può andare: può proporre una paga più alta, ma mai più bassa, altrimenti incorrerebbe in sanzioni. Lo scopo è quello di aumentare il tenore di vita dei lavoratori ed anche il benessere sul posto di lavoro.

La retribuzione minima in Francia, ad oggi è di 10,03 euro lordi all’ora, che a conti fatti corrisponde a circa 1.200 euro netti mensili. Quindi se un’azienda estera assume dei lavoratori in Francia, deve pagare loro almeno 10,03 euro lordi all’ora (Direttive Comunitarie 96/71 e 2014/67).

Nel 2018, i francesi con stipendio minimo sono stati circa 2 milioni, quasi il 60% sono donne, il restante 40% sono uomini. Il salario minimo tocca prevalentemente i lavoratori a tempo parziale: circa il 25% dei percettori di reddito minimo; mentre tra i lavoratori a tempo pieno soltanto il 10% prende lo stipendio minimo, il restante 90% guadagna di più.

Un salario minimo che non piace ai gilet gialli, i quali si stanno infatti battendo per aumentarlo ad almeno 1.300 euro mensili netti.

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