Ci sono determinate spese, come quelle mediche, che ti danno diritto a un rimborso dell’IRPEF che hai pagato durante l’anno sul tuo stipendio. Per aver diritto al rimborso però, devi conservare il documento che attesta di aver sostenuto la spesa, ad esempio la fattura, la ricevuta o lo scontrino a seconda dei casi.

In questa guida completa sullo scontrino parlante ti spiego cos’è e come funziona la detrazione a cui hai diritto, a quanto ammonta, come calcolarla, come lo scontrino parlante sostituisce la fattura, quali dati deve riportare e infine gli obblighi del farmacista.

Cos’è

Lo scontrino parlante è lo scontrino che rilasciano le farmacie, dove sono elencati i farmaci che acquisti e sui quali lo stato ti riconosce la detrazione fiscale. L’Agenzia delle Entrate infatti, prevede un rimborso del 19% sulle spese effettuate in farmaci, applicando una franchigia di 129,11 euro. Vediamo meglio con un esempio concreto cosa significa tutto ciò e come calcolare la detrazione spettante.

Supponiamo che quest’anno tu spenda 300 euro in totale per medicinali (sommando tutti gli scontrini). Per calcolare quanto ti spetta di rimborso devi fare così:

300 – 129,11 = 170,89 euro

19% di 170,89 = 32,46 euro è l’importo che ti spetta a titolo di rimborso IRPEF.

Cosa significa?

Ogni anno, sul tuo stipendio paghi le tasse (IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche), ma la legge fiscale prevede un rimborso di questa IRPEF che hai pagato.

Il rimborso si calcola su determinate spese, come appunto le spese su farmaci, su visite mediche, scuola, asilo nido, spese funebri, ecc. Quindi se per esempio quest’anno hai pagato sul tuo stipendio 2.000 euro di IRPEF, se hai sostenuto determinate spese, di questa IRPEF te ne torna un po’ indietro.

Per ottenere questo rimborso IRPEF devi presentare la dichiarazione dei redditi.

Per le spese sui farmaci, lo scontrino attesta appunto di aver sostenuto questo costo. E quindi ti permette di chiedere la detrazione e ottenere il rimborso spettante.

Ricapitolando, ogni anno devi conservare gli scontrini che accumuli per i farmaci e consegnarli al consulente fiscale che presenta la tua dichiarazione dei redditi. Puoi anche presentarla tu stesso la dichiarazione, usando per esempio la dichiarazione precompilata messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Grazie alla dichiarazione dei redditi, sul tuo stipendio di luglio o agosto, ottieni il rimborso. Non devi far null’altro rispetto alla dichiarazione dei redditi: una volta presentata, è poi l’Agenzia delle Entrate a comunicare al tuo datore di lavoro l’importo da accreditarti sullo stipendio (di luglio o agosto).

Detrazione

Per avere diritto alla detrazione, quando vai in farmacia a comprare un medicinale, che sia un farmaco per uso umano oppure veterinario, devi presentare la tua tessera sanitaria. In questo modo il farmacista può inserire il tuo codice fiscale sullo scontrino.

Lo scontrino infatti, si chiama parlante solo se indica:

  • La dicitura “farmaco” e il relativo codice. Lo scontrino infatti non menziona il farmaco che hai comprato (per la privacy), ma solo un codice;
  • Il tuo codice fiscale, in modo da associare a te la spesa.

Per quanto tempo conservare gli scontrini parlanti

Una volta presentata la dichiarazione dei redditi, gli scontrini devi comunque conservarli fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui hai presentato la dichiarazione.

Entro questi cinque anni infatti l’Agenzia delle Entrate è autorizzata a effettuare dei controlli e potrebbe chiederti di esibire gli scontrini. Quindi, se per esempio presenti la dichiarazione del 2021, gli scontrini devi conservarli fino al 31 dicembre 2026.

Scontrini semi parlanti

Oltre al classico scontrino parlante di cui abbiamo parlato nei passi precedenti, merita menzione anche il cosiddetto scontrino semi parlante, ossia quello rilasciato dai supermercati, che servono per i concorsi a premi.

Si chiamano semi parlanti perché non ci sono indicazioni estese del prodotto comprato e non compaiono i dati dell’acquirente, se non al massimo il codice della tessera fedeltà per esempio.

Come fare

Ottenere la detrazione fiscale è molto semplice: quando vai in farmacia per comprare un farmaco, devi solo esibire al farmacista la tua tessera sanitaria. Il farmacista saprà cosa fare: al momento del pagamento ti rilascerà lo scontrino parlante.

Tu devi quindi conservare tutti gli scontrini parlanti accumulati durante l’anno e, l’anno successivo presentare la dichiarazione dei redditi per ottenere il rimborso.

Molte volte è lo stesso farmacista che ti chiede se “fai la dichiarazione” oppure se “fai la detrazione”. In quel momento quindi ti sta chiedendo la tessera sanitaria. Se intendi fare la dichiarazione dei redditi, presentagli la tessera sanitaria.

Sostituisce fattura

Lo scontrino parlante rilasciato dalla farmacia vale come fattura. Non nel senso che ha le stesse funzioni in generale di una fattura, ma nel senso che per richiedere le detrazioni fiscali sui farmaci è sufficiente, non serve una fattura.

Per i farmaci infatti, per ottenere il rimborso IRPEF basta lo scontrino parlante. E non è necessario neanche il pagamento tracciabile: puoi pagare in contanti. Diversamente da quanto richiesto per le visite mediche, dove invece il pagamento deve avvenire con mezzi tracciabili (bonifico, carta…) altrimenti non sono detraibili.

Obblighi del farmacista

Il farmacista chiede al cliente il codice fiscale. Grazie a questo codice fiscale invia i dati all’Agenzia delle Entrate, che così può redigere la dichiarazione precompilata. Le informazioni che la farmacia invia all’Agenzia sono le seguenti:

  • Codice fiscale del cliente o del familiare a carico per cui sostiene la spesa;
  • Codice fiscale o partita IVA della farmacia;
  • Data della spesa;
  • Tipologia di spesa (farmaci, dispositivi medici…).

In questo modo il cliente, l’anno successivo, può consultare sul sito dell’Agenzia delle Entrate la dichiarazione precompilata, accedendo all’elenco delle spese sostenute. E’ molto importante conservare gli scontrini: è vero che la dichiarazione è precompilata dall’Agenzia, ma nulla le vieta di effettuare controlli e verifiche.

La dichiarazione dei redditi precompilata è la dichiarazione già redatta dall’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati ricevuti dai vari enti. Nella precompilata trovi già le spese mediche, per farmaci, per la scuola, per la detrazione di spese per il risparmio energetico e tante altre.

In questo modo tu contribuente puoi semplicemente entrare sul sito dell’Agenzia e accettarla, senza modifiche. Oppure modificarla opportunamente (aggiungendo o togliendo spese).