Scrittura privata

Come dicevano i latini “verba volant, scripta manent” che tradotto significa “le parole volano, gli scritti rimangono”. Quando due persone fanno un accordo, è bene che lo mettano per iscritto e che appongano una firma, in modo da dimostrare le rispettive volontà.

In questa guida completa sulla scrittura privata ti spiego cos’è e come funziona, anche attraverso esempi concreti, ti fornisco il modello fac simile per varie situazioni, come fare la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, come presentare istanza di disconoscimento ed infine la differenza tra scrittura privata semplice e scrittura privata autenticata da un notaio o un segretario comunale.

Cos’è e come funziona

La scrittura privata è un atto firmato da una o più parti per regolare una specifica situazione, per esempio un ordine di fornitura, una scrittura privata per bloccare un affitto, per la vendita auto tra privati, per un prestito infruttifero, etc.

La scrittura privata può essere:

  1. Semplice, ossia non autenticata da una pubblica autorità, riporta solo le firme di chi la sottoscritta;
  2. Autenticata da una pubblica autorità, per esempio dal notaio o dal segretario comunale.

La scrittura privata autenticata ha completa valenza legale, perché c’è stato un notaio che ha apposto timbro e firma, a riprova dell’autenticità dell’atto. La scrittura privata semplice, invece, ha valenza legale solo se le persone che la firmano, poi la riconoscono, ossia ammettono di aver firmato. Se una delle parti la disconosce, dice di non esser stata lei a firmare, la controparte deve chiederne la verificazione.

Quindi, concludendo: la scrittura privata ha valore legale, purché entrambe le parti che la firmano poi non dicano che in realtà non hanno firmato nulla, purché non la disconoscano. Se una delle due parti la disconosce, dice di non aver mai firmato, allora bisogna intraprendere una causa in tribunale e chiedere la verificazione della scrittura.

Questo non avviene se si tratta di una scrittura privata autenticata: un pubblico ufficiale ha verificato l’identità dei firmatari, quindi attesta che realmente le parti hanno firmato la scrittura e nessuna delle due può dire il contrario.

Il codice civile, all’articolo 2701, sancisce che la scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso. Ed è quello che ti ho appena spiegato: la scrittura privata è piena prova fino a che una delle parti non la disconosce. Se la disconosce, deve presentare querela di falso. L’altra parte invece, per provare la veridicità della scrittura, dovrà presentare istanza di verificazione (art. 216 c.p.c.).

Esempio

La scrittura privata semplice è utilizzata in molteplici occasioni: si pensi ad esempio a una scrittura privata per bloccare un affitto, una scrittura privata per prestazione occasionale, per prestazione artistica, oppure per bloccare l’affitto prima di fare il contratto di locazione, oppure una scrittura privata per vendita auto tra privati.

Nel prossimo paragrafo trovi una sempre di esempi e modelli fac simile per qualsiasi occasione: puoi scaricare il fac simile, compilarlo al pc con i dati delle parti e indicando la circostanza specifica e poi stamparlo.

Modello

Di seguito puoi scaricare esempi fac simile di scrittura privata semplice, in formato Word o Pdf, per diverse occasioni:

Registrazione

Ci sono delle scritture private che è obbligatorio registrare presso l’Agenzia delle Entrate e quindi pagare la relativa imposta di registro. Tipico esempio è il contratto di locazione: la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate è obbligatoria. Ci sono poi altre scritture private per le quali la registrazione non è obbligatoria, ma facoltativa. Vediamo insieme quando conviene registrare il contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

Opponibilità a terzi

Anche quando le parti non sono obbligate a registrare la scrittura, possono decidere di farlo comunque: per renderla inopponibile a terzi. Registrandola infatti, un domani una terza persona non potrà dire che quella scrittura non esiste, né tanto meno che si tratta di una scrittura retrodatata. La registrazione permette di dare data certa a quella scrittura.

Puoi registrare qualsiasi atto presso l’Agenzia delle Entrate, usando il modello 69 “Richiesta di registrazione”. Per quanto riguarda i costi: per registrare il contratto devi apporre ogni 4 facciate (e sempre ogni 100 righe) un contrassegno da 16 euro (ex marca da bollo).

Suggerimento

A questa pagina dell’Agenzia delle Entrate trovi la procedura per la registrazione e il modello 69 da scaricare.

Disconoscimento

Se intendi disconoscere una scrittura privata, deve contestare formalmente la scrittura o la firma (art. 214 c.p.c.). In tal caso la tua controparte, se sostiene che sei tu a mentire, ossia la scrittura privata è reale e tu hai veramente firmato, deve presentare in tribunale una istanza di verificazione (art. 2016 c.p.c.).

Il giudice a quel punto procede con le opportune verifiche: il controllo di altri scritti di quella persona (scritture di comparazione), prove testimoniali, solitamente nomina un tecnico, un perito calligrafico.

Se intendi disconoscere una scrittura privata, devi farlo appena possibile e comunque entro la prima udienza o entro la prima difesa. In caso di silenzio infatti, la legge considera il silenzio assenso e quindi la considera riconosciuta (art. 215 c.p.c.).

Autenticata

Una scrittura privata può essere:

  • Semplice, quando riporta solo le firme delle parti;
  • Autenticata, quando appone timbro e firma anche una pubblica autorità, per esempio un notaio o un segretario comunale.

Come è facile immaginare, una scrittura autenticata assume pieno valore probatorio, proprio perché le parti hanno firmato davanti a una pubblica autorità, quindi non possono poi dire di non aver firmato, che quella firma è un falso, ecc. Se lo fanno, la controparte non deve neanche difendersi, perché l’autentica prova che quella firma è reale.

Se invece la scrittura non è autenticata, essa assume comunque valore probatorio, ma se domani una delle controparti sostiene che quella non è la sua firma a quel punto si apre un processo. Purtroppo, non essendoci l’autenticazione, si dovrà ricorrere al tribunale.

Chi sostiene che quella firma non è reale deve disconoscerla formalmente; la controparte invece deve presentare istanza di verificazione. A quel punto il giudice decide sulla questione, in base agli elementi in suo possesso e solitamente insieme a un tecnico calligrafo appositamente nominato.