Chiunque nella propria vita ha vissuto una condizione di stress. Se esso rappresenta una condizione temporanea, probabilmente non comporta alcuna conseguenza, ma se si protrae nel tempo, può addirittura causare dei disturbi psicosomatici, da leggeri a più gravi.

In questa guida completa sullo stress da lavoro ti spiego cos’è e quali sono i sintomi che devono metterti in guardia, cosa fare se la situazione di stress si protrae, cosa succede se il medico ti certifica la malattia, quanti giorni puoi stare a casa, quali sono gli orari da rispettare per la visita fiscale, come combattere lo stress ed infine come ottenere il risarcimento dell’azienda che ti ha causato danni patrimoniali ed esistenziali.

Cos’è e sintomi

Lo stress da lavoro correlato è quello stato in cui si manifestano uno o più dei seguenti sintomi, fisiologici o psicologici:

  • Mal di testa;
  • Mal di stomaco;
  • Stanchezza continua;
  • Senso di forte disagio;
  • Irritabilità.

Bisogna sottolineare che lo stress, per definizione, non costituisce una malattia, ma una condizione causata da una serie di fattori avverse esterne. Lo stress però può condurre a delle patologie vere e proprie.

Esiste uno stress, il cosiddetto eustress, che a dosi accettabili costituisce un fattore positivo per l’essere umano: gli conferisce la carica per affrontare la giornata, assicura il giusto stimolo per mettere in azione corpo e mente. Se però lo stress supera il limite e le fonti di stress rappresentano non più uno stimolo, ma un aggravante nella propria vita, si può persino arrivare alla depressione.

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Questionario INAIL

Ai sensi del D. Lgs. n. 81 del 9 aprile 2008 è obbligatorio per le imprese di qualsiasi settore misurare il rischio stress lavoro-correlato all’interno del luogo di lavoro, dunque gestirlo e apportare all’organizzazione tutte le modifiche possibili e necessarie per minimizzarlo.

A tale scopo l’INAIL fornisce una piattaforma online accessibile ai datori di lavoro, per la compilazione di un questionario, al termine del quale l’azienda ha un quadro chiaro e completo delle problematicità emerse e può quindi implementare le adeguate misure di gestione e risoluzione, allo scopo di tutelare la salute psicofisica dei lavoratori.

Ricapitolando:

  1. Il datore di lavoro si collega alla piattaforma INPS per compilare il questionario sullo stress da lavoro correlato;
  2. Alla fine del questionario, in base alle problematicità emerse, il datore di lavoro può gestire la situazione e implementare gli opportuni cambiamenti alla vita lavorativa in modo da arginare le condizioni di stress.

Il questionario contiene un sistema di calcolo dei punteggi, un programma Excel scaricabile in modo che il datore di lavoro possa controllare offline gli “eventi sentinella” e un report finale che mostra in risalto i rischi.

Cosa fare

Il datore di lavoro

Sul lavoro lo stress può essere di due tipologie:

  1. Stress che è proprio della mansione, per esempio lo stress che può provare un chirurgo;
  2. Stress che deriva dall’organizzazione aziendale, per esempio turni di lavoro pesanti, mancanza della flessibilità oraria, mancanze strumentali, ecc.

Ogni datore di lavoro è obbligato a tutelare salute e sicurezza dei dipendenti; gli ispettori del lavoro vigilano e forniscono l’assistenza adeguata affinché le aziende rispettino il loro obbligo.

L’INAIL ha messo a disposizione dei datori di lavoro, una piattaforma web con il questionario sullo stress da lavoro correlato, per misurare il livello di stress nell’azienda e, in base ai dati emersi dal questionario, recare le dovute modifiche alla gestione aziendale. In caso di criticità è consigliabile che il datore di lavoro consulti e collabori con il rappresentante sindacale per discutere i cambiamenti necessari.

Il dipendente

Il lavoratore vittima di stress può avere serie difficoltà ad andare avanti e manifestare anche patologie di tipo psicosomatico se la situazione di disagio perdura nel tempo.

Ecco cosa fare se ti trovi in un caso del genere:

  1. Conferisci con il tuo responsabile, con le risorse umane o con il rappresentante dei lavoratori dell’azienda, in modo da cercare un punto di incontro;
  2. Collabora al fine di individuare punti di criticità e le strategie migliori volte ad arginarle;
  3. Parla con il servizio sanitario dell’azienda, se presente;
  4. In caso di esito negativo con le risorse umane dell’azienda, sindacati e servizio sanitario aziendale, può essere utile richiedere il parere dell’Ispettorato del lavoro.

Sul piano medico. Se il tuo stato di salute ne sta risentendo, rivolgiti al tuo medico di famiglia: è il primo contatto che può indirizzarti verso uno specialista e può sin da subito, se sussistono le condizioni, redigere un certificato di malattia ove indicato il tuo stato psicofisico, riconducibile al contesto lavorativo. Il tuo medico curante decidere se è opportuno che tu ti rivolga a uno psicologo e/o a uno psichiatra.

Sul piano legale. Rivolgiti al sindacato o un avvocato specializzato in diritti del lavoro. Se sussistono i presupposti per un risarcimento dei danni a tuo favore da parte dell’azienda, hai 10 anni di tempo per intraprendere azione risarcitoria (art. 2087 c.c.).

Le prove

Di cruciale importanza sono le prove a supporto della tua tesi. È quindi di fondamentale importanza acquisire email del tuo responsabile, fogli presenze, documenti relativi ai turni, ordini di servizio a lavori rischiosi, condizioni igieniche non adeguate, attrezzature non ergonomiche e qualsiasi altro documento che comprovi la situazione stressante. A ciò si aggiungono i certificati medici su cui deve risultare la diagnosi di disagio stress lavorativo correlato.

Malattia

Come detto in precedenza, lo stress non è una malattia, ma lo sono le sue conseguenze. L’esposizione continua a situazioni e fonti d stress possono portare a una somatizzazione fisica e psicologica del problema. Le patologie collegate allo stress non sono tabellate, nel senso che nelle tabelle INPS che riconoscono automaticamente le malattie professionali, non si parla di stress da lavoro correlato.

Ma come sappiamo anche se una patologia non è compresa nella tabelle, ciò non vieta che l’INAIL possa riconoscerla come professionale, ossia causata dalle condizioni lavorative. Le conseguenze patologiche dello stress da lavoro possono essere riconosciute come malattie professionali, lo dice lo stesso INAIL: nell’ultimo decennio l’INAIL ha accettato circa 500 denunce di patologie collegate a stress. Nel 64% dei casi l’INAIL ha approvato a favore del denunciante una indennità in capitale, nel 9% una rendita.

Come combattere

Se sei in una situazione di stress lavorativo e accusi i sintomi psicofisici, la prima cosa da fare è recarti dal tuo medico di famiglia, spiegare la tua situazione e i tuoi sintomi. A questo punto il medico valuterà:

  • Se sussiste una patologia e se è il caso di prescriverti una ulteriore visita (psicologo, psichiatra, ecc.);
  • Quanti giorni di malattia inserire nel certificato da inviare all’INPS se riscontra la tua inabilità lavorativa. Non esiste un numero minimo o massimo di giorni da inserire nel certificato: il tuo medico valuta il caso e le tue condizioni.

Quanti giorni di malattia puoi fare

Se ti assenti dal lavoro per malattia, sei tutelato: il datore di lavoro non può licenziarti. Se però superi il periodo di comporto, ossia il numero massimo di assenze consentito dal tuo CCNL, allora sei a rischio di licenziamento. Informati sul tuo CCNL a quanto ammonta il periodo di comporto previsto.

Tuttavia, se ti assenti a causa di malattia dovuta alle condizioni lavorative, l’azienda non può licenziarti neanche in caso di superamento del periodo di comporto: lo ha stabilito la sentenza n. 6463/16 del 21 dicembre 2016 della Corte di Cassazione.

Visita fiscale

Se sei in malattia per una patologia derivante dallo stress, che sia quindi depressione, ansia, attacchi di panico o qualsiasi altra patologia per cui il medico ti abbia riconosciuto dei giorni di malattia con riposo a casa, devi rispettare gli orari delle visite fiscali. Un medico incaricato dall’INPS può venire al tuo domicilio, durante gli orari previsti.

Non di rado però, quando si tratta di malattie psicosomatiche, il dottore inserisce nel certificato medico l’esenzione al rispetto delle visite fiscali, proprio perché il paziente per le caratteristiche proprie della patologia, è invitato a uscire, distrarsi, stare all’aperto.

Questa esenzione non spetta automaticamente in caso di disturbo psico ansioso, ma solo se la inserisce il tuo medico, valutando il tuo caso. Tutto risulta dal certificato che ti rilascia: sarà egli stesso a dirti se ha inserito l’esenzione.

Un congruo periodo di riposo, è sicuramente il metodo migliore per iniziare a combattere lo stress. Dopodiché, un supporto psicologico potrebbe essere di aiuto nel combattere le proprie ansie e nell’aiutarsi a gestire lo stress.

Risarcimento danni

In caso di situazioni stressanti di tipo organizzativo, la prima condanna per l’azienda è sicuramente quella di eliminare tali criticità che rappresentano fonte di stress per i lavoratori. Per quanto riguarda i danni patrimoniali, il lavoratore ammalato a causa delle condizioni di stress, può chiedere:

  • Il risarcimento delle spese mediche affrontate;
  • ll danno patrimoniale derivante da licenziamento o dimissioni; considerando comunque che se hai superato il periodo di comporto a causa di una patologia lavoro correlata, l’azienda non avrebbe neanche dovuto licenziarti;
  • Il risarcimento del danno esistenziale (o danno morale).

In questo caso dovrai intentare una causa con l’azienda e fornire al giudice tutte le prove a tuo favore. A volte azienda e dipendente non arrivano neanche alla causa, ma cercano di accordarsi in via stragiudiziale. Molto importante in questo caso, è che ti affidi a un avvocato esperto di queste tematiche.

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