Purtroppo rispetto ad alcuni anni fa, i conti deposito non garantiscono rendimenti piuttosto interessanti. Se fino a qualche tempo fa alcuni istituti di credito arrivano ad offrire tassi di interesse del 5 o 6%, oggi ci si deve accontentare di un risicato 1/1,5%. Lordo ovviamente. Bisogna infatti considerare tassazione e imposta di bollo.

Dal 1° luglio 2014 infatti, il governo Renzi ha aumentato la tassazione sulle rendite finanziarie, nelle quali rientrano anche i tassi di interesse attivi di conti correnti e conti deposito. Vediamo di seguito gli aumenti effettuati, un esempio di calcolo concreto degli interessi e cosa valutare in termini di convenienza nella scelta di un conto deposito.

Investimento

Depositi vincolati e non

Dal 1° luglio 2014, la tassazione applicata sugli interessi è salita dal 20% al 26%. Questo vale per gli interessi maturati su conto corrente, su conto deposito vincolato e non vincolato.

Supponiamo quindi che tu abbia depositato 10.000 euro, a un tasso di interesse annuale dell’1,5%. Gli interessi lordi saranno quindi pari a

10.000 / 100 x 1.5 = 150 euro

A questi 150 euro occorrerà sottrarre il 26%:

150 / 100 x 26 = 39 euro tassazione da sottrarre

Gli interessi netti saranno infine pari a 150 – 39 = 111 euro.

La tassazione del 26% si applica a tutte le rendite finanziarie, tranne agli interessi derivanti da titoli di Stato e da buoni fruttiferi postali.

Inoltre, quando si considera l’idea di depositare denaro su un conto, nella valutazione della convenienza occorre considerare anche la nuova imposta di bollo sui conti di deposito che assume un valore minimo di 34,20 euro annuali, che vengono prelevate, solitamente suddividendo la somma in quattro trimestri.