Dal 4 maggio inizia la Fase 2, ossia quella di convivenza con il coronavirus. Molte le aziende che riaprono, bar e ristoranti offrono servizio a domicilio e asporto, è possibile fare attività sportiva e motoria anche oltre 200 mt dalla propria abitazione. Rimane comunque la fase di convivenza con il virus, dunque non bisogna allentare la guardia, ma continuare a rispettare le regole per la sicurezza di tutti.

In questa guida completa ti spiego cosa serve per andare al lavoro, se devi compilare l’autocertificazione e quando invece basta il tesserino da lavoro, ossia quello rilasciato dalla tua azienda, dove è riportato nome e cognome e impresa di riferimento.

Fase 2

La fase 2 è partita il 4 maggio e si inizia a tornare a lavoro per milioni di persone. in molti quindi si stanno chiedendo cosa serve per andare a lavoro, se bisogna portare con sé l’autocertificazione e come compilarla.

Come chiarito dalla circolare del 2 maggio 2020 del Ministero dell’Interno, per andare a lavoro non serve compilare l’autocertificazione. Nel caso dovessero fermarti le forze dell’ordine quindi, basta che tu esibisca il tesserino da lavoro.

Sarebbe il classico tesserino che usi per entrare in ufficio, in azienda, in cantiere. Il tesserino dove c’è scritto: tuo nome e cognome e azienda presso cui sei dipendente. Il semplice tesserino dimostra che sei un lavoratore subordinato e che ti stai recando sul tuo luogo di lavoro.

Se non hai il tesserino, puoi continuare a fare l’autocertificazione, oppure chiedere al tuo datore di lavoro di compilarne una, nella quale appunto dichiara che sei dipendente e che quindi devi recarti a lavoro.

Tutte le imprese devono adottare le misure di sicurezza sul lavoro. Laddove possibile, rispettare al massimo il distanziamento sociale, indossare mascherine, guanti ed eventuali altri dispositivi di protezione individuale.

Le imprese che possono lavorare in smartworking, continuano a fare lavorare da casa i propri dipendenti e se la situazione evolverà al meglio, prevederanno un graduale piano di rientro in azienda.

Coronavirus

L’emergenza coronavirus ha cambiato la vita di tutti i cittadini italiani. La fase 2 è quella di convivenza con il COVID 19. Non abbiamo ancora sconfitto il virus, dobbiamo imparare a conviverci e a combatterlo.

Riprendono dunque molte attività lavorative. Bar e ristoranti riaprono ma solo per effettuare domicilio e asporto. Bisogna indossare sempre le mascherine anche all’aperto.

Rispetto alla fase 2, è possibile uscire di casa non solo per motivazioni urgenti di salute e lavoro, ma anche per andare a far visita ai congiunti, quindi parenti e fidanzati. È possibile anche uscire per fare sport e attività motoria, oltre 200 mt dalla propria abitazione.

Nella fase 1 infatti si poteva fare attività motoria solo entro 200 mt dalla propria abitazione. Ora, è possibile non solo fare sport, ma anche attività motoria, il che significa che si può uscire anche per fare una passeggiata, che rientra pienamente nelle attività motorie.

Per lo sport e l’attività motoria, bisogna comunque rispettare le regole di sicurezza, quindi le distanze ed evitare gli assembramenti. L’attività si può svolgere in maniera individuale, per lo sport di gruppo c’è ancora da aspettare.

Autocertificazione

Nella fase 2 bisogna continuare a rispettare le regole: per uscire di casa devi portare con te l’autocertificazione. I casi in cui è necessario portare l’autocertificazione:

  1. Assoluta urgenza (per gli spostamenti da un Comune all’altro);
  2. Situazione di necessità (per gli spostamenti all’interno del Comune stesso);
  3. Motivi di lavoro ma, come detto nei paragrafi precedenti, quando ti rechi presso la tua sede di lavoro basta il tesserino. Quindi l’autocertificazione rimane per i casi particolari, per esempio se per motivi di lavoro devi percorrere lunghe distanze oppure per esempio sei in trasferta rispetto al solito luogo di lavoro;
  4. Motivi di salute, per esempio per sottoporti a visite mediche o per fare degli esami.

Puoi uscire anche per fare una passeggiata: rientra tra le attività motorie. Durante l’uscita però devi rispettare le distanze di sicurezza e usare la mascherina. Per andare a fare la spesa bisogna sempre prediligere i supermercati più vicini alla propria residenza.

Più libertà sotto alcuni punti di vista, maggiori possibilità di circolazione, di fare sport, attività motoria e di ricongiungersi con i propri cari: sono soprattutto queste le importanti differenze con la fase precedente. La Protezione Civile continua a monitorare i contagi, a informare il Viminale affinché si possano prendere gli opportuni provvedimenti in base all’evolversi della situazione.

La fase 2 richiede grande responsabilità da parte dei cittadini e un forte senso civico. È possibile uscire, ma l’importante è mantenere ancora le distanze e indossare i dispositivi di sicurezza. Più il popolo sarà ligio con le regole, più veloce sarà l’uscita dal tunnel.

Non possiamo aspettarci che tutto finisca subito: la fase 2, così come le fasi successive, sono di convivenza con il virus. Per il bene della nostra economia, bisogna far ripartire negozi, imprese, bar, ristoranti, ma occorre fare tutto con la massima prudenza, perché il virus non è ancora debellato.